Pensioni, quattordicesima e Quota 100: così potrebbero cambiare

Durante l'incontro con il governo, i sindacati hanno messo sul tavolo un menù ricco di modifiche: dall'ampliamento della platea per la quattordicesima mensilità, fino all'abbassamento dell'età contributiva per Quota 100

Foto di repertorio

La trattativa tra governo e sindacati sulle pensioni è ricominciata, con il faccia a faccia che partirà dalle proposte dei rappresentanti sindacali, che hanno in mente alcune importanti modifiche, soprattutto per quanto riguarda la quattordicesima per i pensionati e Quota 100, la misura che permette l'uscita dal lavoro con 38 anni di contributi e 62 anni d'età.

Il confronto con Cgil, Cisl e Uil, che si era chiuso all'epoca del governo Gentiloni,  è stato riavviato dal nuovo ministro del Lavoro Nunzia Catalfo. I sindacati hanno sollecitato l'esecutivo su diverse tematiche nel corso dell'incontro, durato circa due ore, a cui a preso parte anche il sottosegretario al ministero dell'Economia, Pierpaolo Baretta. A quanto si apprende, il governo è rimasto “abbottonato”, ascoltando le proposte “senza assumere alcun impegno”. Ma cosa potrebbe cambiare per le quattordicesime e Quota 100? I sindacati hanno in mente diverse modifiche, dall'ampliare la platea dei pensionati che percepiscono la quattordicesima mensilità, fino all'abbassamento dell'età contributiva necessaria per il pensionamento con Quota 100, misura che, a meno di cambi di rotta, potrebbe concludere la sua esperienza nel 2022. 

Pensioni, quattordicesima e Quota 100: le modifiche sul tavolo

Il principale cambiamento richiesto dai sindacati riguarda la quattordicesima, per cui è stato chiesto di ampliare la platea dei pensionati a cui spetta, portando il limite a 1.500 euro al mese. Attualmente la mensilità aggiuntiva spetta a chi ha almeno 64 anni e redditi inferiori a due volte il minimo, cioè circa 1.000 euro al mese. Ricordiamo che allo stato attuale delle cose la quattordicesima viene percepita da 3,5 milioni di persone. 

Manovra, i sindacati picchettano il governo: "Sbloccare la rivalutazione delle pensioni"

Ma il menù presentato da  Cgil, Cisl e Uil, che si attendono un segnale già nella prossima manovra economica, è molto più ampio: rivalutazione delle pensioni, dal ripristino dell'indicizzazione pre-Fornero al rafforzamento della 14esima fino ad un intervento di alleggerimento fiscale; correzioni 'pro-donne' per quota 100 portando da 38 a 36 anni i contributi necessari all'accesso; riconoscimento del lavoro di cura che consenta un'uscita per la pensione di vecchiaia e per quella di anzianità di 1 anno per ogni 5 di cura o di 1 anno per ogni figlio. E ancora: focus sui lavori gravosi per ampliare la platea dell'ape sociale e dei precoci; ampliamento della previdenza complementare; soluzione definitiva per gli esodati e rinnovo dell'opzione donna. In bianco e nero il giudizio dei sindacati. "Grazie alla nostra azione il governo ha riattivato il tavolo sulla previdenza. E questo è positivo considerato che il tema non era stato inserito neanche nelle dichiarazioni programmatiche del premier Conte. Non ci sono purtroppo ancora impegni chiari ma noi ci aspettiamo un segnale già nella prossima legge di bilancio sia sulla versione 'rosa' di quota 100 che sulla rivalutazione delle pensioni", dice il segretario confederale Uil, Domenico Proietti.

Pensioni, i sindacati: ''Ci aspettiamo risposte concrete a breve''

Bene il riavvio del dialogo anche per la Cisl. "E' positivo che sia ripartito il confronto ma serve continuare per individuare le risorse necessarie a fronteggiare le proposte", dice Ignazio Ganga, segretario confederale Cisl. Positiva la valutazione anche da parte Cgil. "Giudizio positivo sul metodo. Il governo ha dato la disponibilità ad affrontare alcuni temi sul medio-lungo periodo anche se resta ancora abbottonato sull'immediato. E invece noi ci aspettiamo risposte concrete a breve", spiega Roberto Ghiselli, segretario confederale Cgil.

Pensioni, addio a quota 100: nessun rinnovo (e beffa per gli esclusi)

I sindacati ora invieranno un documento unitario in cui sintetizzeranno le richieste presentate al tavolo in attesa che torni a svilupparsi il confronto che prosegue comunque su altri tavoli: nel pomeriggio è il turno del round sul cuneo fiscale al Mef. Il governo infine ha annunciato anche la riattivazione della commissione sui lavori gravosi e un tavolo tecnico sulla non autosufficienza in vista di una possibile legge quadro sul tema. Un capitolo questo al centro di un incontro anche con il ministro della Sanità Roberto Speranza e Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil per sollecitare la definizione di una legge nazionale sulla non autosufficienza in previsione della prossima legge di bilancio. Con l'occasione i sindacati hanno ribadito la richiesta di abolire fin da subito i superticket e hanno apprezzato la disponibilità del ministro ad avviare un percorso di confronto continuo sui temi che riguardano milioni di pensionati e di persone anziane.

Pensionati, a chi spetta la quattordicesima

Le proposte messe sul tavolo dai sindacati sono ancora delle ipotesi, ma quali sono i pensionati a cui spetta la quattordicesima mensilità? La quattordicesima spetta ai pensionati di almeno 64 anni che hanno un reddito complessivo fino a un massimo di 1,5 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti fino al 2016 e fino a 2 volte il trattamento minimo annuo del Fondo lavoratori dipendenti dal 2017. Ricordiamo che il diritto alla quattordicesima viene verificato rispetto a requisiti di età, contribuzione e reddito. Per il 2019, vengono valutati nel caso di prima concessione (rientrano in tale casistica tutti coloro che negli anni precedenti non abbiano percepito la somma aggiuntiva), tutti i redditi posseduti dal soggetto nell'anno 2019; nel caso di concessione successiva alla prima, i redditi per prestazioni per le quali sussiste l'obbligo di comunicazione al Casellario centrale dei pensionati conseguiti nel 2019 e i redditi diversi da pensioni conseguiti nel 2018.

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L'accertamento viene effettuato sempre in automatico in base alle informazioni disponibili negli archivi informatici per ciascun pensionato sia per i redditi da Casellario pensioni, sia per i redditi diversi. In assenza, per l'anno 2018 o 2019, delle informazioni reddituali diverse da pensioni, e per assicurare comunque con tempestività il pagamento della 14esima, sono stati utilizzati i redditi degli anni precedenti, risalendo fino al 2015. Per tale ragione la somma viene corrisposta in via provvisoria e la sussistenza del diritto sarà verificata in via definitiva sulla base della dichiarazione dei redditi del 2018 e 2019.

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