"Addio tassa sulle auto aziendali e plastic tax rinviata": la manovra Pd-M5s perde pezzi

Potrebbe saltare secondo fonti d'agenzia la tassa sulle auto aziendali prevista in legge di bilancio. Si starebbe anche pensando al rinvio "significativo" per la plastic tax. La manovra cambia come sempre i connotati nel corso del suo iter parlamentare

Conte e Gualtieri al lavoro in una foto di repertorio Ansa

La manovra, si sa, in parlamento spesso cambia i connotati nel corso del suo iter. Dovrebbe succedere lo stesso anche quest'anno. Potrebbe saltare, cancellata con un vero e proprio colpo di bianchetto, la tassa sulle auto aziendali prevista dalla legge di bilancio. Inoltresi starebbe pensando a un rinvio "significativo", ben oltre la data di luglio di cui si vociferava nei giorni scorsi, della tassa sulla plastica. E' quanto rivelano fonti di governo all'Adnkronos, spiegando che sarebbe questo l'orientamento che starebbe maturando nell'esecutivo sulla legge di bilancio. L'unico balzello che al momento non sembra essere in discussione è quello sulle bevande zuccherine, la cosiddetta sugar tax.

Tassa auto aziendali: potrebbe non trovare posto in legge di bilancio

L'articolo 4 del decreto fiscale, e precisamente la norma che impone alle imprese committenti di versare le ritenute fiscali per conto di quelle a cui affidano un appalto o un subappalto, potrebbe essere il primo pezzo della manovra 2020 a venir meno; o quanto meno ad essere cambiato in maniera sostanziale. Lo si legge stamani su molti quotidiani Sul punto c'è una forte pressione di Confindustria, intervenuta ieri in audizione alla Camera con il direttore generale Marcella Panucci. Lo stesso ministro Gualtieri, a sua volta ascoltato in commissione, ha manifestato la disponibilità a seguire tale strada.

Sul tavolo c'è l’ipotesi di tagliare l'incremento previsto dalla manovra del 50% o addirittura di azzerare i rincari. Sono ore caldissime, in cui tutte le tessere del "puzzle manovra" devono andare al loro posto.

Plastic tax verso il rinvio

Un rinvio sostanziale dei tempi di applicazione della tassa sulla plastica potrebbe generare conflitti nel governo: si tratta di una misura particolarmente cara ai 5 Stelle. Ma fonti del ministero dell'Economia spiegano che nei contenuti "la plastic tax funziona, è strutturata nel miglior modo possibile. Mentre sui tempi si sta ragionando perché è l'unico aspetto che è possibile modulare". Sullo sfondo, però, resta il problema delle coperture.

Plastic tax, Cattaneo: "Migliaia di posti di lavoro a rischio"

Il tema è delicato, perché le imprese dell’industria della trasformazione plastica in Italia sono circa 11mila, e danno lavoro a 110mila persone secondo i dati della Federazione Gomma Plastica. 

"Mettere la tassa di 1 euro al kg sulla plastica riciclata, in cui il polimero più caro costa 94 centesimi - commenta  l'assessore all'Ambiente della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo - significa raddoppiare il costo di questa plastica e per i polimeri meno cari triplicarlo, quadruplicarlo, decuplicarlo. Tutto questo avrà l'effetto di mettere fuori dal mercato le nostre imprese, farà perdere migliaia di posti di lavoro e non favorirà il percorso di transizione verso l'economia circolare che invece in Italia e in particolare in Lombardia sta funzionando molto bene. Abbiamo già avuto i primi riscontri concreti da parte di imprese lombarde che operano nella produzione e recupero della plastica che non potranno più essere in condizioni di operare se procederà questa iniziativa del governo".

Plastic tax, come funziona

La tassa sulla plastica recepisce, anche se soltanto in parte, una direttiva europea adottata lo scorso maggio dal Consiglio Ue, che riguarda determinati prodotti in plastica e ne vieta l'utilizzo nel caso in cui esistano delle valide alternative. Sempre secondo la normativa europea, saranno vietati entro il 2021 i piatti, le posate, le cannucce, le aste per palloncini e i cosiddetti cotton fioc.  Però, da quanto si legge nell'ultima bozza della legge di Bilancio, non tutti i prodotti in plastica verranno colpiti dall'aumento. Il “balzello” dovrebbe riguardare bicchieri, bottiglie, buste e materiali da imballaggio (come ad esempio il polistirolo), che verranno tassati fino ad un euro al chilo. Al momento vanno invece verso l'esclusione dalla tassa prodotti come le siringe, le taniche o altri oggetti non considerati usa e getta e quindi con un utilizzo più duraturo. 

La plastic tax rientra nel discorso di una politica ambientale più consapevole e dovrebbe portare nelle casse dello Stato un paio di miliardi di euro.

Plastic tax, secondo Corepla è una "telenovela"

La nuova imposta sugli imballaggi di plastica "è una telenovela". Che tra l'altro "non spinge né il cittadino a fare più raccolta differenziata, né le industrie a fare più innovazione". Lo sostiene Antonello Ciotti, presidente di Corepla (Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclaggio e il recupero degli imballaggi in plastica), il consorzio che è "fortemente contrario" alla supertassa che il governo ha intenzione di inserire nella prossima Legge di bilancio.

"Economia circolare significa rendere una risorsa ciò che adesso è un rifiuto - ha spiegato Ciotti, da Ecomondo, la fiera dell'innovazione industriale e tecnologica dell'economia circolare in corso a Rimini -. Ma perché questo accada sono indispensabili due atteggiamenti propositivi". I primo riguarda il "cittadino consumatore, che deve fare sempre di più la raccolta differenziata: senza raccolta differenziata non esiste l'economia circolare. L'economia circolare non parte per decreto ma perché ciascuno di noi fa qualcosa di più". 

La seconda parte, ha ricordato Ciotti "è rivolta alle industrie che devono innovare in due direzioni: la prima è di avere imballaggi sempre più riciclabili; la seconda è quella di utilizzare sempre più materie prime riciclate per la produzione dei loro imballaggi. Ora questa plastic tax non spinge né il cittadino a fare più raccolta differenziata, né le industrie a fare più innovazione, per cui non si capisce come possa avere un obiettivo di maggiore sostenibilità". "L'auspicio - ha concluso il presidente di Corepla - è che ci sia una profonda revisione del concetto di plastic tax perché sulla plastica non ci deve essere uno scontro ideologico ma uno scontro tecnologico, affinché le nuove tecnologie, i nuovi sviluppi dei materiali riciclati, possano consentire un'effettiva attuazione dell'economia circolare, tenendo presente che l'economia circolare parte dal consumatore che fa la raccolta differenziata".

La Plastic tax della discordia: come funziona e perché non piace a tutti

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