Pensioni e tasse: cosa cambierà dopo la manovra

Ipotesi Quota 100 light e riforma in due fasi. Flat tax a tre aliquote (ma non per tutti)

Foto d'archivio

Che cosa cambierà per i pensionati? E cosa dobbiamo aspettarci sul terreno dell’Irpef? Ne sapremo di più nelle prossime settimane, quando il governo svelerà finalmente i dettagli della manovra. Per ora però si possono fare alcune supposizioni. Di recente Matteo Salvini ha ribadito al Sole 24 Ore che sulle pensioni la sua proposta è la "quota 100 integrale, senza paletti": per i costi, dice, "non facciamo grande affidamento sulle stime dell'Inps, che ultimamente più che di economia si occupa di politica. Secondo alcuni organismi varia dai 6 agli 8 miliardi". 

Sarà così? Staremo a vedere. Secondo alcune indiscrezioni però il governo sta vagliando l'ipotesi di introdurre una Quota 100 "light", con età pensionabile a 64 anni e conteggio dei cosiddetti contributi figurativi per un massimo di due annualità. Una siffatta riforma costerebbe poco meno di 5 miliardi di euro e sarebbe tuttosommato in linea con la svolta "rigorista" del governo gialloverde. 

Priorità alle pensioni

E la Quota 41? Almeno per ora sembra sfumata. Nella sua intervista al Sole, Salvini ha però lasciato intendere che gli obiettivi dell'esecutivo saranno spalmati su tutta la legislatura. Dunque non è escluso che la "Quota 100 integrale" possa essere realizzata almeno in due fasi. 

Di certo però il vicepremier ha fatto capire che la riforma delle pensioni nella manovra avrà la priorità anche rispetto all'introduzione della Flat tax, o meglio Dual Tax. Che resta un punto interrogativo. "L'obiettivo è che ci siano alcuni milioni di italiani che già dall'anno prossimo paghino meno tasse - ha detto Salvini al Sole -. Ovviamente a regime ci si arriva entro il contratto di governo. Per me la flat tax resta il traguardo, sarebbe un fatto storico. Ma tre aliquote sarebbe già un passo avanti. Ci siamo dati una settimana di tempo per valutare tutte le opzioni".

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Che cosa cambierà con la mini Flat tax

Il governo sembrerebbe orientato a introdurre per ora una sorta di "mini Flat tax". La proposta di legge che dovrebbe sostituire l’Irpef e l’Irap prevede un'aliquota del 15% per le imprese fino a 100 mila euro di ricavi all’anno (prima il tetto era a 30 mila), al 20% per redditi fino al 20% e del 5% per le startup, under 35 e persone con più di 55 anni. In sostanza però per la maggior parte degli italiani che hanno un lavoro dipendente non dovrebbe cambiare nulla. Questo naturalmente salvo ripensamenti dell'ultima ora. 

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