Plastic tax, alla fine chi pagherà di più?

La misura sulla plastic tax verrà modificata, lo ha annunciato il ministro dell'Economia Gualtieri: l'emendamento è pronto. Ma su chi ricadrà il peso della tassa sugli imballaggi? Fino a che non ci sarà la versione definitiva, si possono fare varie ipotesi

Ansa

La misura sulla plastic tax verrà modificata. Lo ha annunciato il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, alla Festa del Foglio, annunciando che la modifica verrà "formalizzata in un emendamento del Governo che presenteremo". "La stiamo riformulando profondamente - ha aggiunto - per evitare un impatto negativo sulla filiera anche se il gettito sarà significativamente ridotto". "La rimodulazione - ha concluso Gualtieri - andrà verso gli incentivi al riciclo e all'innovazione tecnologica".

La proposta, ha aggiunto il titolare di via XX Settembre, sarà frutto del "confronto con le categorie interessate e per effetto della “calibrazione” il gettito sarà significativamente ridotto e la modulazione sarà collegata a incentivare il riciclo e l'innovazione tecnologica".

Che cosa prevede la bozza della plastic tax

La plastic tax è prevista dalla bozza della manovra dell'anno prossima, dovrebbe entrare in vigore in primavera e riguarderebbe i prodotti monouso in plastica come le buste, le vaschette, le bottigliette, i tappi e i materiali plastici utilizzati come protezioni e imballaggi. L'obiettivo di questa tassa è quello di tutelare l'ambiente. Si allinea a una direttiva europea adottata lo scorso maggio dal Consiglio Ue, che riguarda determinati prodotti in plastica e ne vieta l'utilizzo nel caso in cui esistano delle valide alternative. Non tutti i prodotti in plastica saranno colpiti dall'aumento. L'elenco dei prodotti interesstai comprende invece bicchieri, bottiglie, buste e materiali da imballaggio (come ad esempio il polistirolo), che verranno tassati fino ad un euro al chilo. Escluse invece le taniche o altri oggetti non considerati usa e getta.

La plastic tax colpirà dal 1 aprile 2020 - salvo modifiche - la plastica contenuta nei manufatti con singolo impiego. In pratica quasi tutti gli imballaggi in plastica. Quindi saranno tassati innanzitutto i prodotti monouso che vanno sotto la categoria “imballaggi primari“, come le bottigliette, i sacchetti, le vaschette in polietilene, le buste dell’insalata, ma anche il contenitore del latte o quelli per i detersivi. Ma riguarderebbe anche la confezione che avvolge le bottiglie d’acqua, ad esempio.

Plastic tax, chi paga?

Arriviamo al dunque: su chi ricadrà il peso della plastic tax sugli imballaggi? Fino a che non ci sarà la misura definitiva, è difficile fare ragionamenti dettagliati, ma è ipotizzabile che verrà scaricata in larga parte sui prezzi finali dei prodotti. In tal caso ogni famiglia dovrà far fronte ad una maggiorazione della spesa di circa 138 euro annui secondo un calcolo della Federconsumatori. Ma non ci sono certezze.

L'annuncio di Gualtieri, che promette modifiche, rende il quadro meno chiaro. L’impatto sui consumatori sarebbe minimo, ma ci sarebbe: secondo il ministro Provenzano, l’aumento con la bozza attuale sarebbe di “quattro o cinque centesimi a bottiglia”. In media, infatti, una bottiglia d’acqua da un litro e mezzo pesa circa 40 grammi. Essendo quindi un euro di tassa per ogni chilogrammo di plastica, il costo, alla fine, sarebbe di 4 centesimi per una bottiglia. Ma se il parlamento modificherà la bozza, il costo sarebbe ancora minore.

Mineracqua, associazione di categoria delle aziende di imbottigliamento, ipotizza nello scenario peggiore un aumento del 50% per il costo dell’acqua in bottiglie di plastica. Difficile che sia così. Legambiente è convinta invece che le aziende potrebbero riassorbire i costi senza impatto sul prezzo finale.

Plastic Tax, Assolombarda: "L'Italia sta diventando prima per attrattività dell'incompetenza"

"L'Italia sta diventando prima per attrattività dell'incompetenza". Lo ha detto il presidente di Assolombarda, Carlo Bonomi, alla Festa del Foglio, parlando della plastic tax che è "una misura finalizzata solo per il gettito. Serviva ulteriore gettito e si sono inventati la plastic tax". "Vorrei parlare con persone serie e competenti - ha aggiunto -, ma fatta così, una misura finalizzata solo per il gettito (la plastic tax ndr.) non ci sto". "La politica industriale in questo paese - ha concluso - è da parecchi anni che è scomparsa dai radar".

Manovra 2020, verso la conferma del bonus verde

In base alle ultime indiscrezioni sarebbe riconfermato in legge di bilancio per tutto il 2020 il “bonus verde”: si tratta di uno sconto al 36% fino a massimo 3mila euro per le spese sostenute per risistemare o attrezzare giardini e terrazzi. A chiederlo ci sono già diversi emendamenti dei gruppi al ddl bilancio al Senato (tra cui Pd, Leu e M5S che hanno segnalato le proposte di modifica alla commissione Bilancio).

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