Pensioni, i mini-tagli arrivano in ritardo. Il Pd: "Conguaglio a sorpresa dopo le europee"

Il contestato blocco della rivalutazione è sparito dai radar: si parla di pochi euro al mese, ma secondo i dem "più si ritarda e maggiore sarà la somma che i pensionati dovranno restituire tutta in una volta"

Folla in uno degli sportelli INPS a Napoli tra le citta' con più richieste di domande di pensione anticipata con Quota 100, 8 febbraio 2019 ANSA / CIRO FUSCO

Che fine ha fatto il tanto contestato blocco alla rivalutazione delle pensioni? Secondo varie indiscrezioni di stampa, l’Inps potrebbe applicare i nuovi criteri sulle pensioni in pagamento ad aprile. Ma non è detto che sarà così. Se dall’ente previdenziale tutto tace sul caso vanno all’attacco due parlamentari del Pd, Tommaso Nannicini e Chiara Gribaudo, che hanno depositato un’interrogazione urgente in entrambi i rami del Parlamento "per smascherare il raggiro del Governo, che sta forzando l’Inps a realizzare i tagli alle pensioni (…) soltanto dopo le elezioni europee".

Questo almeno è quanto denunciano i due  esponenti dem in un lungo comunicato stampa. Le pensioni che l’Inps sta pagando da gennaio, si legge nella nota, "sono ancora calcolate a importo pieno, senza cioè l'applicazione della prevista riduzione".

E quindi? "Il taglio delle pensioni - scrivono Nennicini e Gribaudo - scatterà solo in un secondo momento e, cosa ancora più grave, i pensionati dovranno restituire tutti insieme i soldi ricevuti in più in questi mesi con un unico conguaglio".

Rivalutazione pensioni, quali sono i nuovi criteri

Ma di cosa stiamo parlando? Facciamo un passo indietro, anche perché l’argomento è complesso. Come abbiamo già spiegato in altri articoli, la legge di Bilancio per il 2019 ha modificato le percentuali di rivalutazione delle pensioni, ovvero il meccanismo che dovrebbe salvaguardare il potere d’acquisto dei pensionati adeguando l’importo del trattamento al tasso di inflazione.

I pensionati avrebbero avuto diritto a un incremento dell'1,1%, ma - come del resto è già accaduto in passato - la rivalutazione piena spetterà solo chi ha un trattamento pari o inferiore a tre volte il minimo. Tutti gli altri percepiranno un aumento minore rispetto all’inflazione stimata dall’Istat. Dal blocco parziale della rivalutazione il governo punta a ricavare un risparmio di 3,6 miliardi di euro nel triennio 2019-2020, ma finora la nuova normativa non ha ancora trovato applicazione.

La circolare dell'Inps

A fine dicembre l’Inps ha fatto sapere che per le pensioni in pagamento a gennaio sarebbero stati applicati provvisorisamente i criteri stabiliti dalla legge del 13 dicembre 2000. E vale a dire:

Pensioni 2019 Inps-2

Cosa cambia per i pensionati

Se per chi ha una pensione pari o inferiore a tre volte il minimo tra vecchia e nuova normativa non cambia nulla - la percentuale di rivaluazione è la stessa - per gli altri pensionati il discorso è un po’ diverso. Chi percepisce una pensione compresa tra tre e quattro volte il minimo avrebbe ad esempio diritto a una rivalutazione del 97% contro il 90% dell’indice di rivalutazione provvisorio. Questi pensionati stanno dunque percependo meno di quanto gli spetterebbe. Chi ha una pensione superiore a 4 volte il trattamento minimo  al contrario sta ricevendo più soldi del previsto.

La legge del 2019 stabilisce infatti i seguenti criteri di rivalutazione:

77% per gli importi compresi tra 4 e 5 volte il trattamento minimo

47% per gli importi compresi tra 6 e 8 volte il trattamento minimo.

45% per gli importi compresi tra 8 e 9 volte il trattamento minimo.

40% per gli importi superiori a 9 volte il trattamento minimo.

Pensioni, "rischio conguaglio dopo le europee"

Non è dunque corretto, come fanno i parlamentari del Pd, dire che le pensioni in pagamento "sono ancora calcolate a importo pieno", ma il rischio che a breve ci sia qualche brutta sorpresa esiste. Si parla - è bene sottolinearlo - di pochi euro al mese: per le pensioni superiori a duemila euro al mese il taglio dovrebbe essere inferiore a 15 euro. Ma come sottolineano Nennicini e Gribaudo "più si ritarda e maggiore sarà la somma che i pensionati coinvolti dovranno restituire tutta in una volta".  Un conguaglio, aggiungono, che "a sorpresa rischia di avvenire solo dopo le elezioni europee".

anziani inps pensioni-2

Oltre "al danno del taglio alle pensioni", arriverà dunque "la beffa di scoprirlo tutto insieme. Per i propri giochetti elettorali, 5 Stelle e Lega stanno preparando le basi per quello che sarà un forte danno a 5 milioni di persone". Si tratta solo di illazioni dell’opposizione? Per ora  è difficile dirlo. I ritardi potrebbero essere semplice conseguenza dello stallo che si è creato tra Lega e M5s nella nomina dei vertici Inps. Ma è un’ipotesi. L’unica certezza è che dal Palazzo tutto tace.

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Commenti (1)

  • Rispetto alla Fornero sarà come fare un viaggio alle Maldive.Ma Nannicini e Gribaudo sono giusto arrivati da Marte il 4 Marzo 2018 e della Fornero non sono al corrente.

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