Def, balletto di cifre: c'è un grande assente

Non c'è un tassello fondamentale nei numeri comunicati dal governo dopo il vertice sulla nota di aggiornamento del Def: la stima sul prodotto interno lordo del 2019 e dei due anni successivi. Di Maio: "Reddito di cittadinanza nei primi tre mesi del 2019"

Ansa

Non c'è un tassello fondamentale nei numeri comunicati dal governo dopo il vertice sulla nota di aggiornamento del Def: le stime sul prodotto interno lordo del 2019 e dei due anni successivi. Un elemento importante per valutare i numeri che invece sono stati ufficializzati: per il 2019 deficit al 2,4% e debito al 130,9% del Pil, per il 2020 deficit al 2,1% e debito sotto il 130% e per il 2021 deficit all'1,8% e debito al 126,5%.

Manovra, balletto di cifre

Balletto di cifre sulle misure della manovra e conti che non tornano. Per non parlare del grande assente, il Pil, solitamente parametro cardine su cui si costruisce tutto il quadro macro oltre che l'impianto della legge di bilancio. A sei giorni dal varo in Consiglio dei ministri della Nota di aggiornamento al Def - non soltanto sono già cambiate le previsioni di deficit, le uniche che sembravano certe - ma manca ancora la stima cardine del Prodotto interno lordo per il triennio nonché il saldo strutturale. Anche le risorse da spendere in manovra appaiono ballerine.

Mentre fonti della Lega riferiscono che per gli impegni del Carroccio sarebbero stati stanziati 10 miliardi su un totale di 16 a disposizione (di cui 7 per la riforma della Fornero, 2 per la flat tax e 1 per il piano di assunzioni nelle forze dell'ordine), fonti del M5S annunciano che il reddito di cittadinanza costerà 10 miliardi e che per la Fornero ci sono soltanto 5 miliardi. Giovedì mattina Salvini dà altri numeri:  Per le modifiche alla Legge Fornero ci saranno in manovra "fra i 7 e gli 8 miliardi di euro". Cosi il vice premier Matteo Salvini a Radio Anchi'io su Rai Radio 1. Dunque, aggiunge, "se per la Fornero ci sono 7-8 mld per il reddito ci saranno 8 o 9 miliardi" visto che si tratta di "16 miliardi complessivi".

L'intesa sul deficit potrebbe non bastare all'Ue

L'intesa nel governo sull'aggioramento del Def porta quindi a limare al ribasso il deficit per il 2020 e 2021 mantenendo il 2,4% solo per il 2019. Al tempo stesso il governo accelera sulla riduzione del debito al 130,9% già l'anno prossimo. Le modifiche rispetto al 2,4% di deficit per il triennio tuttavia potrebbero non essere sufficienti per scongiurare la bocciatura della prossima manovra da parte della Commissione europea. Il commissario agli affari economici Pierre Moscovici ieri ha sottolineato che in in Europa ci sono "regole abbastanza precise, che non sono stupide e che dicono che il deficit nominale deve essere contenuto sotto il 3% e che il deficit strutturale deve migliorare". Il 2,4% fissato dall'Italia per l'anno prossimo potrebbe comportare il rischio possibile che "il deficit strutturale non sia nella traiettoria fissata dal patto di stabilità e crescita".

Che cosa può fare l'Europa per fermare i piani del governo italiano

Fonti comunitarie inoltre hanno ricordato che la valutazione della Commissione sulla manovra italiana riguarderà solo le cifre sui conti pubblici relative al 2018 e gli obiettivi di bilancio per il 2019 in base al documento ("draft budgetary plan") che il governo dovrà inviare a Bruxelles entro il 15 ottobre. In altre parole, i piani di riduzione del deficit pubblico o del debito a partire dal 2020 non avrebbero influenza sul parere che l'esecutivo comunitario emetterà entro fine mese sulla manovra per il 2019.

Reddito di cittadinanza da inizio 2019

"Reddito di cittadinanza e pensioni di cittadinanza partiranno nei primi tre mesi del 2019". Lo ha assicurato il vice premier Luigi di Maio in un video-messaggio su Facebook diffuso al termine del vertice di governo sul Def. "Mi scrivete - ha detto - per sapere quando parte la pensione di cittadinanza, in cui aumentiamo le pensioni minime, e quando parte il reddito di cittadinanza. Tutto parte nei primi tre mesi del 2019. Datemi il tempo di mettere a posto i centri dell'impiego e di far partire un buon software nei prossimi mesi che gestisce tutti i giovani che non hanno lavoro, e i meno giovani, che entrano nel sistema della formazione lavoro. Poi si parte nei primi tre mesi del 2019 e si comincia a dare una pensione dignitosa a chi ha una pensione minima e il reddito di cittadinanza a chi poi dovrà essere inserito lavorativamente", ha concluso Di Maio.

La scommessa del governo

Il governo Conte scommette su un impatto consistente sulla crescita dalle misure che entreranno in manovra ma a politiche costanti tutte le principali organizzazioni nazionali ed internazionali non vanno oltre l'1,1% per il 2019. Una differenza consistente rispetto a quanto previsto nel Def dello scorso aprile (+1,4% per l'anno prossimo) e che andrà valutata alla luce delle stime che l'esecutivo inserirà nella nota di aggiornamento che dovrebbe essere pubblicata domani. Allo stato attuale i più ottimisti sono Moody's (+1,1%) e la Commissione europea (sempre +1,1%). Quest'ultima però sta già preparando le nuove stime che saranno diffuse a inizio novembre. L'Ufficio parlamentare di bilancio, nella nota congiunturale di luglio, stima un Pil 2019 "appena sotto l'1,1%".

Def, misure approvate: cambiano anche le pensioni

Banca d'Italia e Fondo Monetario Internazionale prevedono una crescita dell'1% l'anno prossimo mentre la stima più recente, quella diffusa dal Centro studi di Confindustria oggi, parla di un Pil in salita solo dello 0,9% nel 2019.

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