La lettera del navigator disoccupato: “Costretto a emigrare per avere un lavoro”

A scriverla uno dei vincitori della selezione per navigator in Campania. Il governatore non vuole firmare la convenzione con l’Anpal, bloccando di fatto l’iter per l’assunzione. A lui si rivolge Raffaele, che lascerà moglie e figli per andare all’estero: “Non ci neghi questa opportunità”

La protesta dei navigator della Campania ANSA/CESARE ABBATE

Raffaele Annunziata, 51 anni, è uno dei vincitori della selezione nazionale per navigator in Campania e che da allora vive in un limbo. Lo stesso in cui si trovano i 471 idonei selezionati al concorso per diventare la figura destinata ad aiutare i percettori del reddito di cittadinanza a trovare un lavoro nei Centri per l'Impiego dopo che il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha deciso di non firmare la convenzione con Anpal. Raffaele, come gli altri, è rimasto per lungo tempo in attesa ma il prossimo 19 settembre lascerà l’Italia, dove resteranno la moglie e ai figli, per andare in Irlanda: lì lo aspetta già un lavoro, qui per il momento solo incertezze, dice.

Raffaele spera che De Luca – che ha più volte invitato i 471 navigator a partecipare al concorso indetto dalla Regione Campania – possa cambiare idea e firmare la convezione, come già hanno fatto le altre Regioni italiane. Proprio a De Luca il 51enne si è rivolto con una lettera aperta, pubblicata da NapoliToday, a pochi giorni dal suo addio all’Italia in cerca di un futuro migliore.

La lettera dell’aspirante navigator a De Luca

“Siamo agli ultimi giorni di un'estate in cui noi 471 navigator campani, con le nostre famiglie, siamo stati costretti in un limbo da un teatrino politico, mentre in altre 18 regioni i vincitori della selezione venivano contrattualizzati", scrive Raffaele. "Per quel che mi riguarda, quest'assurda estate terminerà il 19 di questo mese. Salirò su un aereo e bye bye Italia: in meno di tre ore sarò in Irlanda dove troverò ad attendermi un lavoro economicamente gratificante. Potrei definirmi 'a lucky guy', un ragazzo fortunato, se non fosse che dovrò lasciare in Italia mia moglie e i miei due bimbi speciali di 7 e 3 anni", aggiunge. "Negli ultimi sei mesi, nel poco tempo e con le poche energie che ti lascia il prenderti cura di bambini bisognosi di attenzioni speciali, ho provato a trovare un lavoro per restare accanto alla mia famiglia, e ho lottato per ottenere dalla Asl le terapie congrue per i miei bimbi", scrive Raffaele nella sua lettera, per poi continuare: “Potrei definirla una diaspora, il segno di una società bloccata, che non ti concede alcuna possibilità di ascesa basata sull'impegno e il talento. Dove il Male è il precariato, fatto di stipendi da fame, contratti rinnovati settimanalmente e diritti negati".

Annunziata ricorda: "Nell'azienda per cui lavoro in Irlanda si sono succedute negli anni le visite dei rappresentanti di Governo, quale riconoscimento della creazione di nuovi posti di lavoro. In una di queste occasioni l'allora Premier, Enda Kenny, mi chiese come mai così tanti italiani lasciavano una terra così bella. Lo sgomento mi impedì di rispondere perché avrei voluto spiegargli che quell'esodo di talenti era attribuibile a decenni di politiche attive del lavoro gestite in modo fallimentare”.

Annunziata chiama De Luca “caro presidente” e gli chiede di non negare a lui e alle altre 471 “risorse altamente qualificate” l’opportunità di diventare navigator, consentendo così di mettere “finalmente le loro competenze al servizio della propria terra e della propria gente”. “Questo incarico di collaborazione che ci siamo guadagnati superando una selezione pubblica rappresenta una possibilità di riscatto e affermazione della nostra terra”, dice Raffaele.

Reddito di cittadinanza, il caso dei navigator in Campania

Vincenzo De Luca continua intanto a ribadire la sua linea della fermezza per quanto riguarda il caso degli aspiranti navigator in Campania. Secondo il governatore, così come sono pensati, i navigator rischiano di diventare nuovi potenziali disoccupati. “Abbiamo fatto una battaglia contro il precariato e per il lavoro stabile, questo significa che prima vanno stabilizzati i 600 precari che lavorano in Anpal e, poi, tutti gli altri selezionati con procedure pubbliche analoghe a quelle che si seguono anche per i dipendenti della Pubblica Amministrazione”, aveva detto De Luca lo scorso luglio, in risposta alle richieste dei navigator campani vincitori del concorso, che erano andati anche a protestare a Roma.

navigator campania protesta ansa-2

Il corteo dei navigator della Campania, Napoli 05 agosto 2019. Il corteo, a cui partecipano circa 40 persone, è diretto a Palazzo Santa Lucia per protestare contro la decisione del presidente della Regione, Vincenzo De Luca, di non firmare la convenzione con Anpal Servizi necessaria per consentire loro di iniziare a lavorare. Napoli 5 Agosto 2019. ANSA/CESARE ABBATE

“La nostra linea è chiara: mai più precariato perché stiamo vivendo, a Napoli in particolare, da decenni sotto l'urto delle emergenze, delle tensioni continue, delle incertezze di vita”, aveva poi aggiunto De Luca: “Noi abbiamo fatto partire un concorso vero, per dare lavoro stabile, a cui possono partecipare anche quelli che sono stati selezionati come navigator. Il concorso è aperto a tutti. Devono trovare un lavoro stabile, attraverso procedure trasparenti. Ci aspettiamo che sia cancellato l'articolo 3 previsto dalla bozza di contratto Anpal che legittima il doppio lavoro”.

La posizione di De Luca e della Regione Campania era stata duramente contestata dall’allora vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio. “Destinati al precariato? È una sciocchezza, saranno i protagonisti di posti a tempo indeterminato tra due anni presso le Regioni”, aveva ribadito.

De Luca ha poi annunciato l'avvio di un nuovo concorso pubblico in Campania per 650 figure da inserire proprio nei centri per l’impiego, nell’ambito di un più ampio piano di assunzioni all’interno della Pubblica Amministrazione regionale.

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