Pensioni, la Quota 100 è già a rischio?

Dopo aver bocciato la manovra l'Ue punta il dito proprio sulla riforma delle pensioni. Ma a decidere saranno i mercati

Foto d'archivio

La riforma delle pensioni è già a rischio? Il governo per ora ostenta ottimismo, ma le notizie che arrivano da Bruxelles non sono delle migliori. La Commissione Europea ha infatti deciso oggi di adottare una opinione negativa nei confronti della manovra finanziaria dell’Italia, chiedendo all'esecutivo di rivedere il documento programmatico di bilancio. Ma non è tutto: secondo l'Ue, le misure incluse nel documento programmatico di bilancio 2019 dell'Italia indicano "un chiaro rischio di fare marcia indietro rispetto alle riforme che il Paese aveva adottato".

In particolare, "la possibilità di pensionamenti anticipati inverte la rotta rispetto a precedenti riforme delle pensioni che sottendono alla sostenibilità a lungo termine del consistente debito pubblico italiano". 

Insomma, l'Ue punta il dito proprio sulla riforma delle pensioni. Non è una novità, certo: questa volta però le osservazioni dei commissari di Bruxelles non sono solo scritte nero su bianco, ma giungono a corredo della bocciatura della manovra. Ora resta da capire come reagiranno i mercati. Negli ultimi giorni, nonostante il taglio del rating da parte di Moody's, il differenziale Btp-Bund si è mantenuto intorno ai 300 punti base. Tutto sommato poteva andare peggio.

Potrebbe aver pesato non poco l'outlook stabile assegnato all'Italia dall'agenzia di rating in considerazione dell'elevato risparmio privato.

Pensioni, quota 100 una tantum?

Ma è anche possibile che dalle parti di Moody's abbiano frainteso gli obiettivi del governo in materia previdenziale. Nel documento l'agenzia di rating scrive infatti che "l'opzione di pensionamento anticipato è apparentemente intesa come misura una tantum, disponibile solo per il prossimo anno, e questa avrebbe dunque una portata più limitata di quanto Moody's aveva inizialmente inteso". 

La decisione di Moody's precede quella di Standard & Poor's, il cui giudizio è atteso nei prossimi giorni. Secondo molti economisti è il giudizio dei mercati, più che quello dell'Ue, la vera spada di Damocle che pende sulla manovra. Se lo spread dovesse schizzare intorno a quota 400 l'esecutivo sarebbe forse costretto ad abbassare il deficit. E dunque a rinunciare ad alcune delle misure che costano di più, come la riforma delle pensioni. Per ora è solo una possibilità. Ma indubbiamente si tratta di una possibilità concreta. 

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