L'Italia corre dritta verso la recessione: economia al palo, giù i consumi

Brutte notizie dall'Istat: i dati nel terzo trimestre 2018 segnalano il peggioramento dei conti. Bisogna risalire al 2014 per trovare un segno meno davanti al dato congiunturale del Pil italiano. Il rischio è che il governo - che ha impostato la manovra 2018 su stime di Pil positivo - non possa trovare i fondi per poter dar seguito alle promesse

Seconda doccia gelata sulle speranze di accelerazione della ripresa dell'economia italiana. La prima era arrivata il 30 ottobre con la stima della crescita del Pil nel terzo trimestre 2018 che l'Istat aveva ipotizzato pari a zero. Oggi l'Istat rettifica quella previsione e informa che il Pil del terzo trimestre di quest'anno ha accusato un calo dello 0,1% rispetto al trimestre precedente dopo quattordici trimestri di crescita. Bisogna risalire al -0,1% registrato nel secondo trimestre del 2014 per trovare un segno meno davanti al dato congiunturale del Pil italiano, mentre l'ultimo 'zero' risale all'ultimo trimestre dello stesso anno.

prodotto interno lordo-2

La tendenza è preoccupante perché sintomo di una chiara tendenza: si è passati infatti da +0,5% del primo trimestre 2017 a + 0,3% nel quarto trimestre 2017 a +0,2% nel secondo trimestre 2018 ed ora a -0,1% nel terzo trimestre 2018.

Sale la disoccupazione, quella giovanile è alle stelle

Secondo l'Istituto statistico l'economia italiana è cresciuta nel 2018 di appena lo 0,9% rispetto al 2017 e segnala come tutti i principali aggregati della domanda interna registrano diminuzioni, con una riduzione dello 0,1% dei consumi finali nazionali e dell'1,1% degli investimenti fissi lordi. Contributo nullo per i consumi delle famiglie. Si registra un andamento congiunturale positivo soltanto per il valore aggiunto dell'agricoltura, cresciuto dell'1,6%, mentre quelli dell'industria e dei servizi sono diminuiti, rispettivamente, dello 0,1% e dello 0,2%.

pil-6

"Come è noto - commenta Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor - secondo le convenzioni degli economisti, due variazioni negative consecutive del Pil segnano l'entrata in recessione. Ed oggi appare molto probabile che anche il quarto trimestre di quest'anno farà segnare un calo".

L'Italia verso la recessione

Se anche il quarto trimestre sarà in calo l'Italia sarà entrata ufficialmente in recessione. Come spiega lo stesso Istat la flessione "segue una fase di progressivo rallentamento della crescita" ed "è dovuta essenzialmente alla contrazione della domanda interna, causata dal sovrapporsi di un lieve calo dei consumi e di un netto calo degli investimenti, mentre l'incremento delle esportazioni, pur contenuto, ha favorito la tenuta della componente estera". 

Fra le principali economie europee, solo la Germania - con il suo -0,2% - ha registrato un andamento congiunturale negativo nel terzo trimestre, mentre la Francia ha messo a segno +0,4%, la Spagna +0,6% e il Regno Unito +0,6%.

pil italia europa-2

Che cosa è la recessione

Ma che cosa è la recessione e quali rischi corre l'Italia? In economia la recessione è il contrario di crescita economica: i livelli di attività produttiva si abbassano e si registra un aumento della disoccupazione, un rallentamento della produttività e una discesa dei consumi e dell'accesso al credito. Se la diminuzione della domanda di beni e servizi da parte dei consumatori si intensifica la recessione può trasformarsi in una più grave depressione.

Non una buona notizia dunque per l'Italia e per l'esecutivo gialloverde che ha impostato la manovra 2018 su stime di Pil positivo. Il rischio è quello che il governo non possa trovare i fondi per poter dar seguito alle promesse più volte annunciate. 

Per Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato, invece di dare una scossa all'economia stagnante si insiste con il reddito di cittadinanza che distribuisce sussidi a perdere: "Servirebbe, a maggior ragione, una manovra diversa da quella presentata e ostinatamente difesa in modo irresponsabile dal governo".

"Occorre invertire decisamente la rotta, cambiare i connotati della legge di bilancio e l'unica ricetta possibile è la Flat tax, un taglio importante delle tasse per tutti, imprese e cittadini. Bisogna risvegliare la fiducia in vista di una ripartenza dell'economia. Se i Cinquestelle continueranno a sbagliare, la Lega dovrà battere un colpo. Portare l'Italia nel baratro sarebbe una responsabilità storica incomprensibile oltre che gravissima".

Di Maio: "Colpa di Gentiloni"

Il ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, commentando il dato sul pil accusa il precedente Governo di non aver dato una forma espansiva all'ultima manovra: "La manovra di Gentiloni - sottolinea - non ha fatto ripartire l'economia nel 2018. Nel 2019 l'economia ripartirà perché stiamo iniettando risorse fresche nell'economia non stiamo tagliando: stiamo dando la possibilità agli italiani di pensionarsi, a più persone di trovare lavoro e stiamo mettendo dei soldi in tasca agli italiani dando la possibilità di aumentare il proprio potere di acquisto".

