Reddito di cittadinanza e "lamentele" per l'importo: facciamo chiarezza sulle cifre

L'Inps ha cominciato ad inviare un sms o un messaggio di posta elettronica agli utenti la cui istanza è già stata accolta, ma molti si lamentano per l'importo basso dell'assegno. Ecco il motivo di queste cifre

Reddito di cittadinanza. Foto archivio Ansa

Non vorremmo essere nei panni del social media manager dell'Inps che, in queste ore, modera e risponde alle migliaia di domande e commenti degli utenti (spesso molto confusi) che hanno fatto domanda per ottenere il reddito di cittadinanza e chiedono delucidazioni sulla pagina Facebook che l'Istituto di previdenza ha dedicato al "tema". I servizi online Inps e l'accesso col pin per verificare gli esiti della domanda, lo Spid e gli importi - sì, soprattutto gli importi degli assegni - sono il cruccio di tanti utenti percettori del sussidio che per molti sarebbe inferiore rispetto alle attese. Malgrado l'accettazione delle istanze, insomma, molti cittadini hanno avuto da ridire sulla consistenza economica del beneficio. Ma l'Inps non c'entra nulla, come vedremo. Facciamo dunque chiarezza sulle cifre e - ancora una volta - sui requisiti per avere il reddito di cittadinanza.

Andiamo con ordine. Sono oltre 806mila le richieste per nucleo familiare arrivate all'Inps attraverso i modelli presentati alle Poste, ai Caf e online entro il 31 marzo, per accedere al reddito di cittadinanza. L'Inps, informa una nota, ha inviato a Poste Italiane 33 flussi informatici per le prime 487.667 istanze accolte, a fronte di 680.965 istanze già lavorate (72%). Sono state invece respinte 177.422 istanze (26%); 15.876 istanze (2%) saranno in evidenza presso le sedi perché è necessaria un'ulteriore attività istruttoria. La prima "finestra" di marzo per le domande d'accesso al reddito e alla pensione di cittadinanza si è chiusa dunque con 487.667 richieste accolte. Siamo ben lontani, insomma, dagli 1,3 milioni di beneficiari stimati dal governo.

Reddito di cittadinanza, domande, Inps e importo: cosa succede?

Cosa succede ora? Le 487mila prime domande autorizzate dall'Inps consentiranno ad altrettante famiglie di ricevere la "carta acquisti" caricata con l'importo calcolato sulla base dei parametri fissati dal decretone pensioni-reddito. E ciò avverrà a partire dalla fine di aprile. In questi giorni l'Inps ha cominciato ad inviare un sms o un messaggio di posta elettronica agli utenti la cui istanza è stata accolta. Chi ha ricevuto il messaggio o l'email dall'Inps con l'accettazione della sua domanda, può verificare l'importo negli esiti della sezione Reddito di Cittadinanza dei servizi online Inps accedendo con PIN dispositivo o Spid, come spiega lo stesso Istituto di previdenza. Seguirà una comunicazione di Poste per fissare un appuntamento: gli utenti dovranno recarsi all'ufficio postale a ritirare la Carta del reddito di cittadinanza (che sarà intestata al richiedente) con il relativo Pin.

Reddito di cittadinanza, fioccano le "lamentele" per l'importo dell'assegno

Ma torniamo agli importi che stanno generando lamentele, come vi raccontavamo ieri in questo articolo. Sulla pagina "Inps per la famiglia", dove alcuni cittadini hanno espresso dissenso per essersi visti rigettata l'istanza o per aver ricevuto importi ritenuti non congrui, lo staff risponde con chiarezza: "La cifra spettante per Reddito di Cittadinanza o Pensione di Cittadinanza viene elaborata dall'Inps al netto delle prestazioni già spettanti e in applicazione della normativa del RdC votata in Parlamento e illustrata sul sito del Ministero del Lavoro".

In altre parole, la somma viene calcolata al netto di prestazioni già erogate (assegni di disoccupazione, altri sostegni al reddito e bonus). I famosi "780 euro" sono una possibilità, la cifra massima ottenibile. Malgrado sia scritto nero su bianco, in molti hanno fondato le loro speranze sulle cifre sbandierate dai rappresentanti del governo, senza fare i conti con i sussidi e gli altri importi percepiti da ogni utente, che si vanno a "sottrarre" al reddito di cittadinanza.

