Altro che domeniche, i negozi chiudono per sempre: -64mila in 10 anni

La battaglia per le chiusure domenicali è ancora in corso, ma mentre si 'litiga' sono migliaia gli esercizi commerciali che chiudono definitivamente la serranda. L'analisi di Confcommercio: è allarme svuotamento per i centri storici

Foto di repertorio

Mentre il dibattito sulle chiusure domenicali dei negozi continua a tenere banco, con lo scontro titanico tra chi vuole mantenere le cose come stanno e chi vuole lasciare i lavoratori liberi di stare con le proprie famiglie nel weekend, c'è il rischio di perdere di vista un altro fenomeno 'devastante' per l'economia italiana: le chiusure definitive dei negozi.

Negli ultimi 10 anni sono quasi 63mila i negozi che hanno abbassato per sempre la serranda, con il numero degli esercizi commerciali in calo del 11,1% rispetto al 2008. Un dato preoccupante contenuto nel rapporto “Demografia d’impresa nei centri storici italiani” realizzato da Confcommercio. Tra le realtà più inquietanti messe in evidenza dallo studio c'è quella dei centri storici delle principali città italiane, che dal 2008 ad oggi hanno visto scomparire quasi il 12% degli esercizi commerciali, con la conseguente crescita del commercio ambulante. Nello stesso periodo è invece aumentato del 15% il numero di attività di alloggio e ristorazione.

Confcommercio: in 10 anni chiusi 64mila negozi, allarme centri storici

Il rapporto di Confcommercio ha analizzato la di 120 città italiane, mettendo in evidenza come dal 2015 ad oggi il trend delle chiusure sia rallentato e addirittura invertito per alcune categorie di negozi. Secondo l'analisi gli esercizi commerciali che stanno accusando di più la crisi sono librerie, negozi di giocattoli, abbigliamento e scarpe, che spesso vengono dirottati nei centri commerciali. Inverso invece l'andamento per i negozi di tecnologia, per le farmacie e per la ristorazione. Inoltre lo studio pone l'accento sulla preoccupante condizione dei centri storici, che si stanno svuotando sempre di più anche a causa dell'aumento dei canoni di locazione che costringono i commercianti a spostarsi verso le periferie, alla ricerca di un affitto più basso. I centri storici perdono il 13% dei negozi in sede fissa, -14% al sud con divario di 4 punti percentuali rispetto al centro-nord. Rispetto alle periferie il divario è di circa il 3%. 

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“Le nostre città si stanno impoverendo”

Per il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, la riduzione dell’offerta commerciale e una disordinata evoluzione delle strutture di ristorazione e alloggio "stanno impoverendo le nostre città che, ora più che mai, devono essere rilanciate. C’è, dunque bisogno di un piano nazionale per la rigenerazione urbana, fondato sul riconoscimento del rapporto strettissimo tra commercio e vivibilità delle nostre città, e di misure dedicate all’innovazione delle piccole superfici di vendita". 

"Demografia d’impresa nei centri storici italiani": lo studio completo di Confcommercio

Per il direttore dell’Ufficio Studi, Mariano Bella, "c’è un evidente effetto composizione dei consumi. Crescono negozi di tecnologia e farmacie, cade il numero di negozi tradizionali, che escono dai centri storici. Il calo dei consumi reali pro capite ha comportato una perdita di negozi in sede fissa. Quando salgono i consumi il numero di negozi resta stabile".

Codacons: “Le chiusure domenicali sono una follia”

Alla luce di questi numeri, tutt'altro che incoraggianti, il Codacons è tornato sul tema delle chiusure domenicali: “I dati diffusi oggi da Confcommercio secondo cui 64 mila negozi sono spariti in Italia negli ultimi 10 anni, dimostrano in tutta la sua evidenza come sia assolutamente folle pensare alle chiusure domenicali dei negozi nel nostro Paese”.

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Con una nota ufficiale il presidente Carlo Rienzi ha chiesto al Governo delle misure per rilanciare i consumi e salvare così il commercio: "I numeri della Confcommercio attestano una strage di negozi negli ultimi anni, situazione di cui ha beneficiato solo l’e-commerce, settore che registra crescite record. Disporre per le legge le chiusure domenicali degli esercizi commerciali equivarrebbe a condannare all’estinzione i piccoli negozi e le botteghe di quartiere, che non possono reggere la concorrenza delle multinazionali straniere e dei giganti del commercio online. Al contrario il Governo deve rilanciare i piccoli esercizi, liberalizzando il settore, abolendo i saldi di fine stagione e creando occasioni di acquisto analoghe al “Black Friday” che, come dimostrano gli ultimi dati, incontrano l’apprezzamento dei consumatori".

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