Sorpresa: raddoppiano i risparmi delle famiglie, ma crescono i timori per le pensioni

In 20 anni le masse finanziarie hanno raggiunto i 4.400 miliardi di euro. Italiani "formiche" nonostante la crisi? Secondo i dati della Banca d'Italia sono più che altro le preoccupazioni per l'incertezza pensionistica a spingere le famiglie verso forme alternative di risparmio

Sono raddoppiati in 20 anni, passando da 2.200 a 4.400 miliardi di euro, i risparmi delle famiglie italiane. Rispetto al 1998, all'inizio di quest'anno la crescita delle masse finanziarie degli italiani risultava aumentata di oltre il 98%.

Numeri, forse un po' a sorpresa, quelli presentati dall'ultima analisi realizzata dal sindacato Fabi, federazione autonoma dei lavoratori delle banche italiane. Eppure i dati diffusi da Banca d'Italia parlano chiaro. 

La ricchezza finanziaria dalle famiglie italiane è raddoppiata

Gli italiani si confermano "formiche" nonostante la crisi: le famiglie italiane sono riuscite a confermare l'enorme capacità di accumulare risorse che le ha rese proverbiali.

"L'Italia è il Paese con una delle più alte ricchezze finanziarie investite", afferma il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni.

"Non possiamo lasciare soli gli italiani risparmiatori davanti a un robot. Questo vale anche per fondi comuni e polizze: certo un computer può fare la sua profilazione del cliente in modo meccanico, ma sappiamo che l'elemento psicologico ed emotivo è centrale. Non possiamo rinunciare a ciò in nome di qualche punto percentuale di risparmio sui costi del personale"

La scelta di investimento delle famiglie è focalizzata su diverse tipologie di strumenti, sia monetari sia finanziari, quali: depositi e monete, titoli a breve e medio-lungo termine, azioni e partecipazioni, fondi comuni nonché strumenti assicurativi e pensionistici privati. A fine 2017 i depositi e la liquidità assorbono la quota preponderante del patrimonio finanziario investito dalle famiglie italiane.

Investimenti, crescono i prodotti pensionistici

Seppur in presenza di un fenomeno di discesa dei tassi di interesse attivi sui depositi, sia di breve sia di lungo termine, nel periodo compreso tra il 1998 e il 2018 (i dati si riferiscono al primo trimestre) sono stati accantonati oltre 170 miliardi di euro sotto forma di depositi a medio-lungo termine e 560 miliardi di risorse in monete e depositi a vista, rappresentando congiuntamente circa il 31% del totale la ricchezza finanziaria complessiva del risparmio italiano. Diviene maggiormente rilevante nel portafoglio delle famiglie il valore complessivo degli investimenti di tipo assicurativo e pensionistici di tipo privato che passa da un modesto peso, inferiore al 10%, sino al 2002, fino ad arrivare a un 23% nel corso del primo trimestre 2018.

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Si registra interesse verso forme alternative di risparmio e anche qualche sintomo di preoccupazione per i sistemi pensionistici in essere e per le continue riforme susseguitesi nel corso degli anni. In termini assoluti, il valore delle risorse finanziarie dedicate a questo comparto si incrementa di circa 755 miliardi di euro, a partire dall'anno 1998. Il peso delle azioni e altre partecipazioni in valore percentuale sul totale è raddoppiato nel corso di tutto il periodo considerato ed è rimasto pressoché costante (in media il 22%) a partire dal 2008.

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I "passivi" accumulati con le banche ammontano a quasi 534 miliardi di euro

Un crescente interesse viene mostrato da parte degli italiani anche per la categoria dei fondi comuni di investimento, con un impegno complessivo di poco superiore a 150 miliardi nel 2008, a fronte di uno stock di circa 537 miliardi a fine 2017 e un peso nel portafoglio cresciuto al 12,2% da circa il 4,6%, in controtendenza rispetto ai titoli obbligazionari, sia pubblici sia privati, che rivestono un ruolo residuale nel portafoglio complessivo (circa il 7%).

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