Quota 100 non ha le ore contate: ma che cosa può succedere nel 2020 col governo M5s-Pd

Una possibile "manutenzione" non si può escludere, con una riduzione (minima) della platea potenziale nel 2020. Un futuro accordo sul tema tra il M5S e il Pd potrebbe riportare a sorpresa d'attualità l'uscita dal lavoro agevolata a 63 anni con anticipo pensionistico

Pensioni, quota 100 sarà modificata nei prossimi mesi? Se lo chiedono in tanti, dopo il cambio di governo e considerando che, mentre il reddito di cittadinanza era la misura simbolo del programma elettorale del Movimento 5 stelle, quota 100 era invece attribuibile in gran parte alla volontà della Lega di intervenire in qualche modo sul fronte pensioni. Una possibile "manutenzione" di quota 100 non si può escludere per il momento, rendendola magari meno invitante dal punto di vista economico. Si andrebbe in tal caso verso una riduzione (minima) della platea potenziale già nel 2020, nell'ottica di uno stop a inizio 2021. Il problema vero è che quota 100 avrebbe dovuto creare 2 o 3 nuovi assunti per ogni neopensionato, ma il rapporto reale è di un solo nuovo assunto ogni tre neopensionati.

Il governo Conte bis potrebbe decidere di utilizzare parte dei fondi destinati a quota 100 per altre tipologie di politiche attive per il lavoro. Sono all'incirca otto i miliardi di euro previsti per il 2020 per questa specifica misura. Se ora è possibile andare in pensione a 62 anni con 38 anni di contributi, il piano della Lega era quello di passare nel giro di un triennio a quota 41 (ossia in pensione con 41 anni di contributi), anche a costo di fare "ulteriore deficit". Non avverrà.

Pensioni e Quota 100, cosa potrebbe succedere nel 2020

Il Carroccio ora è fuori dai giochi e dai tavoli che contano, e su quota 100 l'Unione europea sarebbe felice di una retromarcia almeno parziale. Due mesi fa Bruxelles l'ha apertamente bocciata. I ministri dell’Economia degli Stati membri, alla presenza dell’italiano Giovanni Tria, hanno approvato a luglio le raccomandazioni specifiche per ogni Paese, invitando l’Italia ad abbandonarla. Il governo Conte veniva invitato ad "attuare pienamente le riforme pensionistiche precedenti per ridurre la quota delle pensioni nella spesa pubblica e creare spazio per altre spese sociali e di crescita”. A inizio giugno la Commissione europea aveva stabilito che la quota cento “aggrava la sostenibilità a medio termine delle finanze pubbliche”, aumentando eccessivamente la spesa pensionistica

Un futuro accordo sul tema tra il M5S e il Pd che vada a toccare quota 100 potrebbe riportare a sorpresa d'attualità e rendere appetibile per molti l'uscita dal lavoro agevolata a 63 anni con anticipo pensionistico (Ape sociale).  L’Ape sociale è in scadenza il prossimo 31 dicembre 2019. Solo voci, indiscrezioni, che però mostrano plasticamente come il dibattito sul tema pensioni sarà vivace durante il lavoro di stesura della prossima manovra. E una qualche modifica potrebbe arrivare nei prossimi mesi.

Quota 100, le ultime notizie: quanto costa 

Il governo ha stanziato per la misura 3,9 miliardi di euro per quest’anno, 8,3 per il 2020 e 8,7 miliardi di euro per l'anno 2021 per un totale di 20,9 miliardi: il provvedimento infatti ha una durata di tre anni. Ci si aspettava che avrebbero approfittato della possibilità di andare in pensione in anticipo circa 290 mila persone quest’anno, 327 mila il prossimo anno e 356 mila nel 2021 per un totale dunque di 973 mila lavoratori. Invece nel 2019 le domande presentate per Quota 100 sarebbero meno di 200mila. La corsa alla pensione anticipata non c'è affatto, o almeno non con i numeri calcolati in origine.

Quota 100 cambia con il governo M5s-Pd?

"Un esponente del Pd ha detto che bisogna abolire Quota 100 e quindi tornare alla legge Fornero. Siamo veramente alla truffa" ha attaccato nei giorni scorsi il segretario della Lega, Matteo Salvini, probabilmente riferendosi alle parole di Carlo Calenda, in uscita dai dem, il quale ha sempre ribadito, in più occasioni differenti, che Quota 100 è un provvedimento "che ha un debito implicito superiore ai 30 miliardi di euro che non ci possiamo permettere" e, come se non bastasse, manda in pensione "pochissima gente rispetto a quel che costa".

I dubbi su quota 100 arrivano anche da personalità vicinissime al Movimento 5 stelle, come Andrea Roventini, docente ed ex "ministro dell’Economia designato" durante la campagna elettorale di un anno e mezzo fa. "Quota 100' è uno spreco inaudito di risorse" ha spiegato, "perché è una misura sessista che favorisce solo i maschi 50enni del Nord Italia, mentre l’Italia è un Paese di profonde disuguaglianze, tra uomini e donne e tra giovani e vecchi, e bisognerebbe piuttosto fare qualcosa per ridurle. Inoltre è una misura che non rilancia la domanda, perché chi va in pensione con ‘quota 100’ riduce le proprie spese, che non porta a una sostituzione tra lavoratori anziani e giovani come si è fatto credere e che va a scassare i conti pubblici nel breve e nel lungo periodo". 

Pensioni, l'idea dell'ex ministro: "Lasciamo morire quota 100" 

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