Perché la strada italiana per evitare la procedura d'infrazione è sempre più stretta

La Commissione chiede di mettere sul tavolo circa 10 miliardi di euro. La distanza con la posizione del governo di Roma è ancora troppo ampia. Oggi Conte a Bruxelles

Ansa

È in salita la strada del governo per evitare l'avvio da parte di Bruxelles della procedura di infrazione per deficit eccessivo a causa del debito nei confronti dell'Italia. La distanza tra la posizione del governo di Roma che il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, illustrerà oggi a Jean Claude Juncker, e quella della Commissione europea è ancora troppo ampia.

A che punto è la trattativa? Per rispettare le regole e consentire una adeguata correzione del deficit in rapporto al pil e migliorare anche il saldo strutturale, la Commissione chiede di mettere sul tavolo circa 10 miliardi di euro (lo 0,5-0,6% del pil). Il disavanzo per il 2019 dovrebbe quindi scendere all'1,8-1,9% del pil dal 2,4% previsto nel Documento Programmatico di Bilancio. In sostanza, il livello a cui era disposto ad arrivare il Ministro dell'economia e delle finanze, Giovanni Tria, nel Consiglio dei Ministri 'del balcone' del 27 settembre scorso.

Che cosa proporrà Conte a Bruxelles

Il premier Conte oggi invece dovrebbe presentarsi a Bruxelles con una proposta diversa, tra 3,7 e 5,5 miliardi, che consentirebbe al deficit di scendere al 2,1-2,2% del pil. D'altra parte il governo giallo-verde sarebbe già consapevole di non poter far partire il reddito di cittadinanza e quota 100 per il pensionamento anticipato nei primissimi mesi del nuovo anno e i relativi risparmi potranno essere conteggiati a be neficio del deficit.

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Perché la strada è sempre più stretta

Il dialogo continua, come viene spiegato dal governo italiano e dal presidente della Commissione Ue, dal vice presidente Valdis Dombrovskis e dal commissario Pierre Moscovici, ma è probabile che anche la giornata di oggi si concluda con un nulla di fatto.

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A questo punto - secodo Askanews - l'Italia potrebbe trovare conveniente cercare di dilazionare un po' i tempi per aspettare l'esito delle vicende francesi. Il presidente Emmanuel Macron ha annunciato interventi che aumenterebbero il rapporto deficit/pil. Per il momento si tratta di annunci e non di decisioni assunte e trasferite in un nuovo Draft Budgetary Plan. Ma certo, se a 'sforare' sono due grandi Paesi fondatori dell'Unione, la Commissione - è la speranza del governo italiano - potrebbe essere indotta ad assumere un atteggiamento diverso, anche considerando le spinte politiche che sono alla base delle politiche espansive adottate dall'Italia e annunciate dalla Francia.

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