Reddito di cittadinanza, c'è il monitoraggio: che cosa cambia

"Stiamo raccogliendo informazioni e forniremo un rapporto" dice il presidente dell'Istat Blangiardo in Parlamento. La fase 2 del reddito di cittadinanza, quella volta all'individuazione dei posti di lavoro per i percettori del sussidio, è partita con il freno a mano tirato

Il reddito di cittadinanza è "ancora qualcosa di recente, stiamo raccogliendo informazioni e forniremo un rapporto. E' oggetto di interesse e monitoraggio da parte dell'istituto". Così il presidente dell'Istat, Gian Carlo Blangiardo, in audizione in Parlamento sul Def. L'autorevole parere dell'Istat sarà uno strumento in più per apportare eventuali modifiche alla misura simbolo del precedente esecutivo, fortemente voluta dal Movimento 5 stelle. La fase 2 del reddito di cittadinanza, quella propositiva e volta all'individuazione dei posti di lavoro per i percettori del sussidio, è partita con il freno a mano tirato. Serve un cambio di passo, come messo in chiaro anche a livello di governo. E l'analisi dell'Istat probabilmente sarà il punto di partenza per individuare le criticità maggiori, quelle su cui è urgente intervenire.

E' altamente probabile che le novità concrete del 2020 in tema di reddito di cittadinanza riguarderanno solo coloro che sono "occupabili" sin da subito, ovvero già inseriti nella ricerca di un impiego. Qui sì che si può intervenire per migliorare l'incorcio tra domanda e offerta di lavoro. Secono varie stime il 29 per cento dei destinatari risulterebbe senza obblighi di alcun genere e solo meno della metà (47%) di chi ha ricevuto la convocazione dai centri per l'impiego è ritenuto "prontamente attivabile", ovvero in grado di rispondere sin da subito alla chiamata del mercato del lavoro. La maggior parte dei beneficiari del reddito di cittadinanza rischiano nei fatti di restare "a carico" della collettività perché ritenuti "troppo lontani da un percorso di lavoro".

Reddito di cittadinanza, pagamento di ottobre 2019 a rischio (cosa fare)

Confermato intanto lo stop all'erogazione del reddito di cittadinanza di ottobre per alcuni destinatari, a meno che questi non integrino quanto prima la domanda con i documenti richiesti. "Per chi non presenterà le integrazioni ci sarà la sospensione del sussidio, ma non chiederemo la sostituzione di quello già erogato". Lo ha spiegato il presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, intervenuto su Radio Capital in merito agli oltre 519mila sms inviati dall'Istituto per chiedere l'integrazione della domanda inviata all'avvio, a marzo, del Reddito di cittadinanza.

"Lo sospendiamo da ora in poi e poi quando arriverà l'integrazione riprenderanno a percepire il reddito senza gli arretrati". Per il presidente "si tratta di un risultato importante per una istituzione pubblica che dimostra di avere una potenza telematica importante".

Un chiarimento è d'obbligo: non va fatta nessuna nuova domanda per mantenere l'erogazione del beneficio, ma una semplice integrazione delle dichiarazioni di responsabilità presentate in domanda prendendo anche atto delle informative aggiornate. I nuclei familiari interessati sono stati avvisati dall'Inps tramite sms o email indicati nella domanda. Ora potranno quindi integrare le dichiarazioni di responsabilità e prendere atto delle informative aggiornate, collegandosi al link per il quale non è richiesto il PIN. L'istituto specifica che il richiedente dovrà inserire:

  • il protocollo della pratica Rdc/Pdc (esempio: INPS-RDC-2019-xxxxx);
  • il codice fiscale;
  • il codice alfanumerico ricevuto via mail/sms.

Mulè (Forza Italia): "Reddito di cittadinanza smascherato, è inutile"

"Se gli industriali affossano la manovra definendola 'la peggiore dal 2013' qualcosa andrebbe rivisto senza ideologismi e slogan, dando retta a chi come Forza Italia sa ascoltare lavoratori e imprese: le tasse aumentano, dal prezzo del diesel ai contributi sociali passando per i nuovi ticket della sanità che saranno rimodulati in base al reddito, ossia l'ennesima stangata per il ceto medio". Lo afferma, in una nota, Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato.

"Ed è lo stesso ceto medio - osserva ancora - bistrattato e maltrattato da uno Stato che nascondendosi dietro la lotta alla povertà (che non si combatte continuando a stanziare risorse per il reddito di cittadinanza, già smascherato nella sua inutilità) penalizza chi produce e chi consuma. Ma quando spezzi la spina dorsale del tessuto economico, industriale e produttivo di un Paese provochi inevitabilmente la sua paralisi: crescita zero e recessione alle porte".

Reddito di cittadinanza: quando viene perso

In quali eventualità il reddito di cittadinanza può essere perso o ridotto? Si prevede la decadenza dal Reddito di cittadinanza quando uno dei componenti il nucleo familiare:

  • non effettua la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro;
  • non sottoscrive il Patto per il lavoro ovvero il Patto per l’inclusione sociale;
  • non partecipa, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o ad altra iniziativa di politica attiva o di attivazione;
  • non aderisce ai progetti utili alla collettività, nel caso in cui il comune di residenza li abbia istituiti;
  • non accetta almeno una di tre offerte di lavoro congrue oppure, in caso di rinnovo, non accetta la prima offerta di lavoro congrua;
  • non comunica l’eventuale variazione della condizione occupazionale oppure effettua comunicazioni mendaci producendo un beneficio economico del Reddito di cittadinanza maggiore;
  • non presenta una DSU aggiornata in caso di variazione del nucleo familiare;
  • venga trovato, nel corso delle attività ispettive svolte dalle competenti autorità, intento a svolgere attività di lavoro dipendente, ovvero attività di lavoro autonomo o di impresa, senza averlo comunicato.

Reddito di cittadinanza, perché il pagamento di ottobre è a rischio (e cosa fare)

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