Reddito di cittadinanza, Conte assicura: "Si fa in autunno". Ma Tajani avverte il governo

Il premier: "In soli due mesi abbiamo già assunto significative decisioni. In autunno ne assumeremo molte altre: riforma fiscale e misure reddituali di cittadinanza". Tajani: "Sforare il 3% del rapporto deficit/Pil per il reddito di cittadinanza non è possibile"

Si torna a parlare di reddito di cittadinanza, una delle misure più attesa del governo Conte, e caposaldo del programma elettorale del Movimento 5 Stelle. "In soli due mesi abbiamo già assunto significative decisioni, penso ad esempio al decreto dignità. In autunno ne assumeremo molte altre, che riguarderanno anche riforme strutturali di cui il Paese ha bisogno: riforma fiscale e misure reddituali di cittadinanza, riforma del codice degli appalti, accelerazione dei processi, anticorruzione, semplificazione normativa e burocratica, razionalizzazione nell`utilizzazione dei finanziamenti, digitalizzazione della P.A.". Lo dice in un'intervista al Corriere della Sera il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

"Stiamo lavorando a un piano di ammodernamento delle infrastrutture e per questo - prosegue - ci stiamo dotando di una banca dati centrale che ci offra un costante monitoraggio sullo stato delle nostre infrastrutture e che ci consenta di programmare gli interventi secondo una scala di priorità".

Reddito di cittadinanza, l'avvertimento di Tajani

Sforare il 3% del rapporto deficit/Pil "non solo è giusto, ma è possibile. L'Europa non ammette che si sfori per provvedimenti come il reddito di cittadinanza, ma è disponibile a concedere flessibilità per migliorare le infrastrutture. Anzi, sollecita i Paesi che non lo fanno ad agire con decisione" dice il presidente del Parlamento europeo e vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani in una intervista al Corriere della Sera .

"Reddito di cittadinanza già nel 2019, c'è corsia preferenziale": il M5S tira dritto

"Io stesso - ha ricordato - da commissario autorizzai lavori come la Tav, la Trieste-Chivasso, i lavori al Gra, la stazione Tiburtina". Per Tajani "è stata sempre concessa ogni flessibilità possibile, non creiamo capri espiatori". E "basta con la teoria del complotto, con possibili manovre speculative sullo spread. "Il problema dell'Italia - ha spiegato - è dato dall'incertezza della politica economica del governo. Se non si dice chiaramente che linea si ha sulle infrastrutture - ha avvertito Tajani - se si minaccia di sforare il 3% per spese improduttive, se ogni tanto qualcuno propone di uscire dall'euro, se manca un piano industriale, se all'improvviso si propongono le nazionalizzazioni...Ecco, se ci si muove così, è normale che gli investitori si spaventino".

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