Pensioni "di garanzia", che cosa prevede il piano M5s-Pd (e c'è l'ipotesi Quota 101)

Il nuovo governo pensa a un intervento per sollevare le sorti degli assunti dopo il 1995, data di avvio del metodo di calcolo contributivo, che rischiano di maturare assegni inadeguati. Quota 100 in dubbio, Ape Social e Opzione Donna verso la conferma

Pensioni, nessuno si sente ormai di escludere che un intervento del governo Conte in questo campo ci sarà, nell'ambito della prossima legge di bilancio. E si prova necessariamente a guardare anche al futuro e alle nuove generazioni. Quota 100 potrebbe davvero essere rimodulata. I motivi sono ormai chiari: non ha garantito quel ricambio generazionale auspicato dai promotori della misura. E poiché il peso sulle casse pubbliche è di miliardi di euro, Quota 100 aveva senso di esistere solo se fosse andata di pari passo con un adeguato e virtuoso turn over. Quota 100 avrebbe dovuto creare 2 o 3 nuovi assunti per ogni neopensionato, ma l'ufficio studi dei Consulenti del lavoro ha misurato il rapporto reale in un nuovo assunto ogni tre neopensionati. Troppo poco.

Quota 100 è stata la misura più criticata dalla Commissione europea, e nell'ottica del risanamento dei conti pubblici mostrare la volontà di modificare Quota 100 può indirizzare nella giusta maniera i rapporti tra il nuovo governo Conte e Bruxelles. Quota 100 dà la possibilità di lasciare il lavoro con 62 anni di età e 38 anni di contributi. Non si può pensare a una rottamazione totale di una misura sulla quale molti lavoratori pensavano di poter fare affidamento fino al 2021. Ci sono però delle ipotesi sul tavolo.

Pensioni e Quota 100, cosa succede con nuovo governo

La più lineare e semplice riguarda la limitazione di Quota 100 fino alla fine del 2020, eliminando il 2021. Altra idea è quella che porta alla riduzione delle finestre di uscita: la conseguenza sarebbe quella di rendere il tutto meno appetibile e allungare i requisiti richiesti e permettere un minore esborso di soldi pubblici. Per il pensionamento, una volta raggiunti i requisiti, oggi con Quota 100 bisogna attendere la finestra mobile che per i dipendenti privati e gli autonomi è di 3 mesi, per i dipendenti pubblici di 6 mesi.

Più radicale sarebbe il passaggio da Quota 100 a Quota 101 con l’incremento dei contributi da 38 a 39 anni. Prende in ogni caso corpo la voce secondo cui Ape social (l'uscita anticipata con tre anni di anticipo per determinate categorie di lavoratori che svolgono attività faticose) potrebbe essere rafforzata alla fine del 2019.

Quota 100 non può essere la base per un progetto a lungo respiro sul fronte pensioni per la sua stessa natura: nasce come misura sperimentale per un triennio con il proposito che era stato esplicitato di evolvere poi nella possibilità di un pensionamento anticipato con 41 anni di contributi indipendentemente dalla età anagrafica. Una misura fragile e costosa, una "pezza", che potrebbe semplicemente durare meno del previsto.

Pensione di garanzia: un punto del programma di governo Pd-M5s

Sì invece alla pensione di garanzia, via a politiche di welfare per gli under 35 ma anche stop alla fuga di cervelli. E' il nuovo programma di governo M5S-Pd ad accendere un riflettore sui giovani. A cominciare da un intervento per sollevare le sorti pensionistiche di quanti sono stati assunti dopo il 1995, data di avvio del metodo di calcolo contributivo, che rischiano di maturare assegni del tutto inadeguati se non inesistenti, è incluso nel nuovo programma di governo M5S-Pd. Anche in quest'ottica eventuali risparmi provenienti da un addio a Quota 100 sarebbero essenziali per la casse dell'Inps.

"È essenziale investire sulle nuove generazioni, vera risorsa per il futuro del Paese al fine di garantire a tutti la possibilità di svolgere un percorso di crescita personale, sociale, culturale e professionale", si legge nel documento che illustra le nuove linee programmatiche che prevede anche la necessità di creare "le condizioni affinché chi ha dovuto lasciare l'Italia possa tornarvi e trovare un adeguato riconoscimento del merito" oltre a "incrementare politiche di welfare rivolte ai giovani che provengono da famiglie a basso reddito".

Pensioni, Opzione Donna verso la conferma

Sul fronte previdenziale il programma prevede anche l'intenzione di  "rinnovare l'istituto cosiddetto ''opzione donna'' e di "incrementare il Fondo previdenziale integrativo pubblico". Il nuovo governo si porrà anche l'obiettivo, si legge ancora, di "recepire le direttive europee sul congedo di paternità obbligatoria e sulla conciliazione tra lavoro e vita privata".

A livello simbolico e mediatico, se Quota 100 è stata il simbolo dell'anno abbondante di governo Lega-M5s, un intervento per la Pensione di Garanzia potrebbe essere la bandiera che pentastellati e dem vorrebbero poter sventolare davanti ai propri elettori per dimostrare di avere un piano a lunga scadenza sul fronte pensioni.

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