Crac Alitalia, chiusa l’inchiesta: gravi accuse per indagati eccellenti

Bilanci "difformi dal vero" per "conseguire un ingiusto profitto". La Procura di Civitavecchia ha chiuso le indagini sulla gestione della ex Alitalia Sai, la compagnia di bandiera fallita nel 2017

L'ex Presidente di Alitalia Sai Luca Cordero di Montezemolo in una foto della conferenza stampa per il lancio della nuova Alitalia, Roma 20 Gennaio 2015. ANSA/LUIGI MISTRULLI

Alitalia doveva fallire ma è stata tenuta in piedi dai manager "che volevano conseguire un ingiusto profitto". Gravissima l'accusa avanzata dalla procura di Civitavecchia che ha chiuso l'inchiesta sul dissesto di Alitalia Sai Spa (fallita nel maggio 2017) aprendo le porte del processo per 21 indagati eccellenti.

La guardia di finanza di Roma ha infatti notificato l'avviso di conclusione delle indagini, tra gli altri, a Luca Cordero di Montezemolo e Roberto Colaninno, ex manager della compagnia, l'ex commissario Enrico Laghi (neo commissario liquidatore Air Italy), Jean Pierre Mustier attuale amministratore delegato di Unicredit e James Reginald Hogan (ex Ceo Etihad).

Gli indagati nell'inchiesta su Alitalia Sai Spa sono accusati tra l'altro ''in relazione alle cariche ricoperte'' di aver approvato il bilancio 2015 "falsamente certificato dal revisore Domenico Falcone, con l'approvazione della situazione patrimoniale al 31 ottobre 2016 e al 28 febbraio 2017".

"Così facendo avrebbero fornito ''indicazione di dati di segno positivo difformi dal vero e consentendo il progressivo aumento dell'esposizione debitoria cagionavano o comunque concorrevano a cagionare il dissesto della società, anche aggravandolo, e, comunque, accettando il rischio di cagionarlo o di incrementarlo (...) evitando inoltre di chiedere tempestivamente la dichiarazione di insolvenza della società, che veniva poi pronunciata in data 11 maggio 2017''.

Crac Alitalia, le accuse della procura

Secondo l'accusa, gli indagati volevano ''conseguire un ingiusto profitto consistente nel far sopravvivere artificiosamente la società anche grazie alla registrazione di una falsa plusvalenza nell'esercizio 2016 di un valore pari a 39 milioni di euro e consistente nel migliorare artificialmente i dati sulle condizioni economiche di Alitalia Sai, allo scopo di compensare risultati negativi''.

In questo modo, ''consapevolmente esponevano, consentivano di esporre o comunque non impedivano l'esposizione (avendone il dovere) nel bilancio d'esercizio e nel bilancio consolidato 2015, nella relazione approvata il 22.12. 20016 e nella relazione approvata il 27.4.2017, di fatti rilevanti non rispondenti al vero sulla situazione economica-patrimoniale o finanziaria della società, in modo concretamente idoneo ad indurre altri in errore (pubblico, creditori, soci, finanziatori, potenziali finanziatori, contraenti, potenziali contraenti, MISE)''.

L'ex Presidente di Alitalia Sai Luca Cordero di Montezemolo con il CEO di Etihad James Hogan e CEO di Alitalia Sai Silvano Cassano in una foto della conferenza stampa per il lancio della nuova Alitalia, Roma 20 Gennaio 2015. ANSA LUIGI MISTRULLI-2

L'ex Presidente di Alitalia Sai Luca Cordero di Montezemolo con il CEO di Etihad James Hogan e CEO di Alitalia Sai Silvano Cassano in una foto della conferenza stampa per il lancio della nuova Alitalia, Roma 20 Gennaio 2015. ANSA/LUIGI MISTRULLI

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