Pensioni, l'idea dell'ex ministro: "Lasciamo morire quota 100"

Quale futuro per quota 100? Ecco la "ricetta" dell'ex ministro dell'Economia Padoan sulla riforma delle pensioni attuata dal governo M5s-Lega

"Pensioni, lasciamo morire quota 100 alla sua scadenza naturale", dice l'ex ministro Pier Carlo Padoan

Quota 100, operativa dal 2019 (e in via sperimentale fino al 2021), consente l'uscita anticipata dal mondo del lavoro per tutti coloro che vantano almeno 38 anni di contributi con un'età anagrafica minima di 62 anni. Ma quale sarà il futuro del provvedimento sulle pensioni votato dalla maggioranza uscente M5s-Lega? Pier Carlo Padoan, ex ministro dell'Economia prima nel governo Renzi e poi riconfermato in carica nel governo Gentiloni, ha le idee chiare.

"Pensioni, lasciamo morire quota 100"

L'ex titolare del dicastero di Via XX Settembre, in un'intervista a La Stampa, dà un giudizio molto negativo su quota 100 "che contrariamente a quanto veniva fatto credere non è un meccanismo che crea più occupazione, anzi riduce i posti di lavoro ed è molto costoso". Come ovviare? Padoan ha un'idea: "L'ipotesi di non cancellare quota 100, e lasciarla 'morire' alla sua scadenza naturale (nel 2021, ndr), darebbe una importante stabilità al programma di governo".

Quota 100 e le coperture fino al 2021

Ricordiamo che la riforma delle pensioni approvata lo scorso gennaio ha una dotazione finanziaria che ne garantisce la copertura fino al 2021 e, salvo colpi di scena, è scarsamente probabile che il nuovo governo decida di mettere mano ad un tema scottante come quello della previdenza. Essendo quota 100 una misura introdotta in via sperimentale per tre anni, tutto lascia suppore che il tema si riproporrà solo nel 2021 quando il governo in carica dovrà giocoforza prendere una decisione.

Tornando all'intervista di oggi su La Stampa, Padoan ha una posizione meno "severa" nei confronti di un altro provvedimento targato Movimento 5 stelle: il reddito di cittadinanza. "Penso ancora che sia uno strumento che vuole conciliare troppe cose diverse, come l'assistenza ai più deboli e la ricerca attiva del lavoro, che però sono due cose collegate e necessarie - dice l'ex ministro - per una crescita inclusiva e per aumentare l'occupazione, specie quella femminile". E conclude parlando delle trattative tra M5s e Pd per un eventuale governo giallorosso: "Immagino che si dovrà discutere di altre misure specifiche. Ma questo lo vedremo quando ci sarà il programma".

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