Manovra 2020, c'è (più di) un problema: risorse incerte, rischio procedura Ue

L’80 per cento degli interventi correttivi ipotizzati per il 2020 (14 miliardi) è affidata a incrementi di entrate, di cui circa 7 miliardi (lo 0,4 per cento del PIL) deriverebbero da misure di contrasto all'evasione: un obiettivo piuttosto ambizioso che mette a rischio i conti

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte

L'obiettivo di recuperare circa 7 miliardi dalla lotta all'evasione è ''piuttosto ambizioso". Lo afferma il presidente dell'Ufficio parlamentare di Bilancio, Giuseppe Pisauro, nell'audizione delle commissioni Bilancio di Camera e Senato, impegnate nell'esame del Def, il documento base per la nuova del governo giallorosso. 

I contabili parlamentari hanno fatto i conti e stroncano le ottimistiche previsioni stilate dall'esecutivo. I punti deboli individuati vertono sulle coperture che Pd e M5s hanno inscritto nella Nadef, tra cui i preventivati proventi della lotta all'evasione fiscale: 7 miliardi di euro di maggiori entrate che appaiono difficilmente raggiungibili se confrontato con i risultati tradizionalmente ottenuti su tale fronte.

Nei fatti circa l’80 per cento degli interventi correttivi ipotizzati per il 2020 (14 miliardi) è affidata a incrementi di entrate, di cui circa 7 miliardi (lo 0,4 per cento del PIL) deriverebbero da misure di contrasto all’evasione.

"Sembrerebbe opportuno non fare affidamento su risorse incerte e a volte di natura non permanente ai fini dell'aggiustamento dei conti pubblici' spiega ancora l'upb secondo cui la riduzione del rapporto tra il debito e il pil "è soggetta a numerosi fattori di rischio''.

Se si attende infatti un percorso di stabile e progressiva riduzione del rapporto tra il debito e il pil - che raggiungerebbe il 131,4% nel 2022, oltre 4 punti percentuali di pil in meno rispetto al picco previsto per il 2019 (135,7%) - potrebbe pesare l'indebolimento della crescita economica che potrebbe rallentare ancora nel 2020.

Il rapporto di diminuzione debito/pil debito previsto nella nota ''è strettamente legato all'ipotesi che il costo del debito resti particolarmente contenuto nei prossimi anni''. Perché questo accada, spiega il presidente, ''occorrono due elementi: la politica monetaria deve continuare a essere particolarmente espansiva e il premio per il rischio paese si deve abbassare di più''.

Un fattore non di poco conto visto che - se confermata dai dati di consuntivo per il 2019 - è previsto che la Commissione Europea prepari un rapporto per valutare se proporre o meno l'apertura di una procedura di disavanzo eccessivo.

''Qualora la richiesta di flessibilità per evento eccezionale, e per fattori connessi alla fase ciclica, non venisse accettata dalla Commissione europea, il rischio di deviazione sarebbe significativo sia in termini annuali sia in media biennale''. Per quanto riguarda la regola della spesa, tenendo conto delle ''limitate informazioni'' contenute nella Nadef, vi sarebbe ''un rischio di deviazione significativa'' sia in termini annuali sia di media biennale per il 2020.

Tuttavia dai dati si notano altri problemi che il governo, prima o poi dovrà affrontare

Manovra, previsto un boom della spesa pensionistica

Nei prossimi anni si verificherà un vero e proprio boom della spesa per le pensioni che passerà dai 276 miliardi del 2019 a 304 miliardi del 2022.

boom spese pensioni-2

Fonte dati NADEF 2019

Con la Manovra aumenteranno le tasse

Se aumentano le spese aumenteranno anche le imposizioni fiscali: nella nota di aggiornamento del documento di economia e finanza è riportato come si stimino maggiori entrate tributarie per 51 miiliardi tra il 2018 e il 2022, con un aumento della pressione fiscale di quasi mezzo punto. 

aumento delle tasse-2

Fonte dati NADEF 2019

Iva, disattivare gli aumenti costa sempre di più

Va ricordato inoltre come la disattivazione delle clausole di salvaguardia per impedire l'aumento Iva è una spada di damocle che ci portiamo dietro da anni e su cui pesa un snowball effect tutt'altro che trascurabile. Se nel 2016 costò solo 12 miliardi, il "prezzo" della garanzia sul disordine dei conti pubblici è già raddoppiato in soli tre anni. 

il costo delle clausole di salvaguardia-2

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