Reddito di cittadinanza, è l'ora del realismo: tutta la verità sugli "occupabili"

Secondo nuove stime solo 50mila dei 200mila percettori del reddito di cittadinanza finora "testati" dai centri per l'impiego possono realisticamente trovare lavoro: "Livelli di professionalità bassi". C'è tanto da fare per rendere la fase 2 del reddito di cittadinanza davvero efficace

Ansa (repertorio)

Reddito di cittadinanza, il numero degli occupabili è sicuramente sotto il livello di guardia. È una delle criticità più palesi della misura simbolo voluta dal Movimento 5 stelle, la cui fase 2, quella rivolta alla ricerca di lavoro per coloro che percepiscono il sussidio, stenta a decollare. Secondo nuove stime pubblicate dal Sole24Ore solo 50mila dei 200mila percettori del reddito di cittadinanza finora "testati" dai centri per l'impiego sono occupabili oggi come oggi. Uno su quattro, il 25% del totale. Il quotidiano di Confindustria ricorda che erano ben 704mila i percettori del reddito di cittadinanza considerati lo scorso settembre “occupabili” da Anpal, Inps e ministero del Lavoro.

Reddito di cittadinanza, solo uno su quattro è occupabile

E' un percorso a ostacoli, alla prova della realtà. Infatti fino a oggi oltre 200mila persone che prendono il reddito di cittadinanza sono state convocate dai centri per l’impiego. Il primo livello di screening ha messo in evidenza che la platea di soggetti che effettivamente possono aspirare ad un posto di lavoro è di gran lunga inferiore alle stime iniziali, e soprattutto il “campione” presenta forti carenze di competenze e in diversi casi è da indirizzare verso le politiche sociali (piuttosto che verso la ricerca di un nuovo lavoro). In città come Palermo la ricerca di lavoro è considerata dagli stessi tecnici "difficile, se non impossibile". Le stime dicono che nelle regioni settentrionali, come Veneto e Lombardia, la quota di disoccupati che può realmente aspirare a un posto di lavoro è stimata, in media, del 30-35%. Una percentuale leggermente più bassa nel Lazio (30% circa).

"La gran parte delle persone prese in carico dai centri per l’impiego sono da anni disoccupate o con livelli di professionalità basse – spiega l’assessore al lavoro della Regione Lazio, Claudio Di Berardino -. Per essere riconnessi con il mondo produttivo, dovranno seguire percorsi formativi che, per essere efficaci, devono guardare alle esigenze effettive delle imprese presenti sul territorio".

Reddito di cittadinanza, centri per l'impiego sono operativi

Da nord a sud, in tutte le regioni, i centri per l'impiego stanno procedendo all'attuazione della condizionalità, che prevede un percorso articolato in diverse fasi, dalla convocazione, agli esoneri, al Patto di servizio e all'accompagnamento al lavoro. L'Anpal lo ha ribadito solo qualche giorno fa. Negli ultimi tre mesi si sono susseguite le convocazioni dei beneficiari tenuti al Patto per il lavoro il cui numero - ha fatto sapere Anpal - supera i 200mila (per chi non si presenta partiranno le comunicazioni all'Inps per le sanzioni). Navigator operativi dunque in tutte le Regioni e a ognuno di loro, come previsto, sono stati forniti i dispositivi elettronici d'ausilio (tablet e cellulare). Per i navigator campani, contrattualizzati solo di recente, il kick off c'è stato il 3 dicembre 2019. Ad oggi circa 18 mila beneficiari hanno trovato un posto di lavoro.

Il presidente dell'Anpal Mimmo Parisi ha sottolineato la professionalità di tutte le figure impegnate: "I Centri per l'Impiego stanno svolgendo un compito encomiabile, per prendere in carico i beneficiari del Reddito di Cittadinanza tenuti al Patto per il lavoro. Oltre 200 mila beneficiari si sono già presentati ai Centri. Noi come Anpal abbiamo messo a disposizione 3 mila navigator, tutti operativi, e stiamo fornendo assistenza tecnica alle Regioni per i servizi di accompagnamento al lavoro".

Reddito di cittadinanza, le (poche) assunzioni sono per i giovani

Sono fino ad adesso quindi appena 18mila i contratti di lavoro firmati tra aprile e il 21 ottobre da parte di coloro che ogni mese ricevono il reddito di cittadinanza. Entrando nel dettaglio, si è trattato in due terzi dei casi di assunzioni con un contratto a tempo determinato. Quasi il 18% ha sottoscritto un contratto a tempo indeterminato, poi ci sono apprendistato (3,5%) e tirocinio (2,9%). Più del 41% degli "inseriti" ha meno di 35 anni e più del 90% ha trovato un impiego entro sei mesi dalla presentazione della domanda di rdc.

C'è un elemento importante da sottolineare. La quasi totalità di questi soggetti ha trovato lavoro senza utilizzare la rete informatica unitaria che dovrebbe essere in grado di collegare agevolmente  la banca dati centrale di Anpal con le 19 banche dati regionali per invogliare così le imprese a pubblicare i posti liberi da incrociare con i curriculum di chi prende il reddito di cittadinanza: c'è tanto da fare per rendere la fase 2 del reddito di cittadinanza davvero efficace.

Per il 2020 il reddito di cittadinanza è confermato, nonostante l'opposizione da tempo ne chieda a gran voce l'abolizione.

Reddito di cittadinanza, quanti hanno trovato lavoro finora

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