''Esclusi dal taglio delle tasse e usati come bancomat'': i pensionati scendono in piazza

I sindacati di Cgil Cisl e Uil hanno annunciato una mobilitazione nazionale per porre l'attenzione su alcuni temi “sacrificati” nel programma del nuovo governo: ecco quali sono

Foto di repertorio

Fisco, non autosufficienza e sanità. Sono questi i tre argomenti chiave su cui i pensionati si sentono “ignorati”, almeno per quanto riguarda i primi progetti manifestati nel programma del nuovo governo. Tre nodi che hanno spinto i sindacati di Cgil, Cisl e Uil ad organizzare una manifestazione unitaria nazionale che si terrà nel mese di novembre, ma che verrà preceduta da diverse mobilitazioni sul territorio. I pensionati sono quindi pronti a tornare in piazza chiedere maggiore attenzione al nuovo esecutivo su alcuni temi che al momento appaiono sacrificati: non autosufficienza, sanità ma soprattutto fisco considerata la volontà del governo di tagliare il cuneo fiscale che sembra escludere i pensionati visto che l'intervento è focalizzato sui lavoratori dipendenti. 

Pensionati in piazza: i motivi della protesta 

Il nodo cruciale rimane comunque il Fisco, come confermato da Ivan Pedretti, segretario generale Spi Cgil, che tira in ballo anche un altra questione legata a chi percepisce un assegno pensionistico: ''Per i pensionati non sono previste detrazioni come per i lavoratori attivi, senza contare il taglio delle rivalutazioni degli assegni che ha equiparato i pensionati ad un bancomat da cui incassare circa 3 miliardi di euro". Non solo.

A mancare anche "un sistema sanitario adeguato alle condizioni sociali delle persone" , al sud ma ormai anche al Nord, considerato che il rischio è di ridurre la sua capacità universale a favore di un costoso sistema privato. "Un tema che il governo deve affrontare con le regioni evitando quella corsa all'autonomia differenziata che spaccherebbe il paese", prosegue Pedretti. Non ultimo il tema della non autosufficienza mai affrontato nè dal governo nè dal Parlamento.

"Più pensionati che lavoratori": un paradosso (da incubo) nel futuro dell'Italia

"Conte si assuma la responsabilità di guardare in faccia il paese che è uno dei paesi più vecchi d'Europa; la cronicità dell'invecchiamento, la non autosufficienza sono destinate crescere non a diminuire e ognuno di noi lo sa", chiede ancora Pedretti deluso dall'assenza del tema tra le indicazioni programmatiche di Conte: "sulla non autosufficienza non c'è una legge nazionale mentre il costo suppletivo sulle famiglie viaggia intorno ai 1500-1800 euro con punte fino a 2800 euro. Uno Stato serio fa una legge e si pone l'obiettivo di rispondere sia pure con una tassa di scopo", prosegue.

A insistere su una legge per la non autosufficienza anche la Fnp Cisl di Gigi Bonfanti. "Ormai è quasi un ritornello di cui ci siamo stancati: vogliamo poterci sedere intorno ad un tavolo e finalmente dare dignità a queste persone con una legge che stabilisca doveri e diritti per tutto. Non pretendiamo il mondo ma che almeno si cominci", dice Bonfanti in una pausa dei lavori. Assente dalle indicazioni di Conte anche qualsiasi riferimento alla tassazione sulle pensioni: "le proposte che emergono dai giornali non tengono conto che i tre quarti del Paese sono pensionati e che sul fisco per loro non c'è nulla: noi invece pretendiamo lo stesso aiuto che giustamente e legittimamente viene disegnato per i lavoratori attivi; poi sugli strumenti ci sediamo intorno ad un tavolo e vediamo", conclude.

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