Manovra approvata a colpi di fiducia: cosa c'è e cosa manca nella legge di bilancio

A palazzo Madama la maggioranza va alla prova di forza e, saltando ogni discussione sulle misure che verranno presentate dal governo, approva la nuova legge di bilancio 2019 che contiene numerose novità per i cittadini italiani. Maxi taglio sugli investimenti

La protesta dei senatori del Partito Democratico contro i banchi del Governo e il ministro Tria durante la discussione prima del voto di fiducia sulla legge di bilancio nell'aula di Palazzo Madama, Senato della Repubblica, Roma, 22 dicembre 2018. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Ultim'ora: l'aula del Senato ha dato il via libera alla fiducia posta dal governo sulla manovra economica. I sì sono stati 167, 78 i no e tre astenuti. Aula sospesa per consentire a Governo di presentare la seconda Nota di variazioni. La Nota, trasmessa e esaminata dalla Commissione bilancio, è stata poi approvata dall'Assemblea. La seduta è terminata alle ore 03:05.

Va ricordato che il testo votato alla Camera è stato stravolto nel passaggio in Senato e il governo ha posto la fiducia su un testo che nessun parlamentare ha praticamente mai letto con attenzione.

"Siamo stanchi ma contenti" ha detto il vice premier Matteo Salvini al Senato. Il leader della lega ha sottolineato che i decreti su reddito di cittadinanza e pensioni saranno approvati "nei primi giorni di gennaio". 

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Il maxi emendamento del governo al disegno di legge bilancio contenente la manovra economica è stato bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato solo nel primo pomeriggio di Sabato. Il testo è stato poi presentato ai membri del Senato dove è stato sottoposto al voto di fiducia tra le proteste delle opposizioni che contestano la mancanza di ogni possibilità di discussione sul testo. Sconcertante la continua fuoriuscita di documenti riservati con sempre nuove versioni del maxi emendamento, così come è sconcertante che il testo sia arrivato in aula ancora in lavorazione e non definitivo. 

Il gruppo del Pd del Senato con Andrea Marcucci ha annunciato che si rivolgerà "alla Corte Costituzionale, viste le gravissime violazioni della Costituzione" di cui le posizioni accusano il governo visto l'iter a marce forzate senza discussione delle misure.

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Solo alle 14 il Ministro per i rapporti con il parlamento Fraccaro aveva depositato infatti il testo interamente sostitutivo dell'articolo 1 del disegno di legge di bilancio che il Presidente del Senato ha trasmesso alla Commissione bilancio per l'esame dei profili di copertura. E proprio in Commissione a Palazzo Madama si sono verificate ore di caos prima dell'approvazione. Come denuncia il capogruppo Pd in Senato Andrea Marcucci il testo conterrebbe numerosi errori e refusi. "La maggioranza si è chiusa da un'ora a correggere".

Manovra, fiducia in Senato: la diretta

In corso la discussione sulla legge di bilancio 2019

Le dichiarazioni di voto sulla fiducia sulla manovra al Senato si terranno alle 23 e 30, con 'chiama' dei senatori a mezzanotte e mezza circa come stabilito la conferenza dei capigruppo di palazzo Madama.

Forti le proteste dell'opposizione, che ha atteso ore prima che il governo fosse in grado di sottoporre ai membri dell'organismo parlamentare il testo definitivo, salvo poi saltare ogni discussione. Secondo la tabella di marcia ufficiale, in aula ci sarebbero quattro ore di discussione generale da svolgere, poi le dichiarazioni di voto finali sulla fiducia, la 'chiama' e il risultato. Ma poi il governo deve riunirsi per approvare la Nota di variazione, a sua volta soggetta all'approvazione della commissione Bilancio. L'aula a quel punto sarà chiamata per gli ultimi due voti: sulla stessa Nota e sul provvedimento nel suo complesso. Ma trattando la procedura come mera formalità.

Mentre si avvicina lo spettro del rischio dell'esercizio provvisorio slitta ancora la convocazione dei Deputati, chiamati in Aula alla Camera il 28 e 29 dicembre, per l'esame finale della manovra da approvare entro Capodanno.

