La fabbrica 'cancellata' dopo 39 anni di attività: 117 lavoratori licenziati

La holding Fantoni, proprietaria della Novolegno di Arcella di Montefredane, in provincia di Avellino, ha recapitato le lettere di licenziamento a tutti i dipendenti. In attesa della chiamata del Mise è stata organizzata un'assemblea straordinaria con lavoratori e sindacati

La Novolegno di Arcella di Montefredane, in provincia di Avellino

A nulla sono servite le proteste dei lavoratori e le mobilitazioni dei sindacati, adesso è ufficiale: la Novolegno chiude i battenti. Il gruppo friulano Fantoni che controlla l'azienda ha fatto recapitare ai 117 dipendenti dello stabilimento di Arcella di Montefredane, in provincia di Avellino, le lettere di licenziamento. Un duro colpo per 117 famiglie che fino all'ultimo hanno sperato in una soluzione diversa. Le cause di questa chiusura sembra vadano ricercate nelle condizioni non positive in cui versava l'azienda, come confermato nella motivazione firmata dal consigliere di amministrazione, Giorgio Barzazi: ''Il continuo, purtroppo irreversibile, peggioramento del mercato, rende assolutamente improcrastinabile la chiusura dello stabilimento''. Intanto oggi, mercoledì 27 febbraio, è prevista un'assemblea straordinaria nello stabilimento specializzato nella produzione di pannelli mdf, con tutti i dipendenti e le rappresentanze sindacali. 

Chiude la Novolegno, la lettera di Fantoni

Giovanni Fantoni, che da 39 anni fa capo alla holding Fantoni di Osoppo, in Friuli Venezia Giulia, ha spiegato in una lettera inviata a tutti i dipendenti della Novolegno le dinamiche che hanno reso inevitabile la chiusura dello stabilimento e il conseguente licenziamento di massa. Ecco il testo integrale riportato da Nuova Irpinia:

“Sento il dovere di informare tutti voi della decisione assunta nei giorni scorsi dal Consiglio di amministrazione di Novolegno, che oggi verrà formalizzata alle parti interessate, di procedere alla cessazione dell’attività produttiva dello stabilimento di Avellino dopo anni di significative perdite economiche.
La decisione è particolarmente sofferta perché siamo pienamente consapevoli delle conseguenze che ricadranno anche sui tanti collaboratori che per anni hanno operato con serietà e con coscienza.
Non sono di certo le proteste di presunti ambientalisti a farci desistere, anche perché lo stabilimento rispetta tutte le autorizzazioni necessarie e concesse, ma purtroppo una situazione di mercato con prospettive irreversibili nonostante gli sforzi profusi per la competitività aziendale, legata al mutamento intercorso nella tipologia di Imballo richiesta dalla grande distribuzione.
Le motivazioni sono quindi trasparenti e la decisione non può più essere protratta anche per evitare maggiori danni al nostro Gruppo.
Auspicando la vostra comprensione porgo distinti saluti”.

Chiude la Novolegno, che fine faranno i lavoratori?

Adesso cosa succederà ai dipendenti che hanno ricevuto la lettera di licenziamento? La richiesta dei sindacati è semplice e più che ovvia: evitare che 117 lavoratori si trovino in mezzo ad una strada. In attesa di una convocazione da parte del Ministero dello Sviluppo economico non mancheranno le mobilitazioni. La speranza dei sindacalisti è quella di trovare, magari con l'aiuto del Governo, una soluzione alternativa alla chiusura, magari con la riconversione dello stabilimento o attraverso nuovi investimenti usufruendo delle agevolazioni e degli strumenti di sostegno messi a disposizione dalle norme. Una 'tabella di marcia' pianificata dai sindacati alla Filca Cisl di Avellino e raccontata alle telecamere della tv locale Canale 58.

All'assemblea straordinaria di oggi parteciperanno anche le rappresentanze delle organizzazioni sindacali confederali Cisl, Cgil, Uil e Ugl e verrà annunciata anche la data del Consiglio comunale straordinario monotematico. 

Cosa fa la Novolegno

Per chi non lo sapesse, la Novolegno è un'azienda del gruppo Fantoni con sede a Montefredane in provincia di Avellino, è interamente dedicata alla produzione di pannelli mdf. Venne fondata nel 1980, portando lavoro nell'enorme stabilimento da 140mila metri quadrati. I pannelli di legno realizzati vengono utilizzati in una vasta gamma di settori. In particolare l'azienda produce dei pannelli sottili, idrofughi per il settore delle porte esterne ed ignifughi per le porte taglia fuoco. O almeno era così fino a poco tempo fa.  Adesso si dovrà aspettare la convocazione del Mise, sperando che sul tavolo ministeriale si possa trovare una soluzione positiva. Dalla riconversione al passaggio di mano della proprietà, fino all'ausilio di agevolazioni e ammortizzatori sociali, potrebbero essere molte le opzioni possibili per evitare il licenziamento di 117 persone.

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