Vedovo e con un figlio malato, licenziato per assenza ingiustificata: "Dov'è l'umanità?"

Siamo nel Nordest, dove le aziende familiari costituiscono l'ossatura del tessuto imprenditoriale e sociale. Un operaio perde la moglie (e tutte le sue certezze), si occupa del figlio e viene licenziato per pochi giorni di assenza. Ferronato (Fim Cisl) a Today: "Odioso"

Foto: Ansa (repertorio)

È storia vera, di questi giorni. Siamo a Schio, provincia di Vicenza, proprio in quella parte di Nordest dove le piccole imprese familiari costituiscono l'ossatura del tessuto imprenditoriale e sociale. Ma a volte "piccolo" non è sinonimo di empatia, vicinanza, e nemmeno di un minimo di solidarietà. Questa è la storia di un operaio non ancora cinquantenne, gran lavoratore, dipendente da più di quindici anni in una piccola azienda artigiana orafa del territorio. E' stato licenziato "senza umanità, senza pietà", dicono i sindacati. E la Fim Cisl ha preso a cuore la sua storia. Abbiamo voluto scavare un po' a fondo, perché spesso le piccole storie raccontano più di quel che sembra.

I fatti: una moglie, un figlio, una vita come tante. Tutto si complica terribilmente due anni fa. L'amata moglie muore per un brutto male, e l'operaio resta solo con il bambino piccolo. Un dolore profondo, il buco nero della depressione dietro l'angolo, che per alcuni giorni lo spinge a non andare al lavoro. E' tutto nuovo per lui, è un dover imparare nuovamente ad affrontare la vita. Deve occuparsi del figlio (frequenta le scuole medie) come non aveva mai fatto in passato, deve ritrovare l'equilibrio. Il titolare dell’azienda lo richiama, lui torna al lavoro. Pare tutto sistemato. 

Invece la situazione precipita qualche tempo dopo. Il figlio non sta bene, resta a casa da scuola, e l'operaio lo accudisce come non ha mai fatto. Non si presenta quindi nuovamente al lavoro per alcuni giorni, meno di una settimana, senza avvertire. A questo punto il titolare lo richiama all’ordine, gli consegna una contestazione disciplinare per le assenze ingiustificate. Il dipendente risponde, chiede scusa  nei tempi contrattualmente richiesti, si giustifica, racconta il suo momento difficile. Si impegna a essere più diligente in futuro. Tutto inutile. Viene licenziato, in tronco, pochi giorni fa. 

L'aspetto umano di una vicenda delicata

L'operaio non ha idea di cosa fare. Quando si presenta al sindacato è spaesato. La Fim Cisl, Federazione italiana metalmeccanici aderente alla Cisl, ha attivato l’ufficio legale per tutelarlo, e fornirà tutto il supporto. C'è un iter da seguire, l'ufficio legale incontrerà nuovamente il lavoratore per decidere come procedere: "A volte basta l'approccio più prettamente sindacale con l'azienda, prima di un eventuale ricorso all'ispettorato territoriale del lavoro, che è preludio a un eventuale altro ricorso" dice a Today Alvise Ferronato della Fim Cisl. "La cosa che ci dà più dispiacere è l'aspetto umano, perché dal punto di vista meramente tecnico, l'azienda potrebbe (condizionale d'obbligo, sarebbe un giudice a doverlo stabilire) anche avere ragione. Ma stiamo parlando di una realtà molto piccola, il lavoratore lavorava in azienda da 16-17 anni, molto affidabile, non aveva mai creato problemi". 

Il sindacato pone l'accento sull'aspetto umano della vicenda, dal punto di vista tecnico e legale ci sarà tempo e modo di valutare la regolarità del licenziamento. La maggioranza degli imprenditori locali "mai si sarebbe comportata così" ci dice Ferronato. Lì, dove la stragrande maggioranza delle imprese sono davvero "famiglie", non ci sono solo i contratti ed il diritto, vi è anche la solidarietà, la comprensione, l’umanità. Stavolta non è andata così. 

Fim Cisl: "Licenziamento odioso"

"Qui le aziende piccole sono il 90 per cento, addirittura anche le grandi imprese in questa zona sono a gestione familiare - ci racconta Ferronato - la realtà qui è l'azienda artigiana. Ma anche con le aziende più grandi una quadra, per quella che è la nostra esperienza, in casi del genere si riesce a trovare. Quantomeno hanno comportamenti più umani". Il licenziamento è stato sbattuto in faccia in modo "odioso" al lavoratore. Le carte sono ora sul tavolo della Fim Cisl, tutti i canali sono stati attivati. "L'operaio avrà la Naspi come unico sussidio" ci dice Ferronato (tra l'altro, particolare non trascurabile se si ha una famiglia a cui dover provvedere, serve qualche tempo tecnico in più prima che venga effettivamente erogata, in casi di licenziamento disciplinare come questo).

Un licenziamento a freddo, che cade come un macigno sulle spalle di un uomo provato dal punto di vista psicologico, che sta attraversando il periodo più duro della sua vita. "Anche avesse ragione l’imprenditore, le piccole aziende solitamente si comportano differentemente" ci dice Ferronato. Togliere lavoro e dignità a una persona che cerca di rialzarsi: non è l'Italia che ci piace raccontare. Ma esiste, e spesso coloro che si trovano a dover fare i conti con licenziamenti improvvisi, effettuati "senza umanità", non sanno che cosa fare. Chiedere aiuto è l'unica strada da percorrere.

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