Pensioni, ecco le nuove regole: chi può lasciare il lavoro nel 2019

Soglia minima per il pensionamento anticipato e "finestre di uscita" con quota 100: ecco come cambiano le regole per andare in pensione con l'abolizione dei limiti della legge Fornero

Pensioni, quali sono le novità? Quota 100 è la principale misura previdenziale introdotta dal disegno di legge di Bilancio approvato l'altro ieri dal Consiglio dei ministri e che entro giovedì dovrebbe essere presentato in Parlamento per l'approvazione entro il 31 dicembre 2018. Le novità scatteranno dal prossimo anno. In sostanza, cambia la Legge Fornero. Sarà possibile lasciare il lavoro prima della soglia attualmente prevista per i trattamenti di vecchiaia (66 anni e 7 mesi di età e 20 anni di contributi sia per gli uomini che per le donne del settore pubblico e del settore privato) a patto di aver maturato la cosiddetta "quota 100", vale a dire la somma fra l'età anagrafica e quella contributiva. Per ora non sembrano esserci limiti a livello di platea, né penalizzazioni per aderire allo schema che modifica la Legge Fornero. Modifica a cui saranno destinati per il 2019 circa 6,7 miliardi, con un totale che nel triennio arriverà a 20 miliardi.

Pensioni, novità e ultime notizie: quota 100, come cambiano le regole

Per lasciare il lavoro bisognerà, comunque, aver compiuto i 62 anni (e avere 38 anni di contributi). Il nuovo sistema entrerà in vigore da febbraio 2019, quando cioè i lavoratori che hanno raggiunto i requisiti richiesti potranno inviare la richiesta all’Inps. Ma per lasciare i rispettivi posti di lavoro bisognerà attendere le cosiddette "finestre di uscita" che scatteranno ogni trimestre. Si tratta del periodo che va dalla maturazione del diritto alla pensione all'effettiva uscita dal lavoro. Si partirà da aprile 2019, poi luglio, ottobre e gennaio 2020. E così per chi avrà 62 anni di età e 38 di contributi nel 2019 l'uscita scatterà solo da aprile prossimo, con cadenze trimestrali per i successivi via libera dal lavoro: un'operazione che dovrebbe favorire l'uscita anticipata (anche fino a 5 anni) di circa 400mila persone nate tra il '54 e il '57, con il vincolo, però, del divieto di cumulo. Fra le ultime novità, infatti, c'è anche l'introduzione del divieto di cumulo dei trattamenti previdenziali con altre forme di reddito da lavoro. Un divieto che dovrebbe durare almeno per un anno.

Quota 100, Opzione donna e pensioni d'oro: cosa cambia sul fronte previdenziale 

Precisiamo che il requisito dei 38 anni di versamenti resta fermo nel caso si abbiano età superiori. Quindi a 63, 64, 65 e 66 anni d'età la quota diventa rispettivamente 101 (63+38), 102, 103 e 104. A 67 anni si potrà continuare a uscire secondo le regole della pensione di vecchiaia, cioè avendo almeno 20 anni di contributi. Quota 100 sarà articolata su quattro finestre annuali, una ogni tre mesi. Questo significa che coloro che raggiungeranno i requisiti entro il 31 marzo riceveranno la prima pensione ad aprile. Chi maturerà i requisiti fra il primo aprile e il 30 giugno incasserà invece l'assegno a luglio, e così via. Lega e 5 Stelle hanno affermato che "quota 100 partirà a febbraio".

Le nuove regole sulle pensioni (dal Corriere della Sera di oggi, 17 ottobre 2018)

pensioni nuove regole quota 100 2019-2

In attesa di analizzare gli articoli della legge, che al momento non è stata ancora presentata, si può supporre che essi intendano dire che la domanda di pensionamento con "quota 100" si potrà presentare da febbraio. E' prevedibile, infatti, che dopo l’approvazione della legge, all’Inps serva qualche settimana per la circolare applicativa. L'introduzione di "quota 100", intesa come somma fissa di età (62 anni) e contributi (38 anni), comporta che dal 2019 potranno andare in pensione "anche" i nati nel 1957 che hanno cominciato a lavorare a 24 anni agli inizi degli anni Ottanta. Anzi, i nati nel 1957 con i contributi indicati il prossimo anno saranno i più avvantaggiati da questa operazione, perché avranno un anticipo netto di cinque anni secchi rispetto alle condizioni richieste dalla legge Fornero per la pensione di vecchiaia (67 anni dal 2019). 

Nel pacchetto pensioni rientra anche la rimessa in pista dell'opzione donna. Quest'ultima permette di lasciare il lavoro a 58-59 anni con 35 anni di contributi, ma con un taglio del 20% della pensione per effetto del calcolo interamente contributivo dell'assegno. Non si definisce, tuttavia, se l'età annunciata contiene anche la decorrenza utilizzata finora (ma a partire da 57 anni) e gli incrementi dell'aspettativa di vita (12 mesi in totale nel 2019) che porterebbero nel complesso l'età effettiva nella quale si percepisce la pensione a 60 anni per le dipendenti e 61 per le autonome.

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