Reddito di cittadinanza, da oggi le chiamate per "attivarlo": chi deve tenere il telefono acceso

Da oggi chi percepisce il reddito di cittadinanza viene inserito nel percorso di ricerca di un posto di lavoro: il reddito di cittadinanza entra nella fase 2, quella "attiva e propositiva". Ogni destinatario riceverà nel corso dei mesi fino a tre offerte di lavoro "congrue"

Reddito di cittadinanza, da oggi le convocazioni (Ansa)

Oggi è il giorno dello "start" vero e proprio per il reddito di cittadinanza. Partono infatti le chiamate ai destinatari del sussidio. Non che sia una novità, il calendario del reddito di cittadinanza è noto da tempo. Ma la prova del nove è proprio quella di questa settimana. Il Patto per il lavoro, la fase due del reddito di cittadinanza (rdc), quella volta alla ricerca di un posto, è iniziata con la compilazione dell'identikit dei candidati: i dati anagrafici, il periodo di disoccupazione, gli impieghi passati e le competenze. Tutti i beneficiari del sussidio individuati dall'Inps sono tenuti a compilare questo bilancio delle competenze per non perdere l'assegno stesso. Da nord a sud passando per le isole sono circa 704mila i beneficiari del reddito di cittadinanza che risultano "occupabili", e che quindi dovranno essere convocati il prima possibile dai Centri per l'impiego. Dovrebbero pervenire massimo tre offerte di lavoro "congrue" per ogni persona.

Reddito di cittadinanza, da oggi 2 settembre via alle convocazioni

Bisogna ricordare un punto, su cui troppo spesso forse non si è insistito abbastanza. Il reddito di cittadinanza non è un sussidio di disoccupazione: è invece una misura di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all'esclusione sociale. Si tratta di un sostegno economico ad integrazione dei redditi familiari, il tutto associato ad un percorso di reinserimento lavorativo. Da oggi chi percepisce il reddito di cittadinanza viene inserito nel percorso della ricerca di un posto di lavoro. Rischia di perdere il reddito di cittadinanza chi nel corso dei prossimi mesi, ragionevolmente stiamo parlando degli ultimi mesi del 2019 e la prima metà del 2020, rifiuterà le offerte di lavoro. 

Chi deve aspettarsi la convocazione ai centri per l'impiego? La chiamata non arriverà solo all’intestatario che percepisce il reddito di cittadinanza, ma anche a tutti i maggiorenni della famiglia non occupati o che non frequentano un regolare corso di studi. Ci sono ovviamente delle fasce che sono escluse a prescindere dalla convocazione: si tratta dei beneficiari della pensioni di cittadinanza, degli anziani con età superiore a 65 anni, e i disabili. Questi ultimi però sono liberi di aderire volontariamente in caso ci sia la volontà di iniziare un percorso di inserimento lavorativo. Non è tutto. La convocazione non sarà recapitata nemmeno ai componenti della famiglia con impegno di cura per bambini sotto i 3 anni o per persone che non sono autosufficienti.  

L'inizio, lunedì 2 settembre, della fase 2, sarà anche l'occasione per l'avvio del training on the job dei navigator contrattualizzati da Anpal Servizi.

Reddito di cittadinanza: "Il nuovo governo Pd-M5s non lo modifichi"

Circa il 65% di questi beneficiari proviene da Campania (178.370), Sicilia (162.518), Calabria (64.057) e Puglia (50.904). Il reddito di cittadinanza e il decreto Dignità non devono essere toccati per Pasquale Tridico, presidente dell'Inps che in precedenza è stato consulente di Luigi Di Maio al ministero del Lavoro. "Sarebbe un errore" modificare l'assetto impostato con il Reddito di cittadinanza avvertiva nel weekend in un'intervista a 'Il Fatto Quotidiano' in vista della nascita di un governo M5S-Pd.

"Non andrebbe modificato questo assetto che ha richiesto notevoli sforzi e produrrà un incremento di reddito, occupazione e consumi" spiega a proposito del reddito di cittadinanza. Quanto al decreto Dignità "il problema di ridurre la durata dei contratti a termine era stato già sollevato nella scorsa legislatura da diversi esponenti del Pd" osserva Tridico aggiungendo che "i dati Inps indicano un incremento del 62% delle trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato rispetto al 2018 e indicano un vero boom di rapporti a tempo indeterminato negli ultimi 6 mesi".

Reddito di cittadinanza: quando viene ridotto o perso

In quali eventualità il reddito di cittadinanza può essere perso o ridotto? Si prevede la decadenza dal Reddito di cittadinanza quando uno dei componenti il nucleo familiare:

  • non effettua la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro;
  • non sottoscrive il Patto per il lavoro ovvero il Patto per l’inclusione sociale;
  • non partecipa, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o ad altra iniziativa di politica attiva o di attivazione;
  • non aderisce ai progetti utili alla collettività, nel caso in cui il comune di residenza li abbia istituiti;
  • non accetta almeno una di tre offerte di lavoro congrue oppure, in caso di rinnovo, non accetta la prima offerta di lavoro congrua;
  • non comunica l’eventuale variazione della condizione occupazionale oppure effettua comunicazioni mendaci producendo un beneficio economico del Reddito di cittadinanza maggiore;
  • non presenta una DSU aggiornata in caso di variazione del nucleo familiare;
  • venga trovato, nel corso delle attività ispettive svolte dalle competenti autorità, intento a svolgere attività di lavoro dipendente, ovvero attività di lavoro autonomo o di impresa, senza averlo comunicato.

Reddito di cittadinanza, perché rischia di "slittare tutto" 

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