Fa due lavori e percepisce il reddito di cittadinanza, ma non è una truffa

Il tribunale del riesame ha annullato il sequestro della rdc card: non erano ancora trascorsi i 30 giorni previsti dalla legge per comunicare l'assunzione. Intanto spuntano nuovi furbetti in provincia di Siracusa

Foto di repertorio

Un 37enne di Aragona (Agrigento), beneficiario del reddito di cittadinanza, è stato 'assolto' dall'accusa di truffa e falso ed ha ottenuto l’annullamento del sequestro della rdc card. Tutto ciò nonostante l’uomo svolgesse non uno, ma due lavori. 

Secondo quanto riferito da AgrigentoNotizie, il tribunale del riesame di Agrigento ha motivato la decisione spiegando che "i percettori di reddito di cittadinanza possono, in realtà, prestare attività lavorativa durante il godimento del beneficio, purchè - entro il termine di trenta giomi dal verificarsi dell'evento occupazionale - comunichino all'INPS tutti i dati dell'impiego, al fine di consentire all'istituto previdenziale di revocare, sospendere o rideterminare la misura del reddito di cittadinanza in favore del beneficiario". 

Reddito di cittadinanza, beneficiario scagionato dai giudici

Il sequesto della carta era scattato in seguito ad un controllo dei carabinieri di Porto Empedocle eseguito lo scorso 20 novembre. Da successivi accertamenti era emerso che il 37enne svolgeva l’attività di venditore ambulante, ma aveva chiuso la partita Iva. Inoltre risultava essere stato assunto, a tempo determinato per soli 27 giorni, fino al 30 novembre, alle dipendenze di un'azienda di trasporti. 

Le motivazioni dei giudici

Un po’ troppo, per la Procura, secondo cui il commerciante aveva omesso di comunicare l'assunzione e chiuso la partita Iva per beneficiare dei guadagni delle due attività e, al tempo stesso, continuare a percepire il reddito di cittadinanza. I giudici in realtà, come sostenuto dalla difesa, hanno sottolineato due circostanze. Al momento del sequestro non erano ancora trascorsi i 30 giorni previsti dalla legge per comunicare l'assunzione. Formalità che è stata adempiuta nei giorni successivi. Analogo ragionamento per l'omessa comunicazione della chiusura della partita Iva "che spetta all'Agenzia delle Entrate". 

Il collegio di giudici del riesame ha dunque ritenuto che non vi fossero elementi che giustificassero le accuse di truffa e falso annullando il sequestro della carta.

Reddito di cittadinanza, scoperti altri 'furbetti' nel Siracusano

Intanto spuntanto sette nuovi furbetti. A scoprirli, questa volta nel Siracusano, sono stati i militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro che hanno denunciato sette persone: tre manovali edili, uno dei quali liberiano, due agricoltori, uno dei quali tunisino, una cameriera e un datore di lavoro edile. Durante una serie di accessi ispettivi i carabinieri hanno scoperto i lavoratori in nero, risultati percettori del reddito di cittadinanza. Contestata loro una somma complessiva di 6.819 euro. L'attività imprenditoriale dei loro datori di lavoro è stata sospesa. Sono scattate, sanzioni amministrative e ammende per complessivi 85.016 euro. Un'ottava persona è stata denunciata per violazioni in materia antinfortunistica.

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