Un'Italia in recessione (tecnica): che cosa succede dopo "l'ammissione" di Conte

"Mi aspetto un'ulteriore contrazione del Pil nel quarto trimestre 2018", dice il premier Conte anticipando i dati Istat. Palazzo Chigi: "Colpa delle politiche scellerate del passato". Padoan: "Dichiarazioni infami e ignoranti". Il problema vero è che i settori portanti dell'economia, come automotive ed edilizia, non promettono uno slancio nel 2019

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante la sua visita a Milano, 30 gennaio 2019. ANSA/FILIPPO ATTILI UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI

La parola che Conte non pronuncia è "recessione". Ma è quella che intende. Prima una contrazione dell'economia, poi il riscatto. "Se nella prima fase e nei primi mesi di quest’anno stenteremo, ci sono tutti gli elementi per operare un riscatto e ripartire con il nostro entusiasmo soprattutto nel secondo semestre, lo dice anche il fondo monetario". Lo ha detto ieri sera il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in Assolombarda a Milano. "Abbiamo - aggiunge - un'economia che crescerà, dobbiamo lavorare insieme e progettare gli strumenti perché questa economia cresca in modo duraturo".

L'Italia è in recessione (tecnica): lo dice Conte

Ma - ed è la notizia su tutte le prime pagine oggi - ricorda Conte, "mi aspetto un'ulteriore contrazione del Pil nel quarto trimestre" 2018, dice Conte anticipando i dati Istat di oggi. Inoltre, "dire che consideriamo le imprese un nemico o un ingombro è quanto di più sbagliato possibile. Noi vogliamo rilanciare il settore produttivo: senza imprese dove andiamo?" prosegue, spiegando che "l'economia italiana continua a essere frenata da fattori strutturali, come la bassa produttività". Inoltre, "vi annuncio che stiamo lavorando e sarà messo a punto, ormai per metà febbraio, un piano nazionale per la sicurezza del nostro territorio e riammodernamento delle nostre infrastrutture, con vari miliardi" dice il premier. Parte del piano sarà attuato "attraverso la protezione civile" con un "pacchetto di sonori miliardi, freschi, per mettere in sicurezza il territorio e le regioni che hanno dichiarato lo stato di emergenza. Ne approfitteremo anche per rimettere in sicurezza il sistema viario". 

Conte ha ammesso che l'Italia è entrata in recessione tecnica: Considerando il -0,1% già certificato dall'istituto di statistica nel terzo trimestre, due periodi consecutivi con il segno meno davanti significano appunto recessione tecnica. La recessione tecnica invece, si registra quando la variazione in negativo del Pil è tale per almeno due trimestri.  Il termine “recessione” in linee generali è interpretato come una situazione di peggioramento dell’attività produttiva. Diversa dalla recessione tecnica è la recessione economica, cioè quando la variazione del Pil rispetto all’anno precedente è negativa di almeno un punto percentuale (inferiore all’1% si parla di crisi economica).

Recessione, botta e risposta: "Colpa governi precedenti", "dichiarazioni infami"

In serata, fonti di governo sottolineano che "la nostra manovra è entrata in vigore meno di un mese fa. Quindi i possibili dati negativi sono il frutto di politiche economiche scellerate degli anni passati e di dati congiunturali non favorevoli". Il "Reddito di Cittadinanza e Quota 100 produrranno i loro effetti a partire da aprile. È evidente a chiunque che la recessione tecnica del terzo e quarto trimestre 2018 è il risultato dei fallimenti del passato. Noi siamo qui per invertire la rotta, e lo stiamo facendo". 

"Bene Conte, siamo fiduciosi. Spread è ai minimi da sei mesi, c'è grande richiesta di Bot con rendimenti in diminuzione e fiducia dei consumatori italiani in crescita: tutti ottimi segnali, lavoriamo per migliorare ancora!". Così il vicepremier Matteo Salvini.

Parole alle quali segue la dura replica di Pier Carlo Padoan, deputato del Partito democratico. "Quelle di Palazzo Chigi sul Pil sono dichiarazioni infami e ignoranti" dice l'ex ministro dell'Economia. "I dati parlano chiaro. L'andamento negativo è cominciato con la nuova maggioranza e con l'impatto dello spread".

Critico anche Matteo Renzi: " dati del PIL sono stati positivi per 14 trimestri consecutivi, dal 2014 al 1°/sem. 2018. Poi col governo del cambiamento il PIL è diventato negativo: l'Italia va tecnicamente in recessione. Non è che portano sfiga, sono solo incapaci. E il conto lo pagherà la classe media". Luigi Marattin, capogruppo Pd in Commissione Bilancio della Camera, è lapidario: "Assumo che Istat abbia già comunicato a Conte i dati che rivelerà dopodomani. Strano. Ma il presidente pensa di cavarsela così, preparando il terreno in modo soft e senza dar conto di aver riportato il paese in recessione dopo 5 anni?".

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Recessione, si riduce il margine di manovra

Oggi il Corriere della Sera analizza le conseguenze della recessione tecnica: "Il margine di manovra, già esiguo, si riduce ulteriormente anche se al Tesoro e a Palazzo Chigi si confida che la Ue, come prevedono le regole, tenga conto dell`impatto della congiuntura negativa sui conti pubblici e sul disavanzo, che è comunque lontano dal tetto massimo del 3%. 'Non esiste parlare di manovra correttiva' dicono, a scanso di equivoci, i tecnici del ministero dell`Economia. Lo stesso ministro, Giovanni Tria, si dimostra abbastanza fiducioso". I dati sul Pil oltre a non essere rassicuranti avranno però certamente anche un impatto sui saldi di finanza pubblica, e quindi anche sul deficit concordato con l'Unione europea.  Infatti il Governo ha stimato una crescita dell'1 per cento che potrebbe arrivare anche ad un + 1,5 per cento. Invece le previsione di analisti ed organismi internazionali parlano di percentuali più basse e di una crescita debole per l'Italia. 

Giovanni Tria, ministro dell'Economia e delle Finanze italiano, non drammatizza. La stima in arrivo dall'Istat, ha detto da Washington, "riguarda il trimestre e non una proiezione del tasso medio annuo di crescita. Credo che anche se si arriverà alla famosa contrazione di 0,1% e quindi a una recessione tecnica, il problema è come rilanciare l'economia. Questo va fatto nell'ambito dell'evoluzione della congiuntura del ciclo europeo. Penso che anche gli altri Paesi, come la Germania, dovranno cercare di adottare politiche espansive". Tria si è poi detto fiducioso che le tensioni commerciali non si aggraveranno ma "al contrario si riducano, perché questo sta agendo sulle aspettative" avendo un impatto negativo sull'andamento dell'economia globale ed europea. 

Troppa pressione fiscale e rischio recessione: i punti deboli della manovra

Il problema vero è che i settori portanti del Pil, come automotive ed edilizia, non promettono uno slancio nel 2019; il governo legastellato spera (soprattutto sul fronte M5s) che l'introduzione del reddito di cittadinanza dia un po’ di ossigeno ai consumi di base: una scommessa secondi molti, perché la portata di questa spinta, che potrebbe senz'altro esserci, sembra però molto contenuta e non tale da sorreggere il baricentro dell’industria italiana. Così la nuova manovra, nata solo un mese fa, mostra già le prime crepe.

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