Perché c'è un Vigile del Fuoco che protesta su un isolotto deserto al largo della Sicilia

Singolare protesta del caposquadra Andrea Di Malta, della Uil. E' a Lampione, sperduto isolotto delle Pelagie: "Tante belle parole, ma si dimenticano di noi dopo ogni tragedia"

Il caposquadra Di Malta sull'isolotto di Lampione

Ha scelto un luogo simbolico, Lampione, un isolotto lungo 200 metri e largo 180 appartenente all'arcipelago delle isole Pelagie in Sicilia. E' ancora lì, per una singolare protesta sulla condizione dei Vigili del Fuoco, il caposquadra Andrea Di Malta, aderente alla Uil contro quello che definisce "il trattamento riservato al Corpo Nazionale". Un luogo, ha spiegato, scelto "proprio a voler simboleggiare l'isolamento dei Vigili del Fuoco nonostante le belle parole a loro riservate dopo ogni tragedia, salvo dimenticarsene subito dopo e fino alla nuova emergenza". Il vicepremier Matteo Salvini ha annunciato lo stanziamento di circa 400 milioni nella legge di stabilità per assumere nuove forze dell’ordine (tra cui civili e vigili del fuoco): "Saranno operative nei prossimi mesi". Ma c'è l'incognita delle coperture. Fino a quando la manovra non sarà approvata, è impossibile avere certezze.

"Non è morale abusare dei Vigili del Fuoco in questo modo", ha rincarato la dose il sindacalista. Denuncia il fatto che si è cercato "in tutti i modi di delegittimare il sindacato, tentando di allontanare i lavoratori dall`unico vero strumento di tutela". Quello che il sindacato denuncia è il mancato adeguamento stipendiale, malgrado gli attestati di ringraziamento dopo ogni tragedia notando che al momento "i Vigili del Fuoco sono in assoluto il Corpo meno pagato. Nonostante il lavoro estremamente rischioso - afferma la Uil - non beneficiano di alcuna forma di assicurazione per gli infortuni sul lavoro e per le malattie professionali come invece accade per qualsiasi altro lavoratore". "Il futuro è ancora più incerto se si considera che percepiranno pensioni da fame per la totale assenza di forme di tutela previdenziale, al contrario di altre categorie lavorative" spiega l'agguerrito sindacalista.

Esponenti di Governo hanno dichiarato che “Ringraziare i pompieri non basta”, bisogna “migliorare i loro stipendi”. Tuttavia, "ancora oggi non si vede l’ombra di un centesimo", notano dalla Uil. "Il futuro è ancora più incerto se si considera che percepiranno pensioni da fame per la totale assenza di forme di tutela previdenziale, al contrario di altre categorie lavorative".

Sulla singolare iniziativa di protesta interviene anche il Segretario Generale UIL PA Vigili del Fuoco Alessandro Lupo: “Il nostro dirigente sindacale ha intrapreso questa forte azione di protesta anche a seguito dell’approvazione del Riordino delle carriere, figlio di una Amministrazione arrogante che ha pensato a privilegiare un ristrettissimo numero di persone ignorando invece le necessità di tutti i Vigili del Fuoco che ogni giorno rischiano la vita! Per questa ragione” prosegue Lupo “la Segreteria Nazionale della UIL PA Vigili del Fuoco ha
appoggiato questa importante iniziativa”.

Forze dell'ordine e vigili del fuoco, assunzioni in vista

Che cosa chiedono i Vigili del Fuoco

I Vigili del Fuoco fronteggiano difficoltà quotidiane di cui si parla poco, tra organici ridottissimi e stipendi di molto inferiori a quelli degli altri addetti alla sicurezza (come poliziotti e carabinieri). Un corpo nazionale con un organico operativo di meno di appena 30.000 unità.  "Molti operatori sono precari, 'assunti' per due settimane, quando le emergenze lo richiedono; circa in 8.000 avrebbero i requisiti per l'assorbimento in organico. Malgrado ciò - spiegava qualche tempo fa Tullio Del Sette, presidente dell'Osservatorio sulla Sicurezza dell'Eurispes ed ex comandante generale dei carabinieri - il Corpo viene ritenuto un modello di eccellenza anche a livello internazionale".

E' fondamentale l'assorbimento di professionalità mediche (al momento sono solo 15 a livello nazionale), e di psicologi, così utili nelle ore successive alle sciagure per l'assistenza ai feriti, ai familiari delle vittime e agli stessi Vigili. Altro punto dolente è quello degli stipendi: i Vigili del Fuoco guadagnano mediamente il 20% in meno degli altri addetti alla sicurezza (come poliziotti e carabinieri): 1.200 o 1.300 euro al mese per un lavoro rischioso ed usurante. "Questo presidio essenziale per la sicurezza dei cittadini - spiega sempre Del Sette - non è mai stato inquadrato organicamente nel Comparto Sicurezza, ed anche per questo è stato difficile negli scorsi anni identificare un automatismo per gli aumenti salariali, quando questi sono stati decisi per le Forze dell'ordine".

La disparità di trattamento (centinaia di euro al mese) rispetto alle altre forze dell’ordine si riflette anche a livello di pensioni. Ogni cinque anni di servizio operativo ai dipendenti degli altri corpi ne sono conteggiati sei ai fini pensionistici. Per i Vigili del Fuoco non è mai stato così.

Amati dalla gente, "dimenticati" dalle istituzioni: il paradosso dei Vigili del Fuoco

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