Quota 41, sconto contributivo e ape social: saranno queste le nuove pensioni?

Dal ministero del lavoro prime aperture al dialogo con i sindacati. Il sottosegretario Durigon ha incontrato i leader di Cgil, Cisl e Uil

Il sottosegretario Claudio Durigon (S), con i leader sindacali della Cgil Maurizio Landini, Uil Carmelo Barbagallo e Cisl Annamaria Furlan, nel corso dell'incontro al Ministero del Lavoro, con per la riforma delle pensioni a Roma, 25 febbraio 2019. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

Prove tecniche di dialogo tra il governo e i sindacati: per ora è stato limitato alla questione previdenza e a tutto quello che gira intorno a quota 100, ma il metodo potrebbe anche estendersi ad un confronto a 360 gradi.

Epilogo interlocutorio per l'incontro tra il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. Il confronto, durato circa 2 ore, è stato d'altra parte valutato "positivamente" sia dai sindacati che dal governo.

Quota 100, modifiche al "decretone"

Le 'aperture' arrivate oggi dal ministero del Lavoro sarebbero, se portate a casa con una modifica al decretone, un buon viatico ad una discussione a tutto campo.

Durigon avrebbe ribadito come il pensionamento con 41 anni di contributi, indipendentemente dall'età, chiesto anche dai sindacati per abbassare il requisito anagrafico di quota 100, "non sia stata per nulla accantonata e resti anzi uno degli obiettivi del Governo e che, dunque, non è stata affatto accantonata". Non solo. Analoga disponibilità, almeno a studiare l'intervento che ha un costo considerevole ( 500 milioni di euro l'anno), anche sul possibile sconto contributivo di un anno per ogni figlio al pensionamento delle donne lavoratrici così come, ha spiegato ancora Durigon, sulla questione relativa all'Ape social per valutare la fattibilità tecnico/economica di un emendamento "che riveda i criteri e possa ampliare la platea dei beneficiari".

Di tutto questo comunque dovrebbe riparlarsi verso la seconda metà di Marzo in un nuovo round fissato a ridosso dal via libera Parlamentare al decretone con cui fare il punto sugli emendamenti.

Dopo il successo della manifestazione del 9 febbraio scorso, infatti, Cgil Cisl e Uil torneranno a riunire, giovedì febbraio prossimo, 28 febbraio, le segreterie unitarie per "decidere come proseguire le iniziative in campo e come sostenere lo sciopero generale dei lavoratori edili fissato il 15 marzo prossimo", spiega per tutti il leader Cgil, Maurizio Landini. E sarà in quell'occasione che partirà con ogni probabilità la richiesta di un nuovo incontro con il governo per un confronto a tutto campo; non solo pensioni ma anche politiche industriali, investimenti, infrastrutture.

"Qualche segnale è arrivato solo sulle donne ed i lavori usuranti - riassume Landini - Sulle altre partite l'esecutivo ha detto di non avere al momento risorse disponibili.

"Finalmente un tavolo di confronto, anche se non basta: abbiamo chiesto al governo di convocarci celermente anche sui temi della crescita e dello sviluppo. Il paese sta andando indietro sui conti pubblici mentre la produzione industriale e il Pil rallentano", spiega il leader della Cisl, Annamaria Furlan per la quale "quello di oggi è solo l'inizio di un percorso".

"Mi auguro che il governo accolga molti degli emendamenti che abbiamo presentato oggi e ci riconvochi prima del varo parlamentare del decretone"

Sul tavolo, infatti, si sindacati hanno posto anche la questione esodati, la pensione di garanzia per i giovani, i lavoratori gravosi e la separazione tra assistenza e previdenza.

Anche per la Uil quello di oggi è solo" un primo passo", come spiega Carmelo Barbagallo della Uil. "Ora verificheremo se il governo accoglierà o meno le nostre richieste modificando a quota 100", prosegue. "C'è il nostro impegno a proseguire la discussione con il governo sia sulla commissione tecnica con cui procedere alla separazione tra assistenza e previdenza e sui lavori gravosi".

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