Reddito di cittadinanza, stretta sui "finti" genitori single: e pensione anche in contanti

L'erogazione della pensione di cittadinanza potrà essere anche in contanti, non solo attraverso la card. Nuova stretta volta a ''migliorare la selettività ai fini dell'accesso''

Card per il reddito di cittadinanza, ma non per la pensione di cittadinanza. L'erogazione della pensione di cittadinanza potrà essere anche in contanti, non solo attraverso la card. E' quanto prevede un emendamento al decreto legge rdc e quota 100, presentato dalle relatrici nelle commissioni Lavoro e Affari sociali della Camera. La proposta di modifica, si spiega nella relazione illustrativa, prevede che ''la pensione di cittadinanza venga erogata con modalità ordinarie di erogazione delle pensioni e non per il tramite della carta rdc''.

Reddito di cittadinanza, più "selezione all'ingresso"

Tra gli emendamenti spicca una ulteriore stretta volta a ''migliorare la selettività ai fini dell'accesso'' al reddito di cittadinanza e, allo stesso tempo, ''evitare comportamenti opportunistici''. Come i conviventi che cambiano la situazione anagrafica ma che continuano a vivere sotto lo stesso tetto. O come i genitori single. La proposta di modifica stabilisce che ''i componenti già parte di un nucleo familiare a fini Isee o del medesimo nucleo ai fini anagrafici, continuano a farne parte a fini Isee anche a seguito di variazioni anagrafiche, qualora continuino a risiedere nella medesima abitazione''. Mentre nel caso di minorenni, si precisa che viene applicata la legge del 2013 secondo cui ''il genitore non convivente nel nucleo familiare, non coniugato con l'altro genitore, che abbia riconosciuto il figlio, fa parte del nucleo familiare del figlio''.

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Centri per l'impiego, come sarano contattati i disoccupati?

Arriva poi il Piano straordinario per il potenziamento dei centri per l'impiego, che dovrà disporre ''gli utilizzi e il ripiano delle risorse'' volte a garantire ''l'avvio del reddito di cittadinanza e, nelle fasi iniziali del programma, azioni di assistenza tecnica presso le competenti sedi territoriali delle regioni''. Il Piano, si spiega nella proposta di modifica, dovrà fornire una ''cornice volta a garantire l'attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni connesse alle politiche attive del lavoro in favore dei beneficiari del reddito di cittadinanza''.

I centri per l'impiego potranno convocare i beneficiari del reddito di cittadinanza anche con ''mezzi informali, quali messaggistica telefonica o posta elettronica''. Gli stessi strumenti potranno essere utilizzati anche dai comuni, per i lavori socialmente utili.

Quanto ai 'working poor' rientrano nella definizione di ''stato di disoccupazione'' ai fini della fruizione delle opportunità di politica attiva del lavoro, previsti dal reddito di cittadinanza. E ancora. Le famiglie che percepiscono il reddito di cittadinanza potranno beneficiare degli sconti sulle bollette dell'acqua, già previsti per alcune categorie svantaggiate. Il provvedimento attualmente prevede già delle tariffe agevolate per le bollette della luce e del gas; con la proposta di modifica nella lista viene incluso anche il servizio idrico integrato.

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Reddito di cittadinanza, domande anche nei patronati

Si potrà presentare anche presso i patronati la domanda per ottenere il reddito di cittadinanza. Lo prevede il pacchetto di emendamenti presentato dalle relatrici al decretone.

"Si tratta di un intervento che si pone nell'ottica della multicanalità - si legge nell'emendamento - nella presentazione delle domande" per reddito e pensione di cittadinanza. Diversamente dai Caf, i patronati per l'attività svolta non stipulano la convenzione con l'Inps.

