Quota 100, oggi si parte: i tempi per la pensione dei lavoratori pubblici e privati

Da ieri in Gazzetta Ufficiale, è entrato in vigore alla mezzanotte di oggi il decreto che introduce Quota 100. Attese a giorni le circolari a cui l'Inps sta lavorando alacremente

Inizia un mese in cui tutto sarà più chiaro per i lavoratori intenzionati ad andare in pensione con Quota 100. Tra poco si inizieranno a presentare le domande, e tra pochi giorni, forse già in questa settimana o nel corso della prossima saranno rese pubbliche le circolari, alle quali l'Inps sta lavorando alacremente. Il percorso verso la pensione dovrebbe essere con tempistiche diverse per i lavoratori pubblici e quelli privati. Da ieri in Gazzetta Ufficiale, è entrato in vigore alla mezzanotte di oggi il decreto che introduce Quota 100 per le pensioni e il reddito di cittadinanza.

A fare domanda per primi saranno senz'altro i dipendenti pubblici: loro infatti devono dare 6 mesi di preavviso all'amministrazione. Non tutti però. Chi ha maturato entro oggi i 62 anni di età e i 38 di contributi può accedere alla pensione con Quota 100 dal primo agosto. Invece chi raggiunge i requisiti da domani dovrà attendere i sei mesi di preavviso. Per quel che riguarda invece il personale a tempo indeterminato della scuola, per cui la data del pensionamento è fissata sempre al primo settembre, deve presentare la domanda entro la fine di febbraio.

Quota 100, i tempi per i lavoratori privati

Più rapido il percorso per i lavoratori privati. Chi era in possesso dei requisiti entro il 31 dicembre 2018, può andare con Quota 100 in pensione dal primo aprile; in quella data inizia una finestra di tre mesi, con probabile uscita effettiva il primo giorno del mese successivo.  Le finestre di tre mesi (in questo caso uguali per privati e pubblici) si applicano anche in caso di pensione anticipata, per la quale sono necessari ancora 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 e 10 mesi per le donne (requisito congelato fino al 2026). Chi ha conseguito il requisito dal primo gennaio a oggi, giorno in cui entra in vigore il decreto, può andare in pensione il primo aprile.

Due provvedimenti sono invece attesi entro 60 giorni, per regolare l'anticipo del trattamento di fine servizio (Tfs) dei dipendenti pubblici che lasceranno il lavoro. Si tratta di un'intesa tra ministeri del Lavoro, dell'Economia, della Pubblica Amministrazione e Abi per il finanziamento bancario, e di un Decreto del Presidente del Consiglio (Dpcm) con le modalità attuative.

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Pensione Quota 100, quali sono i contributi "utili"

Per anticipare l'accesso alla pensione all'età di 62 anni bisogna aver maturato almeno 38 anni di contributi. E' la regola alla base del funzionamento di Quota 100, la nuova misura previdenziale introdotta nello stesso decreto del reddito di cittadinanza. Per 'contributi utili' si intende la contribuzione accreditata a qualsiasi titolo in favore dell'interessato come specificato nel decreto stesso. Chi risulta iscritto a due gestioni previdenziali Inps, inoltre, può cumulare gratuitamente i contributi accreditati per raggiungere i 38 anni di contribuzione richiesta. Lo stesso non vale per chi è iscritto anche a una cassa professionale. In tal caso l'unico modo per riunire i contributi è quello della ricongiunzione, che però è a titolo oneroso per l'interessato. 

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Come anticipato per Quota 100 è valido qualsiasi tipo di contributo, ma per quanto riguarda i contributi figurativi, ossia quelli versati dall'Inps senza alcun onere per l'interessato nei periodi in cui questo non ha potuto svolgere la normale attività lavorativa (come durante il congedo di maternità), dovrebbe continuare a valere quanto stabilito dalla Legge 153/1969 secondo la quale - solo nel caso dei dipendenti privati - ai fini del raggiungimento della pensione almeno 35 anni di contribuzione deve essere raggiunta al netto dei contributi accreditati durante la malattia o la disoccupazione ordinaria. Tolto questo limite, quindi, per Quota 100 varranno i contributi obbligatori, figurativi, da riscatto o volontari. 

Una cosa va invece sottolineata: per i beneficiari di Quota 100 non si applica quanto previsto dalla nuova pace contributiva e dal riscatto agevolato della laurea: il primo, infatti, è riservato a coloro che non hanno contribuzione antecedente al 1° gennaio 1996, mentre nel secondo caso solo gli Under 45 possono richiedere il riscatto agevolato della laurea. In entrambe le situazioni, quindi, sono esclusi - seppur non dichiaratamente - i beneficiari di questa nuova opzione per il pensionamento anticipato.

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