Migranti, nuova sanatoria (e oltre): la proposta di legge che vale 4 miliardi di euro

Un miliardo di entrate fiscali e ben 3 miliardi per i contributi previdenziali: per benefici strutturali basterebbe l'emersione di poco più della metà degli irregolari presenti in Italia. Ma al vaglio del Parlamento anche diritto di voto e il ritorno dello sponsor

In una foto del 1998 le lunghe file davanti al consolato egiziano, per ottenere le attestazioni da allegare alla domanda di sanatoria. Foto di archivio Ansa

Quanto vale - per lo Stato - recuperare il gettito fiscale del lavoro nero? Tanto: solo dall'emersione dei cittadini stranieri irregolari l'Erario potrebbe incassare almeno 1 miliardo di entrate fiscali ogni anno, quanto stimato per il 2020 dalla nuova plastic tax.

Per reperire queste risorse e far emergere la legalità, i promotori della campagna "Ero straniero" hanno offerto al governo una proposta di legge che riguarda i tanti che pur avendo un lavoro, non possono essere assunti perché non hanno documenti.

"Sarebbe una soluzionedi legalità e sicurezza, con effetti positivi per tutti in breve tempo: a livello economico, con nuove entrate per lo Stato, e a livello sociale, in termini di sicurezza e impatto positivo sui territori".

Dal 2017 i promotori di Ero straniero hanno depositato con 90.000 firme alla Camera la proposta di legge di iniziativa popolare per superare la legge Bossi-Fini, provvedimento di cui è relatore l'esponente dei Radicali Riccardo Magi ed ora all’esame della Commissione affari costituzionali.

Punto di partenza del ragionamento è il contrasto all’irregolarità: secondo l’ultimo Dossier statistico sull'immigrazione i 530 mila stranieri irregolari stimati in Italia a inizio 2018 lieviteranno entro il 2020 a oltre 670 mila. Difficilmente potranno essere rimpatriate e finiranno per ingrossare le fila del lavoro nero, dei circuiti illeciti e della marginalità sociale.

"Considerando l’emersione anche di solo 400.000 persone - spiegano i promotori - e considerando che il reddito medio mensile di un lavoratore in Italia è di 20.000 euro lordi l’anno (media tra autonomo e dipendente secondo l’Istat), si avrebbe a regime una entrata di 2.232 euro all’anno a persona, che per 400mila persone fa 893 milioni di euro di gettito fiscale. A cui vanno aggiunte le entrate 'una tantum' per i costi amministrativi ed eventuali contributi forfettari per l’emersione". 

Migranti, l'esempio della sanatoria del 2002

Ma i maggiori benefici arriverebbero per i contributi previdenziali: oltre 3 miliardi secondo i promotori dell'iniziativa che ricordano come si tratta di benefici, fiscali e contributivi, destinati a durare nel tempo.

"Lo dimostra la sanatoria del 2002 che ha regolarizzato 650mila persone: di questi nuovi lavoratori, dopo cinque anni, ne risultavano impiegati l’85 per cento".

Gli effetti positivi per la collettività sarebbero molteplici: si avrebbero maggiore controllo e contezza delle presenze sui nostri territori di centinaia di migliaia di persone di cui oggi non sappiamo nulla, e quindi maggiore sicurezza per tutti. Inoltre, si andrebbe incontro ai tanti datori di lavoro che, bisognosi di personale, non possono assumere persone senza documenti, anche se già formati, come ha ricordato Renzo Sartori, presidente di Number 1 Logistics Group di Parma, leader italiano nella logistica integrata, che ha portato una testimonianza molto forte.

"Quello attuale è un sistema sbagliato che non permette di portare a compimento il percorso di integrazione intrapreso da tanti richiedenti asilo in Italia. La storia di Victor è emblematica: dopo essere stato formato e aver lavorato all’interno dell’azienda nell’ambito di un progetto di inclusione lavorativa, ora non può più farlo, avendo ottenuto una risposta negativa alla richiesta di asilo. Si ritrova senza documenti, costretto a vivere illegalmente in Italia pur avendo un’azienda che vuole assumerlo e può assicurargli un futuro".

“Serve oggi un forte segnale di discontinuità rispetto alla normativa esistente, che ha dimostrato ormai di essere del tutto inefficace per gestire le politiche di ingresso e soggiorno nel nostro Paese e che produce evasione fiscale, concorrenza sleale, illegalità, marginalità sociale e sfruttamento lavorativo - hanno ribadito i promotori - Ma crediamo che non si possa procedere solo con un provvedimento straordinario di emersione, ma che si debba approvare la proposta di legge di iniziativa popolare in discussione alla Camera che prevede un meccanismo di regolarizzazione su base individuale, a fronte di un contratto di lavoro, con il rilascio di un permesso di soggiorno per comprovata integrazione. Siamo fiduciosi che il Parlamento non perderà questa occasione”.

Le proposte: sponsor e diritto di voto (alle amministrative)

La proposta di legge di iniziativa popolareNuove norme per la promozione del regolare permesso di soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari ” si compone di 8 articoli che prevedono: l’introduzione di un permesso di soggiorno temporaneo per la ricerca di occupazione e attività di intermediazione tra datori di lavoro italiani e lavoratori stranieri non comunitari; la reintroduzione del sistema dello sponsor; la regolarizzazione su base individuale degli stranieri “radicati”; l’effettiva partecipazione alla vita democratica col voto amministrativo e l’abolizione del reato di clandestinità.

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