"Gli effetti che si stanno vedendo nel 2018 sono legati al fatto che si sono fermati l'export per effetto della guerra dei dazi e soprattutto non si sono sostenuti né le imprese, né i lavoratori, né i disoccupati e neanche i pensionati. L'ultima manovra di Gentiloni era una manovra insipida che non aiutava nessuno"

Istat: ad ottobre occupazione è sostanzialmente stabile

Tuttavia un dato positivo c'è: proprio oggi sempre l'Istat ha pubblicato i dati sugli indici di occupazione, disoccupazione e inattività: rispetto ai mesi passati quelli di ottobre sono dati positivi, grazie al calo degli inattivi. Le stime dicono che 77mila persone hanno ricominciato a cercare lavoro generando quel picco di disoccupati messo in evidenza dai dati.

disoccupazione ottobre 2018-2

Interessante la crescita degli occupati a tempo indeterminato: dopo il crollo di settembre tornano a crescere (+37mila), mentre diminuiscono lievemente (-13mila) gli occupati a termine e quelli indipendenti (-16mila). Saranno molto importanti i dati su novembre e dicembre per vedere se ottobre segna una vera discontinuità come primo effetto del Decreto Dignità o sarà una semplice correzione temporanea. 

disoccupazione -4-3

Infine secondo le stime preliminari Istat a novembre l'inflazione sale all’1,7% su base annua dall'1,6% di ottobre.

inflazione novembre 2018-2

Sempre più laureati in settori dove non c'è occupazione 

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Commenti (16)

  • Ahh bella questa colpa della sinistra , Ahh e poi cosa ?anche il reddito di cittadinanza e colpa della sinistra ?ma finiamola di dire scemenze, io voto centro destra , però vi dico che preferivo il PD a questi almeno non eravamo in recessione

  • Redazione, sintetizzando... la stima degli occupati risulta sostanzialmente stabile; quindi se "la disoccupazione è alle stelle", lo era anche prima. La stabilità degli occupati deriva da un aumento dei dipendenti permanenti, quindi, se il numero degli occupati è stabile, e c'è un aumento dei dipendenti permanenti, si è avuta una corrispondente riduzione del lavoro precario. Questo trova conferma  nella diminuzuine di quelli a termine, "che interrompono il trend positivo avviatosi nel mese di marzo". C'è un calo degli inattivi, ed un corrispondente aumento delle persone in cerca di occupazione; quindi, coloro che prima erano inattivi adesso hanno cominciato a cercare un'occupazione. L'aumento degli occupati, poi è soprattuto a carico dei molto giovani, e tra gli ultracinquantenni; cioè quelli che sono stati più penalizzati dalle politiche dei governi precedenti. Riepilogando, c'è "una disoccupazione alle stelle" ma "sostanzialmente stabile", cioè c'è la disoccupazione alle stelle che c'è, c'era già da prima, e quindi imputabile ai governi precedenti. Però, si sono ridotti i precari a favore di quelli con un impiego stabile, quelli più penalizzati dai governi precedenti (e cioè i giovanissimi e quelli vicino alla fine della vita lavorativa) hanno trovato un lavoro, e parte di quelli che non lo avevano hanno ripreso a cercarlo. Eppure voi titolate come se le cose andassero peggio. Certe volte, Redazione, date l'impressione di godere delle disgrazie altrui, e disperarvi quando le cose sembrano andare un po' meglio...

    • Suppongo che la Redazione di questo giornale sia politicamente schierata, altrimenti non si spiegherebbe la quantità sterminata di articoli del genere. E io che speravo che esistessero ancora giornali non di parte...

  • il problema non è di oggi il problema nasce con.il governo Monti. ha fatto cose assurde e i ns sindacati hanno seguito gli ordini di partito e non si sono mobilitati. se avessero fatto gli interessi degli operai, forse, non saremmo a questo punto. la gente arriva a fine mese contando i centesimi.

  • Hanno mandato a casa migliaia di persone col Decreto Dignità , gente che, seppur nella precarietà, lavorava continuativamente grazie alle agenzie di somministrazione. Queste persone, spesso non più giovanissime ma che avevano maturato grande esperienza nel settore in cui lavoravano da anni, sono state letteralmente espulse dal mondo del lavoro. Ovvio che i consumi calino se la gente viene messa a casa ...

    • Ma se il decreto dignità e ENTRATO IN VIGORE IL 1 NOVEMBRE, come può mai aver influenzato il TERZO TRIMESTRE( luglio agosto settembre)?!? Ogni occasione è buona per dire sciocchezze...

      • Le sciocchezze le dici te: le aziende hanno mandato a casa i lavoratori PRIMA del 1 novembre perché altrimenti da quel giorno scattava l'assunzione, geniaccio che non sei altro.

        • L'hai letta la legge? Il contratto viene considerato a tempo indeterminato se superiore a 12 mesi, ma tutto ciò accade per i contratti stipulati DOPO il 1 novembre. Perchè mai qualcuno dovrebbe licenziare anzitempo le persone, se nel trimestre luglio-settembre la legge non è in vigore? Ma dove hai letto che "da quel giorno scattava l'assunzione"? Dovresti leggere ciò di cui vorresti scrivere; altrimenti scrivi scemenze. La tua propaganda negativa, fatta con questa approssimazione, risulta non solo inef@#?*%$ce, ma addirittura controproducente. Non farà piacere ai tuoi padroni...

  • eredità della sinistra

    • eredità di 50 anni di governi ladri, oserei dire multicolore.

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