In Italia la laurea non basta: dopo 3 anni lavora solo un dottore su 3

Peggio di noi solo la Grecia. La media europea, come riporta Eurostat, è di otto su 10 occupati a tre anni dal conseguimento del titolo. Il crollo soprattutto tra il 2008 e il 2014, con la crisi economica e la stretta sui pensionamenti

Per trovare lavoro in Italia non basta avere una laurea. Poco più della metà dei laureati italiani risulta occupato a tre anni dal conseguimento del titolo, come emerge dalle statistiche pubblicate da Eurostat. Peggio di noi soltanto la Grecia. La media dell'Ue a 28 nel 2014 è dell'80,5 per cento, da noi appena il 52, 9. Meglio non va per il diplomati: solo il 30,5 per cento trova lavoro a tre anni dal titolo (la percentuale sale al 40,2 nel caso dei diplomi professionali). 

IL CONFRONTO CON L'EUROPA - Guardando ai dati complessivi, nel 2014 i giovani tra i 20 e i 34 anni usciti dal percorso formativo e occupati in Italia erano appena il 45 per cento, contro il 76 per cento in media dell'Europa. Ben trenta punti sotto il dato relativo all'Ue a 28, dove la parte del leone la fanno Germania (90 per cento), Regno Unito (83,2) e Francia (75,2). L'Italia è in ritardo sia per quanto riguarda l'occupazione dei diplomati (appena il 30,5 per cento di occupati a tre anni dal conseguimento di un diploma non professionale contro il 58,9 per cento medio dell'Ue e il 67 della Germania) sia su quello dei laureati. Dati negativi anche per quanto riguarda l'educazione terziaria (ossia dalla laurea breve al dottorato): l'Italia è al penultimo posto dopo la Grecia, che chiude con il 52,9 per cento (in prima posizione c'è la Germania con il suo 93,1 per cento). 

CRISI ECONOMICA E STRETTA SUI PENSIONAMENTI - Secondo Eurostat, in Italia si è registrato un crollo delle percentuali di occupazione dopo il titolo con la crisi economica e con la stretta sull'accesso alla pensione, che ha tenuto al lavoro la fascia più anziana della popolazione. In particolare tra il 2008 e il 2014 la media di giovani occupati a tre anni dal titolo nell'Unione europea è scesa di otto punti, dall'82 per cento al 76 per cento mentre in Italia è crollata di oltre venti punti dal 65,2 per cento al 45 per cento. Nello stesso periodo in Germania la percentuale è cresciuta dall'86,5 per cento al 90 per cento mentre in Francia è passata dall'83,1 per cento al 75,2. Nel Regno Unito la percentuale è rimasta stabile passando dall'83,6 per cento all'83,2.

I DATI - In genere i tassi di occupazione dei laureati sono superiori a quelli dei diplomati (questi ultimi risentono del tipo di diploma con un'occupabilità più alta per i titoli professionali) ma l'Italia è all'ultimo posto in graduatoria nella percentuale di giovani laureati. Secondo le statistiche Eurostat riferite al 2014 sui giovani nella fascia tra i 30 e i 34 anni gli italiani hanno la maglia nera per l'educazione terziaria con appena il 23,9% di laureati a fronte del 37,9% della media Ue. Il dato è migliorato rispetto al 19,2% del 2008 ma meno di quanto abbiano fatto in media gli altri paesi Ue (la percentuale era al 31,2% nel 2008 ed è quindi cresciuta di oltre sei punti).

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Commenti (3)

  • La laurea in Italia è dannosa e perfettamente inutile.Infatti ora alcuni giovani tolgono il titolo di dottorato perchè nocivo nel CV.Lo dico da laureato...

  • Ma che cavolo di foto c'è in copertina ??? Un troglodita in mezzo ai binari ... se i giovani hanno la testa di mettersi in mezzo ai binari, mi auguro che la selezione naturale faccia la sua parte !!

  • ma come.. La settimana scorsa "l'Europa" ci ha caz.ziati perche' non abbiamo abbastanza laureati? ed ora dobbiamo renderci conto che ne abbiamo "troppi" .. Oh, Renzi.. e tutti 'sti posti di lavoro 'ove sono?? che 'lle mica che tu ha fatto 'l bischero di novo coi giovani!!??!!

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