Manovra 2019: che cosa c'è

Entra in manovra la "flat tax per il Sud", ovvero la calmierazione al 7% dell'imposizione fiscale per i pensionati che vivono all'estero e che si trasferiscono al sud. Nella bozza del maxiemendamento al ddl bilancio è infatti contenuta la norma, annunciata nei giorni scorsi, che consente alle persone titolari di redditi da pensione di fonte estera di accedere a un'imposta sostitutiva sui redditi se trasferiscono la propria residenza in una città con popolazione non superiore a 20.000 abitanti e collocata in una delle seguenti regioni: Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia.

Nel maxiemendamento alla manovra ci sarà una norma che prevede l'estensione al 2019 del trattamento di cassa integrazione per i lavoratori dell'Ilva. Lo annuncia all'Adnkronos il sottosegretario all'Economia Laura Castelli. "Prevediamo -afferma- l'estensione per il 2019 del trattamento di Cassa integrazione salariale straordinaria per i dipendenti impiegati presso gli stabilimenti produttivi del gruppo Ilva".

Entra in manovra anche l'impiego dei militari del genio per salverà Roma dalle buche. La misura, già dichiarata inammissibile dalla commissione Bilancio, torna nella nuova versione corretta. ''Al fine di fronteggiare l'emergenza della sicurezza stradale -si legge nel testo- è autorizzata l'assegnazione a Roma capitale di una dotazione finanziaria pari a 40 milioni di euro per l'anno 2019 e a 20 milioni di euro per l'anno 2020 per interventi di ripristino straordinario della piattaforma stradale della grande viabilità da eseguirsi con il concorso del ministero della Difesa, attraverso l'Esercito".

Non solo eco bonus ed ecotassa, sul campo dell'automotive arriva uno sconto del 50% sull'imposta di bollo per le auto e le moto storiche. La misura che consentirà ai proprietari di veicoli con anzianità di immatricolazione compresa tra i 20 e i 29 anni di pagare la metà della tassa automobilistica. Per poter beneficiare dello sconto sarà necessario essere in possesso del certificato di rilevanza storica.

Buone notizie per i proprietari degli stabilimenti balneari: in Manovra ci sarà il rinvio della Bolkestein con un proroga di 15 anni per le concessioni che secondo quanto stabilito dalla direttiva europea sarebbero dovuti andare a gara. La bozza del maxiemendamento al ddl bilancio esclude dalla Bolkestein gli affitti demaniali. La misura si rende necessaria, si legge, ''al fine di garantire la tutela e la custodia delle coste italiane affidate in concessione, quali risorse turistiche fondamentali del Paese, e tutelare l'occupazione e il reddito delle imprese in grave crisi per i danni subiti dai cambiamenti climatici e dai conseguenti eventi calamitosi straordinari''.

In manovra arriva anche la sanatoria per i contribuenti in difficoltà economica. La misura consente, ''ai debitori che versano in una grave e comprovata situazione'', di regolarizzare a costi ridotti la propria posizione. La sanatoria interessa i carichi affidati all'agente della riscossione dal primo gennaio 2000 al 31 dicembre 2017 e prevede diverse percentuali di pagamento, a seconda della situazione Isee: 16% per i redditi fino a 8.500 euro; 20% fino a 12.500 euro; 35% fino a 20.000 euro".

Confermati i tagli all'editoria che valgono il 20% della differenza tra l'importo spettante e 500mila euro; nel 2020 sale al 50% e nel 2021 al 75%: ecco i giornali che rischiano di sparire.

Confermati gli sconti per i seggiolini anti-abbandono estesi anche nel 2020 con uno stanziamento di un milione di euro.

C'è anche la norma anti-bagarinaggio con l'introduzione di biglietti nominali per eventi in strutture con una capienza superiore ai 5mila spettatori. Il biglietto nominale diventa obbligatorio a partire dal 1° luglio. Ripristinata anche la possibilità per i singoli cittadini, che lo fanno in maniera occasionale e senza finalità commerciali, di rivendere il proprio biglietto purché a un prezzo uguale o inferiore a quello dell'acquisto originario.