Isee, patrimonio immobiliare, patrimonio finanziario, reddito familiare: i requisiti

Facciamo dunque chiarezza sui requisiti necessari per avere il reddito di cittadinanza. Come specificato sul sito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il sussidio viene erogato ai nuclei familiari in possesso cumulativamente, al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, dei seguenti requisiti.

Requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno

Il richiedente deve essere cittadino maggiorenne in una delle seguenti condizioni:

  • italiano o dell’Unione Europea;
  • cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, o apolide in possesso di analogo permesso;
  • cittadino di Paesi terzi familiare di cittadino italiano o comunitario - come individuato dall’articolo 2, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30 - titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente;
  • titolare di protezione internazionale.

E' inoltre necessario essere residente in Italia per almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo.

Requisiti economici per il reddito di cittadinanza

Il nucleo familiare deve essere in possesso di:

  • un valore ISEE inferiore a 9.360 euro (in presenza di minorenni, si considera l’ISEE per prestazioni rivolte ai minorenni);
  • un valore del patrimonio immobiliare in Italia e all’estero, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro;
  • un valore del patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro per il single, incrementato in base al numero dei componenti della famiglia (fino a 10.000 euro), alla presenza di più figli (1.000 euro in più per ogni figlio oltre il secondo) o di componenti con disabilità (5.000 euro in più per ogni componente con disabilità e euro 7.500 per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza).
  • un valore del reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui, moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza (pari ad 1 per il primo componente del nucleo familiare, incrementato di 0,4 per ogni ulteriore componente maggiorenne e di 0,2 per ogni ulteriore componente minorenne, fino ad un massimo di 2,1, ovvero fino ad un massimo di 2,2 nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza, come definite ai fini dell’ISEE). Tale soglia è aumentata a 7.560 euro ai fini dell’accesso alla Pensione di cittadinanza. Se il nucleo familiare risiede in un’abitazione in affitto, la soglia è elevata a 9.360 euro.

Relativamente ai requisiti economici appena elencati, i cittadini di Paesi extracomunitari devono produrre apposita certificazione rilasciata dalla competente autorità dello Stato estero, tradotta in lingua italiana e legalizzata dall’autorità consolare italiana. Non è richiesta tale certificazione:

  • ai cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea aventi lo status di rifugiato politico;
  • qualora convenzioni internazionali dispongano diversamente;
  • ai cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea dove è oggettivamente impossibile acquisire le certificazioni. L’elenco dei Paesi rientranti in questa casistica sarà definito in un apposito decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale.

Altri requisiti per il reddito di cittadinanza

Per accedere alla misura è inoltre necessario che nessun componente del nucleo familiare possieda:

  • autoveicoli immatricolati la prima volta nei 6 mesi antecedenti la richiesta, o autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc oppure motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati la prima volta nei 2 anni antecedenti (sono esclusi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità);
  • navi e imbarcazioni da diporto (art. 3, c.1, D.lgs. 171/2005).

Il richiedente non deve poi essere sottoposto a misura cautelare personale, anche adottata a seguito di convalida dell’arresto o del fermo, nonché esser stato condannato in via definitiva, nei dieci anni precedenti la richiesta, per i delitti previsti dagli articoli 270-bis, 280, 289-bis, 416-bis, 416-ter, 422 e 640-bis del codice penale, per i delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dal predetto articolo 416-bis ovvero al fine di agevolare l’attività delle associazioni previste dallo stesso articolo.

"Il reddito di cittadinanza è un flop". "No, un successo". Cosa dicono i numeri 

Il reddito di cittadinanza è compatibile con il godimento della NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego), DIS-COLL (indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata) e di altro strumento di sostegno al reddito per la disoccupazione involontaria. L’importo dell’assegno è determinato tenendo conto attraverso una scala di equivalenza del numero di componenti il nucleo familiare. La scala di equivalenza non tiene conto dei componenti in una delle seguenti condizioni:

  • disoccupati a seguito di dimissioni volontarie avvenute nei dodici mesi precedenti, fatte salve le dimissioni per giusta causa;
  • in stato detentivo o sono ricoverati in istituti di cura di lunga degenza o altre strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra P.A.;
  • componenti il nucleo sottoposti a misura cautelare personale, nonché a condanna definitiva intervenuta nei 10 anni precedenti la richiesta per i delitti previsti dagli artt. 270-bis, 280, 289-bis, 416-bis, 416-ter, 422 e 640 bis del codice penale.

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