Centri per l'impiego, odissea quotidiana: il Governo posticipa il reddito di cittadinanza?

In Italia ci sono 552 centri per l'impiego e 8mila dipendenti che devono gestire milioni di persone in cerca di lavoro: in Francia i dipendenti sono 50mila, in Germania il doppio. Il caos spinge i 5stelle ad ammettere: "Rischio ritardi per il reddito di cittadinanza"

"C'è il rischio che la macchina per erogare il reddito di cittadinanza non riesca subito a essere a regime come noi vorremmo". Lo ha riconosciuto Stefano Buffagni, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio in quota Movimento 5 stelle. 

Il principale problema nell'applicazione del Reddito di Cittadinanza riconosciuto da Buffagni intervistato da RadioCapital, è quello dei centri per l'impiego, identificati come il motore propulsivo per la formazione degli italiani in cerca di lavoro e centro di smistamento per il nuovo sussidio che - nelle intenzioni del Governo - spetterà ai tutti coloro che sono residenti in Italia da almeno 5 anni e consentirà un reddito mensile pari ad almeno 780 euro che crescerà in base al numero dei componenti della famiglia.

"I centri per l'impiego, dormienti per anni, di colpo andranno rivitalizzati, e al contempo gli enti pubblici devono gestire tutta quella forza lavoro che verrà messa a disposizione per le ore di lavoro socialmente utile" spiega Buffagni indicando le difficoltà che si incontreranno nell'applicazione del reddito di cittadinanza. Smentito anche il reddito universale per i giovani, 500 euro per due anni a diplomati e laureati fra i 18 e i 26 anni.

Cosa sono e come funzionano i centri per l'impiego

Il pilastro del reddito di cittadinanza sarà l'ammodernamento dei centri per l’impiego da finanziare con un miliardo sottratto alle spese militari. Ma cosa sono i centri per l’impiego? I centri per l'impiego nascono come uffici delle province che hanno lo scopo di aiutare le persone che cercano lavoro.

Nelle intenzioni del Governo il reddito di cittadinanza sarà corrisposto solo dopo l'iscrizione al centro per l'impiego della propria area di residenza.

Chi rifiuterà tre offerte di lavoro che riceverà attraverso il centro per l’impiego perderà il sussidio statale. Queste offerte tuttavia dovranno provenire da un luogo relativamente vicino alla propria residenza: come ha spiegato il premier Conte il reddito di cittadinanza sarà su base geografica. Nelle intenzioni degli autori della norma, questo sistema dovrebbe incentivare la ricerca di lavoro e spingere migliaia di giovani scoraggiati a cercare attivamente una nuova occupazione.

Il reddito di cittadinanza nelle intenzioni del Governo dovrebbe "riattivare" gli italiani che non solo non lavorano ma che scoraggiati dalla mancanza di un impiegno non sono iscritti alle liste di disoccupazione. Sostegno economico ma anche ponte verso il lavoro come sperimentato in altri paesi europei.

Tuttavia i centri per l’impiego in Italia sono pochi, sottofinanziati e inefficienti e come recentemente ha rilevato la Stampa meno del 3% di chi si rivolge ai centri per l'impiego riesce a trovare lavoro e si registrano casi in cui ci sono voluti più di dieci anni per ricevere la prima offerta di lavoro.

I centri per l'impiego fanno trovare lavoro?

Il rapporto dell’Anpal - l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro - spiega che 2.849.086 persone nel 2016 hanno avuto almeno un contatto con un centro per l'impiego e di questi solo in poco più del 2% - secondo l’Istat - hanno trovato lavoro. Fatta la proporzione sono poco più di 40mila persone. Il presidente dell’Anpal, Maurizio Del Conte, intervistato dallaStampa l’11 giugno aveva dichiarato che i Cpi trovano lavoro "a meno del 3%" delle persone che fanno richiesta.

Reddito di cittadinanza e riforma dei centri per l’impiego

Il governo ha promesso di investire un miliardo di euro per migliorare il sistema ma ancora non è chiaro come. Il vicepremier Di Maio ha spiegato di voler puntare su un sistema digitale e il dipartimento per lo sviluppo dell'agenda digitale di palazzo Chigi ha ricevuto indicazioni in tal senso per lo sviluppo di un'applicazione dedicata al dialogo Pa-cittadini.

Ad ogni modo il miliardo destinato dal disegno di legge di bilancio si andrebbe ad aggiungere ai 600 milioni di euro che già oggi il governo spende ogni anno per finanziare i 552 centri per l'impiego presenti in Italia e pagare lo stipendio ai circa 8mila dipendenti in forza alle Regioni. Tutto per gestire 2,8 milioni di persone in cerca di lavoro, almeno secondo i dati del 2016.

Solo per restare ai dati in Francia sono oltre 50mila i dipendenti dei centri per l'impiego, 110mila in Germania dove il Governo investe 11 miliardi di euro l'anno in politiche attive dedicate a chi cerca lavoro. In valori relativi  Eurostat rileva che per ogni disoccupato la Germania spende 3.700 euro, la Francia 1.300 e l’Italia appena 100.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti coloro che si sono rivolti ad un centro per l'impiego.

A Palermo c'è chi dorme in auto per poter avere al mattino l'opportunità di entrare nel centro per l'impiego dove i 5 operatori sono letteralmente presi d'assalto come documentano queste immagini riportate da Palermo Today. Ma situazioni simili sono sempre più frequenti. CasertaNews riporta di vere e proprie scene di caos nel centro per l'impiego di Aversa dove un centinaio di persone, stanchi delle file lunghissime alle quali sono costrette da diverse settimane, hanno iniziato ad agitarsi fin ad ‘occupare’ fisicamente gli uffici per protestare contro i ritardi.

Centro per l'Impiego: fila infinita tra speranza e frustrazione

Anche a Brindisi c'è chi è costretto ad attendere in fila, per giorni e anche notti. Come riporta Brindisi Report gli sportelli sono pochi per fronteggiare le decine di cittadini in cerca di lavoro, certificati, attestazioni. Quasi tutti hanno urgenza ma l'ufficio di Brindisi (e provincia inclusa) non può trattare più di 60 utenti al giorno e il sessantunesimo deve ricominciare tutto daccapo il giorno dopo.

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Questa la situazione e - a ben vedere - se il cosiddetto "reddito di cittadinanza" entrerà in vigore alla prossima primavera come annunciato dal Governo, lo farà in uno scenario in cui i centri per l’impiego non sono assolutamente preparati e il sussidio resterà utile solo per alleviare la situazione economica di chi si trova in difficoltà.

Reddito di cittadinanza, via libera del Governo

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