Melegatti, dal fallimento alla rinascita (ma la strada è ancora lunga)

Lo storico marchio panettoni e pandori torna con una campagna natalizia e 150 assunzioni stagionali. Un rilancio importante, ma c'è ancora molto lavoro da fare per tornare ai fasti degli anni '90

Lo spot di Melegatti per Natale 2019

All'inferno e ritorno. Melegatti, storico marchio dolciario arrivato lo scorso anno ad un passo dal baratro, festeggia i suoi 125 anni di storia rilanciandosi sul territorio nazionale in vista delle festività natalizie. In pochi mesi l'azienda specializzata nella produzione di pandori e panettoni, con sede a San Giovanni Lupatoto, in provincia di Verona, è passata dalla possibile chiusura alla resurrezione, con tanto di assunzioni stagionali per aiutare i dipendenti per il “tour de force” di Natale. 

Melegatti un anno dopo: dal fallimento al rilancio

Un rilancio importante per uno storico brand italiano: la Melegatti era stata dichiarata fallita nella primavera del 2018 dal Tribunale di Verona e salvata dall'oblio dalla famiglia Spezzapria, che l'hanno acquistata all'asta, ponendo fine ad una questione lunga e tormentata. Dopo il primo rilancio dello scorso Natale e la fortunata campagna di Pasqua 2019, Melegatti torna a farsi sentire sul mercato, anche se è presto per cantare vittoria: la strada per la completa ripresa è lunga e ci sono ancora alcune questioni irrisolte.

Melegatti, assunti 150 lavoratori stagionali

Per la campagna di Natale, oltre ai nuovi spot pubblicitari per la televisione e i social, Melegatti ha anche assunto 150 lavoratori stagionali per dare manforte ai 50 dipendenti dello stabilimento di San Giovanni Lupatoto, così da assicurare la produzione necessaria a garantire la distribuzione in tutt’Italia dei prodotti. 

“Per noi rappresenta un importante tassello nello sviluppo e nella crescita di Melegatti e per questo siamo molto felici di poter tornare a comunicare in maniera significativa su scala nazionale. Sfornare prodotti di qualità e creare posti di lavoro sono per noi la massima prerogativa. Siamo consci che tutto questo passa obbligatoriamente attraverso una strategia di comunicazione che continui la tradizione pubblicitaria del nostro marchio, intrattenendo i nostri consumatori e lasciando il segno come accaduto negli anni passati”, ha dichiarato in una nota Giacomo Spezzapria, presidente Melegatti 1894. La campagna natalizia e le assunzioni, anche se soltanto stagionali, sono sicuramente dei segnali positivi, ma esistono ancora dei dettagli da chiarire, come ad esempio il destino del secondo stabilimento, quello di San Martino Buon Albergo, su cui la precedente proprietà aveva investito per la produzione di merendine. 

Melegatti, la strada è ancora lunga

Il rilancio è in atto, ma c'è ancora molto lavoro da fare. Il motivo? Lo ha spiegato a Today.it Mariapia Mazzasette, segretario generale della Flai Cgil Verona: ''L'azienda ha lanciato questo comunicato sulle assunzioni degli stagionali, che sono comunque un segnale positivo, ma sappiamo che non ancora risolta la questione dello stabilimento delle merendine di San Martino Buon Albergo. L'impressione è che la Melegatti stia facendo una grande campagna di marketing per rilanciare il marchio con la  nuova proprietà che sta facendo investimenti su questa strada. La ripresa della produzione è sicuramente una buona notizia, ma siamo ancora molto lontani dai fasti degli anni '90, quando la campagna stagionale occupava anche 700 lavoratori, numeri molto differenti da quelli attuali''.

Gli 'angeli del pandoro' che hanno salvato il Natale, coro sui social: “Fateli cavalieri del lavoro”

''Purtroppo – continua Mariapia Mazzasette - Melegatti paga il prezzo della crisi che c'è stata negli ultimi anni, il periodo di incertezza e il fatto che lo scorso anno non sono riusciti a coprire tutte le richieste. Noi speriamo che possa riprendere un'attività solida e continuativa, anche se distante dai numeri di produttività degli anni '90''.

Ma per Melegatti e non solo, c'è anche un altro problema, sottolineato dal segretario Flai Cgil di Verona: ''In realtà, la vera questione da risolvere, legata non solo a Melegatti ma a molte aziende del settore dolciario, è quella legata ai prodotti stagionali. C'è bisogno di prodotti che vadano bene tutto l'anno, altrimenti le sole campagne durante le festività natalizie e pasquali non sono sufficienti a garantire all'azienda il rientro degli investimenti. Le aziende che non hanno un produzione continuativa e si affidano soltanto alle campagne stagionali fanno molta fatica. Melegatti aveva provato con la vecchia proprietà a lanciarsi nella produzione di merendine con lo stabilimento di San Martino Buon Albergo, ma la mossa fatta in ritardo ha poi prodotto degli effetti negativi, motivo per cui rimane importante risolvere quella situazione. Era circolata l'ipotesi che Melegatti potesse produrre panettoni e pandori per il mercato estero, dove magari non sono dolci legati alle Feste, ma non sappiamo se questa sia una strada praticabile e concretizzabile".

''La strada è certamente quella giusta,- conclude Mariapia Mazzasette - c'è un piano industriale che sicuramente con il tempo porterà i suoi frutti, noi ci auguriamo che vada tutto bene perché parliamo di uno storico marchio non solo per Verona, ma per tutta Italia''.

Pensando che poco più di un anno fa la Melegatti era vicina a chiudere per sempre, il rilancio avvenuto tra lo scorso e il prossimo Natale sembra quasi un miracolo: la direzione è quella giusta, ma c'è ancora molto lavoro da fare per riportare questo storico marchio italiano nella posizione che merita.

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