Pensioni, quattro finestre per uscire con Quota 100

Nel Documento programmatico inviato a Bruxelles è contenuto il pacchetto di norme che punta a riformare il sistema pensionistico. La misura con il nuovo requisito minimo dovrebbe partire da febbraio e ci saranno quattro 'finestre' per aderire

Foto di repertorio

Il governo Lega-M5s ha trasmesso al Bruxelles il Documento programmatico di Bilancio con tutte le misure contenute nella manovra economica. Tra le norme che spiccano nel testo c'è sicuramente la Quota 100, che dovrebbe introdurre la nuova soglia minima per il pensionamento a 62 anni di età con 38 anni di contributi. Come spiegato più volte da Salvini e Di Maio nelle ultime settimane, se la somma tra anni di contributi ed età anagrafica dà come risultato 100, si potrà andare in pensione. La novità che emerge dal documento inviato all'Unione europea riguarda le quattro 'finestre' per ogni anno, in cui potrà essere effettuata l'uscita dal lavoro. Si tratta del periodo che va dalla maturazione del diritto alla pensione all'effettiva uscita dal lavoro. Ecco le altre novità della riforma pensionica che diventeranno realtà se la legge di Bilancio verrà approvata.

Prossimo passo: Quota 41

L'obiettivo finale, per il Carroccio, resta lo "smontaggio" totale della riforma Fornero. Poi lo step successivo sarà l'introduzione di 'Quota 41', che prevede l'uscita con il requisito contributivo di 41 anni di età al posto dei 43 attuali previsti per i lavoratori uomini che hanno iniziato a lavorare precocemente.

Quota 100 e reddito di cittadinanza, via libera del Governo

Opzione Donna 

"Per le donne si proroga 'Opzione Donna', che permette alle lavoratrici con 58 anni, se dipendenti, o 59 anni, se autonome, e 35 anni di contributi, di andare in pensione". E' quanto si legge nella nota di Palazzo Chigi dopo che ieri il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell'economia e delle finanze Giovanni Tria, ha approvato il disegno di legge relativo al bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e al bilancio pluriennale per il triennio 2019 - 2021.

"Si abrogano i limiti di età per i pensionamenti previsti dalla legge Fornero, introducendo la 'quota 100': si potrà andare in pensione con 62 anni di età e 38 anni di contributi versati, favorendo così chi ha iniziato a lavorare in età molto giovane e al contempo agevolando il necessario ricambio generazionale nella Pubblica Amministrazione e nel privato", si legge ancora nella nota di Palazzo Chigi che conferma quanto previsto.

I costi aumentano

Per il reddito e la pensione di cittadinanza è previsto un maggiore costo per lo Stato di circa 6,47 miliardi di euro nel 2019. E' quanto si evince dal Documento Programmatico di Bilancio trasmesso dal governo a Bruxelles, che quantifica l'onere per le casse dello Stato pari allo 0,37% del Pil per il 2019, 0,36% per il 2020 e 0,35% per il 2021.

Tutti vogliono la pensione ma in Italia si lavora meno che nel resto d'Europa

Quota 100 e reddito entro marzo

"Nei primi tre mesi del 2019 partiranno il reddito di cittadinanza e la quota 100 che supererà la legge Fornero". Lo ha detto il ministro del Lavoro e vicepremier, Luigi Di Maio, spiegando - in un'intervista a Radio Radicale - quale sarà il timing di due dei principali provvedimenti contenuti nella manovra economica, approvata ieri dal governo Conte.

"Taglieremo le pensioni d'oro dai 4.500 euro in su. Per la prima volta utilizziamo i privilegi di pochi per pagare i diritti degli italiani, al contrario di quanto avveniva nel passato che si tagliavano i diritti per pagare i privilegi", ha detto commentando l'intervento sui trattamenti pensionistici oltre i 4.500 euro contenuto nella manovra economica. "La situazione dello spread è temporanea, non è destinata a restare così. Lo spread scenderà anche grazie alla legge di bilancio, quando i mercati capiranno bene quali sono gli interventi che abbiamo previsto", ha spiegato.

Dovrebbe scattare a febbraio la famigerata 'quota 100', il cavallo di battaglia della Lega che consente il pensionamento a 62 anni di età e con 38 anni di contributi.

Taglio delle pensioni d'oro

La legge di bilancio prevede tra le altre misure un intervento sulle "pensioni d'oro, sopra i 4.500 euro mensili, in modo da rimodulare - si legge nel comunicato trasmesso ieri sera al termine della riunione di governo - i trattamenti pensionistici più elevati e renderli più equi in considerazione dei contributi versati".

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