Stato e privati non pagano, l'azienda è in crisi: per i lavoratori Natale senza stipendio 

I lavoratori della Massano Srl sono in sciopero da diversi giorni per il mancato pagamento della mensilità di novembre. Il problema? L'azienda deve ricevere ingenti somme da committenti privati ed enti pubblici e non riesce a pagare gli stipendi

Il lavoratori della Massano in sciopero (Foto da Fillea Cgil Torino)

Potrebbe essere un Natale molto amaro per i lavoratori della Massano Srl, in sciopero da diversi giorni per protestare contro il mancato versamento della mensilità di novembre e il rischio di rimanere senza tredicesima. Una situazione che riguarda oltre 70 lavoratori, divisi tra le sedi di Montanera, in provincia di Cuneo, e Grugliasco, in provincia di Torino. La Massano è un'azienda che si occupa di lavori stradali, a cui non manca di certo il lavoro, ma il problema arriva da un'altra parte. Infatti, i soggetti che hanno commissionato i lavori all'azienda non hanno ancora saldato. 

Crisi Massano, tra i debitori anche enti pubblici

A scatenare questa condizione di crisi dell'azienda è proprio la mancanza di liquidità dovuta alle mancate entrate: tra i soggetti che devono versare soldi nelle casse della Massano ci sono anche diversi enti pubblici. Lo Stato quindi, come confermato a Today da Stefano Ponzuoli della Fillea Cgil Torino: “L'azienda deve ricevere ingenti somme sia da enti pubblici che da committenti privati, ma la situazione di difficoltà dura già da diverso tempo. Negli ultimi anni si erano già verificate problematiche simili, con pagamenti degli stipendi a singhiozzo e non puntuali”.

Crisi Massano, la situazione dei lavoratori

Come spesso succede, a pagare il prezzo di questa situazione paradossale sono i lavoratori, che non hanno ricevuto lo stipendio relativo al mese di novembre e la tredicesima, ma per quest'ultima, almeno per i lavoratori di Grugliasco, c'è una soluzione alternativa, come spiega Ponzuoli: “ La tredicesima, nel campo dell’edilizia, i lavoratori la ricevono dalla cassa edile se l’azienda versa. La Massano non ha versato, ma a Torino esiste un fondo di solidarietà che serve ad aiutare i lavoratori di queste ditte in crisi. In questo modo i dipendenti della sede nel torinese hanno potuto percepire normalmente la tredicesima mensilità”.

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Il discorso è differente per i 50 dipendenti della sede in provincia di Cuneo: “A Montanera non c'è il fondo di solidarietà ed è l'azienda stessa che deve versare i soldi nella cassa edile di Cuneo. Fino a qualche giorno fa c'era la possibilità che alcuni dipendenti rimanessero anche senza tredicesima, ma l'azienda ha fatto sapere di aver versato quanto dovuto nella Cassa, salvando quindi le tredicesime anche di questi lavoratori”.

Crisi Massano, lo stipendio di novembre a rischio

Ma se il problema delle tredicesime sembra in via di risoluzione, è molto più complessa la situazione dello stipendio di novembre (che viene erogato a dicembre ndr.). L'azienda dovrebbe pagare entro dicembre, ma c'è il rischio che questi soldi non vadano nelle tasche dei lavoratori, almeno non per il momento.

“Quello che preoccupa molto i lavoratori – aggiunte  Stefano Ponzuoli della Fillea Cgil Torino - è che l’azienda vuole accedere a una procedura di ristrutturazione del credito perché la situazione finanziaria non è florida. Si tratta di una sorta di concordato in cui l'azienda tratta con i creditori per trovare il modo di risanare la situazione. Il problema è che, se la Massano avvia questa procedura, tutte le spettanze, comprese gli stipendi di novembre, verrebbero congelati fino alla fine della procedura. Se dovesse andare così i lavoratori potrebbero dover aspettare molto tempo prima di ricevere quanto gli spetta”. 

Al momento non è ancora chiaro se l'azienda avvierà la procedura di ristrutturazione del debito, ma il piano dei sindacati è quello di mettere in salvo i loro stipendi: “I lavoratori sono in sciopero da giovedì scorso, sotto la pioggia e sotto il sole – conclude Ponzuoli – Quello che noi chiediamo all'azienda è di pagare gli stipendi prima dell'eventuale procedura, permettendo così ai dipendenti di passare un Natale dignitoso. La preoccupazione per il futuro rimane, ma per adesso navighiamo a vista”.

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