Quota 100, per ogni pensionato che lascia un giovane under 30 al lavoro

Sul tasso di sostituzione le previsioni dell'esecutivo erano improntate all'ottimismo, ma le stime della Fondazione Studi consulenti del lavoro dicono altro: "Bene Quota 100, ma per l'occupazione serve la crescita"

Foto di repertorio

"Un'importante azienda di stato, Eni, mi ha anticipato, ma non è la sola, che nel 2019 per un lavoratore che andrà in pensione con questa riforma ne verranno occupati 2-3". Così diceva solo un paio di mesi fa il presidente del consiglio Giuseppe Conte. Un ottimismo condiviso da altri membri del governo. Come Matteo Salvini. "Contiamo che il diritto alla pensione per un milione di italiani possa trasformarsi in diritto al lavoro per un altro milione di italiani che non deve scappare all’estero" le parole del leghista dopo l’approvazione del "decretone" in consiglio dei ministri.

Salvini probabilmente faceva riferimento ad un numero già contenuto nelle slide del governo che si riferiva all’intero triennio 2019-2021. Ma secondo vari esperti di previdenza si tratta di un calcolo ottimistico. Un rapporto del Centro studi di Alberto Brambilla uscito a gennaio aveva già fatto notare che "non esiste alcuna evidenza empirica che per ogni lavoratore che va in pensione sia assunto un giovane mentre è evidente che il lavoro di un soggetto con curriculum ed esperienza non può essere sostituito da un giovane apprendista". Non solo: "L’esperienza dei paesi sviluppati dimostra che più è elevato il tasso di occupazione degli over 55 e più è basso l’indice di disoccupazione giovanile".

Anche un recente sondaggio di Manageritalia fa emergere qualche perplessità tra gli addetti ai lavori: solo il 23,6% dei manager intervistati ritiene infatti che il decreto avrà un effetto positivo sull’occupazione, mentre il 17% lo giudica negativo e il 59,4% neutro. 

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Un giovane al lavoro ogni tre pensionati che lasciano

Il governo dunque potrebbe aver peccato di ottimismo. Ma quante posti di lavoro si potrebbero liberare davvero con quota 100? Secondo una stima condotta dalla Fondazione Studi consulenti del lavoro e illustrata oggi dal suo presidente, Rosario De Luca, è verosimile aspettarsi l'ingresso di un giovane under 30 nel mondo del lavoro ogni tre pensionati 'in uscita'. Il rapporto sarebbe dunque di 1 a 3. Secondo i professionisti, quindi, circa 116 mila ragazzi under 30 faranno ingresso nel mondo del lavoro in virtù di 314 mila richiedenti accesso al prepensionamento. Ipotizzando tassi differenziati per fondo previdenziale, infatti, si stima una percentuale di turnover pari al 37%.

Pensioni e lavoro: cosa succderà con quota 100

Come riportato dalle stime dell'Ufficio parlamentare di bilancio, spiegano i consulenti del lavoro, "accederanno a Quota 100 circa 63 mila autonomi (20%), 94 mila dipendenti della pubblica amministrazione (30%) e 157 mila lavoratori del settore privato (50%)".

"I tre comparti occupazionali - precisano - hanno, però, capacità di riorganizzazione molto differenti fra di loro. Nel settore privato, adesempio, la pianificazione delle risorse tiene conto della quota di persone che usciranno per pensionamento. Tuttavia, lo scenario che abbiamo di fronte è di un massiccio anticipo di uscite".

Ciò comporterà, spiegano i consulenti del lavoro, "un rapido aggiornamento del piano di assunzioni pianificate dalle aziende private e potrebbe, paradossalmente, comportare difficoltà di copertura delle posizioni lavorative perse nel 2019". Per i consulenti del lavoro, "non è così automatico, invece, nel settore pubblico". "Anche se qui - puntualizzano - il massiccio esodo dei lavoratori over 60 potrebbe creare inizialmente qualche difficoltà ai servizi essenziali come sanità e istruzione".

Quota 100, dipendenti pubblici primi per domande presentate

Oltretutto - aggiungiamo noi - per ora i numeri forniti dall’Inps non sembrano confermare le stime dell’Ufficio parlamentare di bilancio: finora la maggior parte delle domande è infatti arrivata proprio da dipendenti pubblici. E in questo caso il “tasso di sostituzione” dipenderà ovviamente dall’amministrazione.

"Quota 100 è un buon provvedimento, ma per il lavoro serve altro"

"La domanda che ci siamo posti - spiega De Luca- è se quota 100 produrrà nuova occupazione, e cioè se il tasso di sostituzione, per quanto riguarda le fasce giovanili, e cioè gli under 30, sarà sufficiente a compensare gli oltre 314 mila pensionati previsti con quota 100. E la riposta che è arrivata dal nostro osservatorio è che dovrebbero essere almeno 114mila i giovani che sostituiranno i neo pensionati".

 Secondo De Luca, quindi, "è evidente che quota 100 non è una misura che incentiva l'occupazione, non nasce per questo". "L'occupazione nasce dallo sviluppo dell'economia, dalle aziende. Quindi, c'è bisognoche aziende vengano incentivate, che economia vada avanti, che infrastrutture siano costruite, che la burocrazia allenti lacci e lacciuoli che opprimono le aziende". In poche parole, "Quota 100 è un buon provvedimento, sta dando gli effetti sperati ma per sviluppare l'occupazione ci vuole ben altro".

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