Manovra, il grido d'allarme della polizia: "Noi, dimenticati dal governo"

Dopo l'approvazione della Nota di aggiornamento del Def, arrivano le critiche da parte dei sindacati delle forze dell'ordine: "Nessun impegno, nonostante la situazione vergognosa di migliaia di donne e uomini in divisa"

Foto di repertorio

La legge di Bilancio è ancora in fase di costruzione, ma osservando i contenuti della Nota di aggiornamento del Def, il testo che farà da ossatura alla manovra, i punti chiave sembrano vertere sul taglio del cuneo fiscale e sugli incentivi all'utilizzo dei pagamenti elettronici, oltre ovviamente al disinnesco delle clausole di salvaguardia che avrebbero fatto scattare l'aumento dell'Iva

Ma dopo l'approvazione del NaDef da parte del Consiglio dei Ministri, sono arrivate le prime rimostranze e le prime critiche, da parte di una categoria in particolare, quella delle forze dell'ordine. Gli agenti di polizia si sentono “dimenticati” dal governo giallorosso che nella manovra economica, ancora in fase embrionale, non ha previsto uno stanziamento di fondi dedicato agli uomini in divisa. 

Fsp Polizia di Stato: "Il malcontento cresce"

"Ieri è stata approvata la nota di aggiornamento al Def con le intenzioni di spesa di un Governo che, ancora una volta, mostra di non di impegnarsi attivamente per il personale in divisa, nonostante la vergognosa situazione in cui migliaia di donne e uomini che servono lo Stato si trovano: con due anni di arretrato nel pagamento degli straordinari obbligatori per migliaia e migliaia di ore, senza un degno contratto di lavoro, senza un adeguato riordino, senza una previdenza complementare". 

Sono le parole di Valter Mazzetti, Segretario Generale dell'Fsp Polizia di Stato, all'indomani dell'approvazione della Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza. "Ancora nessuna notizia a proposito del reperimento dei soldi che servono per interventi non più procrastinabili, - continua Mazzetti - e che con la nuova manovra devono necessariamente essere messi in campo per garantire almeno il rispetto della dignità personale e professionale degli operatori, e scongiurare gli effetti del sentimento di pesante e profonda delusione che ormai regna sovrano fra i lavoratori delle Forze di Polizia".

"Si è parlato - aggiunge Mazzetti - delle risorse per evitare l'aumento dell'Iva, per il taglio del cuneo fiscale, e per le spese indifferibili, in particolare gli aumenti di spesa per quota 100 reddito di cittadinanza (dispensato fra l'altro a terroristi che hanno combattuto lo Stato, assassini condannati che ancora non hanno espiato le proprie condanne), ma non una parola è stata dedicata alla necessità di rimettere in piedi un Comparto il cui personale è il peggio trattato d'Europa".

"Proprio stamane il presidente Conte, da Genova, ha esaltato l'approvazione di misure per 'un'Italia più verde, più sicura, più digitalizzata, più attenta a persone vulnerabili e fragili, siano persone emarginate dal lavoro, famiglie numerose, lavoratori che non hanno avuto aumenti da tanti anni'. Al solito è come dire tutto e niente. Noi ci aspettiamo impegni concreti, fatti, e numeri. - conclude Mazzetti - Vogliamo sapere, senza se e senza ma, quanti soldi saranno destinati, tanto per cominciare, al rinnovo di un contratto ormai scaduto da un anno e che già all'epoca dell'ultimo rinnovo, che giungeva dopo una decade di illegittimo blocco, con gli aumenti che furono previsti rappresentava un'offesa per donne e uomini che rischiano la vita ogni giorno per gli altri, per le Istituzioni, per lo Stato"

Coisp: "Il governo dimentica le forze dell'Ordine"

Sulla stessa linea anche la nota di Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp: "Esprimiamo forte preoccupazione per quanto emerge dall'aggiornamento del Def: non si ha notizia degli stanziamenti necessari a rinnovare il contratto nazionale di lavoro del comparto sicurezza. Serve almeno un miliardo per far recuperare un minimo del potere di acquisto perso da Poliziotti, Carabinieri, Finanzieri e Militari che negli ultimi dieci anni hanno visto le loro retribuzioni bloccate". 

"È il caso di ricordare -  conclude Pianese -che con il 'contratto elemosina' del gennaio 2018, arrivato dopo nove anni di blocco, sono stati riconosciuti aumenti di circa 35 euro. Chiaramente va fatto di più, ma a quanto pare le espressioni di vicinanza alle Forze dell'Ordine sono solo parole di circostanza: anche questo Governo ha deciso di non prestare la dovuta attenzione alla sicurezza del Paese. Chiediamo al Presidente del Consiglio Conte e al Ministro dell'Interno Lamorgese di chiarire quali impegni intendano assumere per garantire la dignità del lavoro quotidiano delle donne e degli uomini che si occupano della sicurezza dei cittadini".

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