Pensione di cittadinanza e disabili: ultime notizie

Si ampliano le maglie per l'accesso alla pensione di cittadinanza a favore dei nuclei familiari con una o più persone in condizioni di disabilità o non autosufficienza. E' quanto prevede un emendamento del governo al decretone su reddito di cittadinanza e quota 100 depositato in commissione alla Camera. La norma prevede che la pensione di cittadinanza sia concessa non solo a coloro che hanno almeno 67 anni e gli stessi requisiti per il reddito ma anche a chi ha almenno 67 anni e nel suo nucleo familiare ha persone di età inferiore con disabilità o non autosufficienti.

L'emendamento del governo alza poi di ulteriori 7.500 euro il limite del patrimonio mobiliare per accedere al beneficio in presenza di componenti del nucleo familiare con disabilità gravi o non autosufficienti. Rivisto in questi casi anche il parametro della scala di equivalenza che arriva ad un massimo di 2,2 rispetto al 2,1 fissato per le famiglie numerose. La relazione tecnica che accompagna l'emendamento stima un onere aggiutivo di 12,8 milioni di euro per il 2019 e di circa 17 milioni per gli anni successivi.

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Pd e Fi: "Sui disabili farsa". "Solo spot"

"Un governo che spende per il reddito di cittadinanza 7 miliardi di euro pensa di rimediare con poco più di 6,4 milioni di euro alla totale disattenzione nei confronti delle persone con disabilita. Si aggiunge così al danno la beffa". Lo dichiara Lisa Noja, deputata del Partito democratico, a proposito degli emendamenti presentati dal governo al Decretone. "La modifica proposta dal governo - spiega - per correggere le iniquità della scala di equivalenza prevista nel decreto ai fini dell'accesso al reddito di cittadinanza, è talmente irrisoria che per poterne godere bisogna essere una famiglia con almeno tre figli di cui uno con disabilita. Come si capisce, siamo di fronte a una farsa". "Noi insistiamo perché vengano accolti gli emendamenti del Pd che davvero consentirebbero di rimediare a questa intollerabile ingiustizia e che sono in linea con quanto chiesto da tutte le associazioni di persone con disabilita", conclude.

"Il decretone nasce male e procede peggio, dice tutto e il contrario di tutto e ancora non si capisce quale indirizzo si prenderà su reddito di cittadinanza e quota 100- dicono da Forza Italia- . Ormai è chiaro che per questo governo e la maggioranza la questione dei disabili è solo ed esclusivamente uno slogan da brandire sui social perché, nei fatti, non c'è un solo segnale di attenzione concreta. Forza Italia ha presentato numerosi emendamenti nel tentativo di migliorare il decretone, in particolare a tutela delle persone disabili e delle loro famiglie. Purtroppo, ad oggi, nonostante le audizioni di settimana scorsa e un dibattito acceso, e speravamo costruttivo, registriamo la totale indifferenza del governo e della maggioranza su questo tema: tutti i nostri emendamenti, anche quelli di assoluto buon senso, sono stati accantonati o peggio ancora respinti". Lo dichiarano, in una nota congiunta, Giusy Versace, Renata Polverini, Paolo Zangrillo, Carlo Fatuzzo e Pasquale Cannatelli, deputati di Forza Italia.

"In particolare, abbiamo presentato un emendamento, a prima firma Giusy Versace, sul quale tutte le forze politiche di opposizione si sono espresse a favore, sottoscrivendolo, volto a correggere l'estromissione delle persone disabili dal Rdc, risultanti disoccupati per dimissioni volontarie. Si chiedeva semplicemente di non applicare questa regola a quelle persone costrette a licenziarsi per necessità assistenziali dovute a condizioni di non autosufficienza proprie o di un familiare convivente. L'emendamento è stato bocciato, nonostante la nostra richiesta di accantonamento per una riflessione ulteriore. Ci pare ovvio che stiamo cercando di dialogare con un governo sordo che dice di mettere i disabili e le loro famiglie al primo posto, ma ora gettano la maschera e mostrano il loro vero volto", concludono.

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