Manovra 2019: che cosa non c'è

La prima cosa che non c'è, e che salta all'occhio, sono gli investimenti la cui stima scende dai precedenti 9 miliardi in tre anni a 3,6 miliardi. Nel 2019 il fondo istituito presso il ministero dell'Economia ammonta dunque a 740 milioni di euro (contro i 2.750 della versione originaria), nel 2020 passa a 1.260 milioni (da 3.000 milioni) e nel 2021 a 1.600 (da 3.300). In totale il taglio è di 5,4 miliardi.

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Rinviate al 15 novembre 2019 le assunzioni a tempo indeterminato presso presidenza del Consiglio, ministeri, enti pubblici non economici, agenzie fiscali e università. Quelle nelle università vengono posticipate al primo dicembre, con l'eccezione dei ricercatori a contratto che potranno essere quindi assunti come professori nel 2019.

La proposta di far pagare la Tari attraverso la bolletta elettrica non trova spazio nella manovra. La bozza del maxiemendamento al ddl bilancio non contiene la misura, che una parte della maggioranza avrebbe voluto introdurre a partire dal prossimo anno.

Salta la liberalizzazione per gli Ncc. Le telefonate per prenotare la corsa dovranno passare per forza attraverso le rimesse, che si dovranno trovare all'interno del comune (o della provincia e della città metropolitana) che ha rilasciato l'autorizzazione. Salta quindi la radicale revisione del sistema di noleggio con conducente.

Il sottosegretario al ministero dell'Economia, Massimo Garavaglia, intervenendo in commissione Bilancio spiega che la misura ha problemi di copertura. ''Il governo si assume la responsabilità di dire che la norma è stralciata perchè la norma è quantomeno dubbia'' dal punto di vista della copertura.

Rischia di saltare la proroga dei termini di scadenza delle "Graduatorie dei concorsi precedenti al 2014" una prassi che se interrotta rischia di cancellare tutte le graduatorie concorsuali pubbliche ancora aperte tra cui quelle relative al maxi concorso del Comune di Roma del 2010, dal quale Roma Capitale ancora attinge personale per le nuove assunzioni. "Si tratta di una grave retromarcia rispetto a quanto proclamato e promesso a più riprese dalla Giunta capitolina" denunciano in una nota i consiglieri del gruppo capitolino del Partito Democratico.

E Quota 100 e reddito di cittadinanza?

Nella legge di bilancio c’è uno stanziamento di 6,7 miliardi di euro che dovranno servire sia per il reddito di cittadinanza sia per le pensioni di cittadinanza. Manca però una legge vera e propria, per cui ad oggi nessuno è in grado di dire se i soldi saranno sufficienti a garantire i fatidici 780 euro promessi dal M5s (molti economisti sono dubbiosi).

Quanto all'abolizione della legge Fornero promessa in campagna elettorale, l’attuale normativa verrà superata, anche se per i dettagli bisognerà attendere successivi decreti ad hoc. Dal momento che la quota 100 ha diversi limiti (38 anni di contributi, divieto di cumulo, reintroduzione del meccanismo delle finestre), si può parlare di promessa parzialmente mantenuta. Ma il prezzo è molto alto. Oltre a far ricorso al deficit e a tagli di spesa, per rassicurare l’Ue il governo si è impegnato a rivedere al rialzo le clausole di salvaguardia Iva per un totale di 23 miliardi nel 2020 e quasi 29 nel 2021.

In manovra spuntano le "misure salva-conti" 

Viene confermato il taglio alle pensioni più alte: il prelievo di solidarietà, per cinque anni, riguarderà gli assegni superiori a 100mila euro e sarà pari al 15% per la parte eccedente fino a 130mila euro, al 25% per la parte eccedente dai 130mila ai 200mila, al 30% per dai 200mila fino ai 350mila, al 35% fra i 350mila fino a 500mila e al 40% oltre i 500mila.

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