Poliziotti contro il Governo: 'contano' i giorni senza contratto

Sul sito del sindacato di polizia Silp Cgil è comparso un contatore che tiene conto dei giorni senza rinnovo del contratto: "Ci ricorda l'inerzia della politica e le promesse non mantenute"

Foto di repertorio

Un contatore per tenere bene a mente le promesse non rispettate da chi è al governo: sul sito del Sindacato Italiano Lavoratori Polizia (Silp Cgil), è comparso un numeratore che ogni giorno aumenta: erano 155 ieri, martedì 4 giugno, quando il contatore ha iniziato a muoversi, e sono 156 oggi. ''156 giorni senza contratto per le donne e gli uomini in divisa. GrazieGoverno'': una scritta inequivocabile per ricordare ''l'inerzia della politica'' nei confronti delle problematiche delle forze dell'ordine.

Un attacco senza mezzi termini all'attuale esecutivo, ribadito dalle parole di Daniele Tissone, segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil: ''Abbiamo deciso di ricordare ogni giorno al governo questa situazione inaccettabile con un contatore pubblicato nella home page del nostro sito Internet www.silpcgil.it che ogni giorno si aggiornerà e accompagnerà il nostro percorso mobilitazione''

Un chiaro messaggio al vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini, che spesso si è fatto ritrarre con indosso le divise delle forze dell'ordine, senza poi pensare alle problematiche della categoria: ''Chi oggi ha la responsabilità politica di governare questo Paese - prosegue Tissone - promette, a parole, maggiore dignità e tutele per i poliziotti , “dimenticandosi” di convocare i tavoli per il rinnovo del contratto di lavoro scaduto a dicembre e, soprattutto, non appronta risorse adeguate nella legge di stabilita né, tantomeno, nuove indispensabili risorse per i correttivi del riordino delle carriere''.

Il segretario del Silp Cgil conclude il suo intervento lanciando un appello alla politica: ''Noi guardiamo ai fatti e i fatti dicono che il contratto di lavoro, per quel che attiene la parte economica, è scaduto da oltre cinque mesi. Ad aprile siamo scesi in piazza per protestare contro questa inerzia del governo al quale non sembrano interessare neppure la coda contrattuale e la parte normativa relative al vecchio accordo di lavoro, risalenti a più di un anno fa e mai chiuse. Un’inerzia che diventa un paradosso inaccettabile per un esecutivo che dice di stare dalla parte dei poliziotti e poi mortifica ogni giorno, come da oggi ricorda pure il nostro contatore, le lavoratrici e i lavoratori del comparto sicurezza i quali svolgono un’opera preziosa a tutela della comunità e delle istituzioni''.

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