Il reddito di cittadinanza? Su base geografica e solo per gli italiani

Rifiutare proposte di lavoro farà perdere il reddito di cittadinanza? No, se sarà troppo lontano. Il premier Conte spiega come il Governo Lega-M5s pensa di introdurre il sussidio mentre il ministro Di Maio ribadisce: "Solo per gli italiani"

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Reddito di cittadinanza su base geografica, l'ultima notizia sul sussidio che il Governo Conte ha in programma di introdurre già dalla prossima legge di bilancio ha tenuto banco per tutto il weekend.

"Stiamo pensando a come modulare le offerte di lavoro sulla base della distribuzione geografica" ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a margine dell'inaugurazione della quarta edizione della scuola di formazione politica della Lega riferendosi al reddito di cittadinanza.

reddito cittadinanza geografico-2

Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza su base geografica, di cui ha parlato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, fonti di Palazzo Chigi fanno presente che si stanno definendo i dettagli per far sì di non penalizzare chi rifiuterà come prima offerta di lavoro una occupazione al di fuori della propria città o regione

Dove funziona (davvero) il reddito di cittadinanza 

"Abbiamo studiato il sistema tedesco (che prefigura un sussidio chiamato Arbeitslosengeld II, Ndr), precisa Conte. Tanto che "al primo mio incontro con la Merkel chiesi subito di approfondire il suo sistema per quanto riguarda i diritti di recupero al lavoro e all'occupazione. Faremo tesoro anche di qualche inefficienza che si è realizzata in Germania", assicura il premier concludendo: "Sono tutti dettagli che serviranno a rendere più o meno efficace la riforma".

Come funziona il reddito di cittadinanza

Ma come funzionerà allora il reddito di cittadinanza così caro al Movimento 5 stelle? Tutto farà perno sui centri per l'impiego gestiti dalle Regioni: queste strutture saranno gli elementi centrali nel ricevere e suddividere le offerte di lavoro da proporre ai disoccupati che nel frattempo dovranno farsi carico di svolgere percorsi di formazione e prestare dei servizi gratuiti nel Comune di residenza per ottebere il sussudio governativo.

Quindi si potranno rifiutare offerte di lavoro troppo lontane?

Come già oggi prevede la legge, i centri per l'impiego dovranno proporre offerte economicamente congrue e in luoghi non eccessivamente lontani dalla propria abitazione (attualmente il posto di lavoro deve poter essere raggiunto con un viaggio in treno della durata inferiore agli 80 minuti, ndr). Secondo il ministro del lavoro Luigi Di Maio intervistato da Barbara D'Urso a Domenica Live è tuttavia "una bufala" che il reddito di cittadinanza aiuti solo il Sud: "Il 47% delle famiglie destinatarie dek reddito di cittadinanza sono al Centro Nord".

Con l'approvazione della manovra e del decreto fiscale, saranno chiare le risorse destinate al reddito di cittadinanza. Si capirà inoltre se sarà attraverso l'Isee che verrà delimitata la platea e quanto inciderà il possesso di una casa sulla penalizzazione nell'assegno.

Reddito di cittadinanza solo per gli italiani

Di Maio è tornato inoltre sul tema del reddito di cittadinanza limitato alle sole famiglie italiane. Come avevamo visto la legge impedisce una simile limitazione, ma per il ministro del welfare è tornato a ribadire che il reddito di cittadinanza si rivolge solo agli italiani, "almeno finchè non abbiamo la regolazione dei flussi migratori".

"Con un software metteremo insieme le banche dati per sapere se sei davvero una persona disoccupata, gli immobili di proprietà e così via. Se entri nel programma del reddito di cittadinanza ti devi formare. E se rifiuti il lavoro per cui sarai formato, non rientrerai più nel programma".

Reddito di cittadinanza, tutto quello che sappiamo

In attesa di leggere i dettagli la proposta del reddito di cittadinanza, per come viene presentata in questi giorni il sussidio avrebbe un bilancio che di 8-10 miliardi di euro e nelle intenzioni del Governo dovrebbe garantire un sostegno di 780 euro al mese ad una popolazione di non abbienti che l'Istat stima in 6,5 milioni di persone (e abbiamo già visto che non si può escludere la popolazione residente priva della cittadinanza italiana). Basta la matematica per capire che sostanzialmente i fondi non bastano.

Inoltre il progetto nasce già monco: il nostro Paese sconta un gap digitale soprattutto nella pubblica amministrazione tanto che in Italia ci sono 8 mila anagrafi che non si parlano tra loro benchè dal 2012 esista una legge che imponeva a tutti i comuni di adottare un software comune.

Al di là degli incagli procedurali, la politica di sussidiarietà esclude un numero di persone che sono povere anche se svolgono due o tre lavori, banalmente perché il loro lavoro è retribuito troppo poco: è la povertà da bassi salari ad essere completamente dimenticata.

Di Maio spiega quali sono le "spese immorali" 

E sempre sul tema dei dati si apre un altro problema, forse passato sottotraccia: Di Maio ha spiegato che il sussidio non potrà essere speso "in modo immorale", si potrà comprare il pane ma non le sigarette, per usare gli esempi portati dal vicepremier. La questione del monitoraggio e della tracciabilità delle transazioni crea un ulteriore problema legato alla riservatezza dei dati personali: il Garante privacy per molto meno aveva bocciato lo spesometro

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Sempre che non si voglia adottare un sistema come in Cina dove è stato introdotto il Credito Sociale finalizzato a classificare la reputazione di tutti i cittadini; in base alla capacità di essere puntuale con i pagamenti attribuisce a ciascuno un punteggio che indica se la persona è affidabile o meno e in base a quello sarà ricompensata o punita: secondo le statistiche ufficiali nove milioni di persone con basso reddito non hanno potuto compare biglietti del treno o dell’aereo, o iscrivere i propri figli a scuola, o a non poter fare colloqui di lavoro per grandi aziende, solo perché erano finite dentro della lista delle persone non affidabili.

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