Manovra, metà delle coperture sono in deficit (e cambia anche la flat tax)

Quanto è costato disinnescare l'aumento dell'Iva? Nella manovra sono comparse miriadi di piccoli balzelli che vedono l'aumento delle tasse sulla casa ed interventi sulla flat tax e regime dei minimi. Ma il torto più grande lo fa alla generazioni future

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte lascia l'aula della Camera dei Deputati al termine delle comunicazioni sul prossimo Consiglio Europeo, Roma, 16 ottobre 2019. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Il governo sarà pure quello della svolta, ma la manovra finanziaria del Conte bis è in tutto e per tutto uguale a quelle firmate dai precedenti esecutivi: qualche bonus, aggiustamenti fiscali per reperire parte delle risorse e - soprattutto - debiti. Ben 16 miliardi degli oltre 30 totali che servono per finanziare le promesse fatte da Movimento 5 stelle, Partito Democratico, Italia Viva e Sinistra ai propri elettori sono in deficit.

"Grazie alla maggiore flessibilità" si legge nel Documento programmatico di bilancio dove si spiega come il governo - forte della pax europea tra popolari e socialisti - abbia strappato maggiori concessioni sul fronte dello sforamento dei vincoli di bilancio. Il ministro dell'economia Roberto Gualtieri è riuscito infatti a concordare con l'Europa un deficit elevato al 2,2% per il 2020. Era il 2,04% lo scorso anno. 

Una cosa positiva? Tutt'altro. Padri e madri di famiglia lo sanno bene, spendere soldi che non si hanno pone il bilancio in una situazione difficile. Farlo continuamente, di anno in anno, caricando sul futuro i costi, mette i conti in un circolo vizioso preoccupante (per utilizzare un eufemismo) finendo per "passare il problema" alle generazioni che verranno. 

Debito pubblico, l'Italia brucia 63,6 miliardi di interessi

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Come ampiamente spiegato dall'Osservatorio dei Conti pubblici dell'Università Cattolica di Milano, se le entrate fiscali sono inferiori alle spese (stipendi della Pa, pensioni, investimenti e interessi passivi, ndr) lo Stato ha un deficit che deve finanziare. Dove reperire dunque queste risorse?

Tutti i governi hanno sempre asserito di voler ridurre la spesa pubblica, salvo poi essere smentiti dai fatti. Di aumentare le tasse - considerando la pressione fiscale già ai massimi - non se ne parla già da anni, tutt'al più si ricorre a riequilibri fiscali. Le privatizzazioni e le dismissioni degli immobili pubblici ampiamente utilizzate negli anni Novanta hanno spesso dato risultati trascurabili, ora il governo stima di raggranellare circa 1,2 miliardi nel triennio 2019- 2021. Briciole.

Generalmente lo Stato ricorre al collocamento di titoli sul mercato finanziario chiedendo in pratica un prestito a investitori, risparmiatori, fondi pensione e banche. Un prestito cui lo Stato si obbliga a rifondere compreso degli interessi maturati. Una prassi onerosa se si considera che solo nel 2018 l'Italia ha pagato interessi per circa 63,6 miliardi di euro (pari al 3,6% di Pil) sui 184 miliardi di euro dei titoli in scadenza.

Ora le passività sfioreranno i 200 miliardi di euro nel 2019. E la spirale sarà tutt'altro che virtuosa dato che il debito pubblico segnerà nuovi record: secondo gli ultimi documenti prodotti dal governo i nuovi dati rivedono il debito pubblico al 134,8% del PIL, per poi salire al 135,7% alla fine di quest’anno. 

Come denunciano - ormai da tempo - i custodi dei conti pubblici, i debiti vengono passati di governo in governo salvo poi trovarsi ad avere a che fare con clausole di salvaguardia sempre più onerose. Con la spada di Damocle dell'aumento dell'Iva.

Decreto Fiscale e Manovra: multe, tasse e bonus nella prima finanziaria giallorossa

Resta da capire come saranno impiegati questi nuovi "prestiti" e gli effetti sull'economia delle misure tra cui compaiono nuovi bonus e pochi interventi organici "di sistema". Se lo spauracchio dell'aumento delle imposte indirette è stato disinnescato per quest'anno, altri piccoli balzelli sono comparsi nel testo della Manovra. Per far quadrare i conti arrivano le tasse sulla plastica e sulle sigarette, così come aumenta la cosiddetta tassa sulla fortuna, salta la detrazione Iva per le scuole guida, mentre dalla digital tax si stima un gettito di ben 600 milioni l'anno.

Aumentano le tasse sulla casa

Contestualmente aumenteranno le imposte (ipotecaria e catastale) per le compravendite immobiliari da 50 a 150 euro ciascuna,  cosi come aumenterà di ben due punti percentuali e mezzo la cedolare secca per i proprietari di case.

Abrogazione Flat tax e "minimi": cosa cambia

Nella manovra - come si legge nel documento programmatico di bilancio - verrà abrogata la flat tax per i redditi compresi tra 65.000 euro e 100.000 euro.

Vengono poi rivisti i parametri del "regime dei minimi" con "limiti di spese personale 20.000 euro, limite beni strumentali 20.000 euro, regime analitico determinazione reddito, regime premiale fatturazione elettronica, esclusione se reddito maggiore di 30.000 euro". Una scelta che complica le cose. Ad esempio un giovane professionista che faceva un fatturato sotto i 65 mila euro, che lavorava nell'ambito di uno studio, aveva tutto semplificato, pagava il suo 15% sul suo fatturato abbattuto sostanzialmente per i costi. Adesso deve tenere la contabilità, deve analiticamente ridurre i costi, quindi si torna indietro su un percorso di semplificazione che era stato fatto col precedente governo.

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