Quota 100 senza ricalcolo contributivo: ma la (piccola) riduzione dell'assegno è possibile

Potrebbe succedere che per limitare i costi della riforma il governo sia costretto a prevedere delle penalizzazioni anche per Quota 100, come succede per Opzione Donna. Durigon (Lega): "Non appena possibile, intendiamo realizzare Quota 41"

Quota 100 e reddito di cittadinanza, via libera del Governo

Inizia una settimana probabilmente decisiva sul fronte pensioni. La strada scelta dal governo Conte per superare la legge Fornero è Quota 100. Molti lavoratori però attendono di sapere "che cosa ne sarà del loro futuro". Senza conoscere con assoluta certezza paletti, eventuali nuovi requisiti e sicuri importi dell'assegno previdenziale, Quota 100 significa infatti molto poco. In base alle dichiarazioni degli esponenti di Lega e M5s non ci saranno riduzioni sull'assegno previdenziale. A più riprese la maggioranza ha smentito la possibilità di una penalizzazione per coloro che anticiperanno l'accesso alla pensione. A meno di modifiche dell'ultimo momento, Quota 100 consentirà di andare in pensione con circa 5 anni di anticipo rispetto a quanto previsto dalla pensione di vecchiaia, per la quale nel 2019 l'età pensionabile sarà aumentata a 67 anni.

Pensioni, ultime notizie

Chi potrà andare in pensione? Con Quota 100 si può andare in pensione all'età di 62 anni, purché nel contempo si abbiano almeno 38 anni di contributi. Il requisito contributivo è fisso, quindi vale anche per coloro che hanno più di 62 anni. Per accedere a questa misura non bisognerà accettare riduzioni dell'assegno previdenziale dal momento che queste non dovrebbero esserci. Un punto va però sottolineato con assoluta chiarezza. Intervenire sulle pensioni, come il presidente dell'Inps Tito Boeri ha ricordato, è costosissimo per le casse dello Stato. Il condizionale quindi è d'obbligo poiché fino a quando con la Legge di Bilancio 2019 non verrà fatta chiarezza sulla riforma delle pensioni non sappiamo se le dichiarazioni fatte in queste ultime settimane troveranno riscontro nella realtà.

Quota 100, rischio penalizzazione?

Ci sono alcune eventualità che non si possono ancora escludere. Potrebbe succedere, infatti, che per limitare i costi della riforma delle pensioni il governo sia costretto a prevedere delle penalizzazioni anche per la Quota 100, al pari ad esempio di quanto succede per Opzione Donna dove le lavoratrici per andare in pensione a 57 anni e 7 mesi - più 35 anni di contributi - devono accettare un ricalcolo contributivo dell’assegno che, a seconda della situazione contributiva dell’interessata, può portare anche ad una riduzione del 30% dell’assegno di pensione.

Per Quota 100 però la penalizzazione, qualora ci dovesse essere, non dovrebbe prevedere il ricalcolo contributivo dell'assegno: (il ricalcolo col contributivo consiste nel ricalcolare le pensioni già erogate, per valutare fino a che punto sono state coperte dai contributi effettivamente versati durante l’età lavorativa. Una volta stabilito “l’eccedente”, si prevede una sforbiciata, in varie percentuali). In queste settimane, infatti, si è parlato di una riduzione dell'1,5% per ogni anno di anticipo. Chi ricorrerà a questa misura al compimento del 62esimo anno di età, quindi, subirebbe una penalizzazione del 7,5% dell'assegno. Voci, solo voci e ipotesi: in attesa di certezze.

Le pensioni che verranno: nuovi tagli agli assegni?

Di Maio: "Taglio pensioni d'oro"

Il vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio nel corso dell'ospitata da Barbara D'Urso a Domenica live su Canale 5 è tornato sul tema delle pensioni d'oro. "Tagliamo un miliardo dalle pensioni d'oro . Il taglio -ha spiegato- sarà fatto ai pensionati che godono di assegni elevati per cui non hanno versato i contributi". La manovra del governo gialloverde "è la prima che non darà soldi ai soliti personaggi", ma ha i soldi "per ripagare il popolo che ha dovuto pagare per i vitalizi, le pensioni d'oro, i voli di Stato e le auto blu".

Pensioni e quota 100, torna il meccanismo delle "finestre"

Quota 100 "sarà strutturale"

Quota 100, che consentirà di andare in pensione con 62 anni di età e 38 di contributi, "sarà strutturale. Anzi per noi deve essere il primo passo, tanto è vero che, non appena possibile, intendiamo realizzare 'quota 41', cioè ridurre a 41 anni di contributi il requisito per la pensione anticipata, quella che si ottiene indipendentemente dall'età". Lo assicura il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, in un'intervista al 'Corriere della Sera'.

"Vorremmo fermare - spiega inoltre l'esponente leghista - almeno lo scatto sulle pensioni anticipate. Poi c'è anche quello da 66 anni e 7 mesi a 67 anni d'età sulle pensioni di vecchiaia. Se non riusciremo a bloccarlo, in ogni caso sarà l'ultimo. Intanto, voglio assicurare che salvaguarderemo i requisiti attuali di pensionamento per i precoci e gli usuranti e prorogheremo l'Ape sociale". Quanto al riscatto agevolato della laurea, Durigon spiega: "Stiamo studiando un meccanismo per renderlo molto meno costoso per i giovani col contributivo e per agevolare i giovani con buchi contributivi dovuti a periodi di disoccupazione". Mentre per chi sceglierà 'quota 100' "non ci sarà un divieto assoluto" di cumulare i redditi da lavoro "ma credo una possibilità di cumulo molto limitata".

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