Allarme latte, prezzo minimo e costi elevati: ora i produttori si arrendono

Produrre un litro di latte in Italia arriva a costare in molti casi anche 40 centesimi, e il prezzo che viene loro pagato non basta a coprire i costi. Nei prossimi mesi la CO-MI Agricoltura, una delle più importanti aziende produttrici di latte di tutta la Toscana, cesserà la produzione

Non ce la fanno più nemmeno i "big" del settore: Produrre un litro di latte in Italia arriva a costare in molti casi anche 40 centesimi di euro, e il prezzo del latte (oggi per i produttori 37 centesimi al litro) non basta a coprire i costi di produzione, soprattutto quest'anno che sconta l'annata 2017 messa in ginocchio a causa della siccità.

Così nei prossimi mesi la CO-MI Agricoltura, una delle più importanti aziende produttrici di latte di tutta la Toscana, cesserà la produzione. A lanciare un nuovo allarme è Confagricoltura Toscana, preoccupata per la situazione in Mugello e per le sorti dell'intero comparto. Un bruttissimo segnale per tutto il settore che, dall'abolizione delle quote latte con la liberalizzazione del mercato europeo nel 2015, sta vivendo una crisi continua.

L'azienda CO-MI Agricoltura è uno dei primi fornitori di latte della Mukki. Da solo rappresenta il 10% del latte toscano destinata a quest'azienda, vale a dire 3 milioni di litri ogni anno su 36 milioni in totale. "La vicenda di quest'azienda ci preoccupa perché dice tanto sullo stato economico del settore: le aziende sono in enorme difficoltà - dice Giacomo Matteucci, referente area Mugello per Confagricoltura Toscana -. Questo andrà a influire non solo sullo sviluppo economico dell'area del Mugello ma anche sull'assetto paesaggistico e tradizionale di questa fetta di Toscana.

Il rischio più generale è quello di avere una contrazione della produzione in tutta la regione, che conta 50 aziende e circa un migliaio di addetti compreso l'indotto. Sono circa 5 milioni di litri di latte destinati al "fresco" tutto l'anno, con oltre 15 milioni di euro di fatturato.

"La nostra regione rischia di perdere una delle sue vocazioni territoriali - afferma Francesco Miari Fulcis, presidente Confagricoltura Toscana -. Non si tratta soltanto di un pericolo a livello economico, oggi dobbiamo difendere il comparto per evitare lo spopolamento delle montagne e tutti i problemi ad esso connessi. Dobbiamo tutti metterci attorno a un tavolo e cercare di salvaguardare questo importante settore".

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