Pensioni, spunta l'ipotesi di un condono sui contributi

Prende corpo l'ipotesi di una sanatoria sui buchi contributivi

Foto d'archivio

Pensioni, spunta l'ipotesi di un condono sui contributi. Il piano della Lega è quello di arrivare alla Quota 100 (62 anni di età e 38 di contributi) "con misure di buon senso, compresa la pace contributiva nell'ottica di favorire l’aumento volontario della contribuzione da parte dei lavoratori".

È quanto si legge nel comunicato diffuso ieri dal Carroccio dopo un vertice a tre che ha visto attorno ad un tavolo Matteo Salvini i sottosegretari Massimo Garavaglia, Claudio Durigon e Massimo Bitonci.

Ma che cosa ha in mente di preciso la Lega? L’idea è quella di permettere a chi non ha pagato una parte dei contributi, o ha avuto una carriera lavorativa discontinua, di versare il dovuto con uno sconto, anticipando in questo modo l’età della pensione. Si parla di tanti soldi: gli ultimi dai dell’Inps (diffusi lo scorso ottobre) stimano in 11 miliardi di mancate entrate il danno erariale per i contributi previdenziali non pagati.

Pensioni, ultime notizie: cosa ha in mente la Lega

La Lega per ora non ha fornito molti dettagli sulla proposta, ma secondo varie indiscrezioni la misura sarà rivolta in particolare ad autonomi ed imprese e consentirà di pagare con uno sconto anche il recupero degli anni universitari. Il Corriere della Sera scrive che l’ipotesi del condono potrebbe riguardare anche quei lavoratori che hanno avuto per i motivi più disparati carriere discontinue, con interi anni in cui non sono stati versati contributi. 

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Quanto costa la Quota 100 con soglia d'età a 62 anni

Sono dunque queste le ipotesi su cui stanno lavorando i tecnici del governo. Al momento però non c’è nulla di certo. Secondo le stime della società di ricerca Tabula, guidata da Stefano Patriarca, la riforma delle pensioni proposta da Salvini avrebbe un costo pari a 13 miliardi di euro al lordo delle tasse e 9 miliardi al netto solo nel 2019. A regime il costo salirebbe a circa 20 miliardi al lordo delle tasse e oltre 13 miliardi al netto. Finora in cassa ce ne sono circa 8. Per questo il governo sta valutando anche l'ipotesi di introdurre nuovi paletti per ridurre la platea dei beneficiari. 

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