Reddito di cittadinanza, via ai controlli a 360 gradi: chi finisce nel mirino della Finanza

Guerra aperta ai furbetti del reddito di cittadinanza, con una strategia per il contrasto a tutto campo contro gli abusi messa a punto dal Comando generale della Guardia di finanza. Partono le verifiche

Reddito di cittadinanza, controlli a 360 gradi della Finanza: chi finisce nel mirino

Da un paio di giorni è scattata la tanto attesa fase due del reddito di cittadinanza: al via le convocazioni dei centri per l'impiego, con i beneficiari del sussidio considerati idonei all'occupazione che dovranno firmare il Patto per il lavoro per poi essere inseriti nelle attività che serviranno proprio per aiutarli nella loro ricerca. Intanto, non si arrestano i controlli delle forze dell'ordine contro i furbetti del reddito di cittadinanza: la notizia di queste ore è la stretta della Guardia di finanza contro chi percepisce indebitamente il sussidio "anti povertà" voluto dal Movimento 5 stelle. Ci saranno controlli a 360 gradi contro gli abusi legati al reddito di cittadinanza.

La strategia "anti furbetti" della Guardia di finanza, infatti, è stata messa a punto dal Comando generale in una circolare operativa ai reparti e punta ad individuare chi ha provato o sta provando ad approfittare indebitamente del beneficio. Vediamo di cosa si tratta più nello specifico.

Reddito di cittadinanza, controlli a 360 gradi della Finanza: chi finisce nel mirino

Come anticipato da Il Sole 24Ore, le Fiamme gialle hanno avviato la fase operativa delle verifiche con una circolare che individua la platea dei percettori dell'assegno di cittadinanza più a rischio frode. La casistica presa in esame da questa circolare è abbastanza vasta. I riflettori del Fisco si accendereanno in primis prendendo in esame dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) e Isee, documenti che potrebbero celare delle irregolarità: l'obiettivo è quello di individuare lavoratori in nero o pagati con somme "fuori busta", venditori abusivi, ma anche chi affitta una casa in evasione d'imposta, fino ad arrivare a chi ha ottenuto il reddito di cittadinanza ma non rinuncia a giocare cifre importanti, di cui non sia nota la fonte, magari anche in punti clandestini di raccolta scommesse. E ancora, le verifiche riguarderanno i migranti che trasferiscono nel Paese di origine somme non compatibili con i redditi dichiarati, nonché chi viene trovato con auto incompatibili con la misura di sostegno.

Quando il reddito di cittadinanza non basta: sfrattato e senza lavoro vive in un gazebo

Riguardo al tema del sommerso, si ricorda che lo svolgimento di un'attività di lavoro dipendente o collaborazione coordinata e continuativa, in assenza di comunicazione obbligatoria, comporta la decadenza/revoca del reddito di cittadinanza, oltre all'eventuale configurabilità di fattispecie penali. Tra i casi oggetto di verifiche, poi, anche le conseguenze cui si espongono coloro che forniscono informazioni anagrafiche false, simulando la più conveniente "composizione" del nucleo familiare, per massimizzare indebitamente un vantaggio altrimenti non spettante.

Reddito di cittadinanza, così si fa la guerra ai furbetti

In materia di prestazioni sociali agevolate, d'altronde, la Guardia di finanza ricorda di aver svolto ben 23.259 interventi nei primi sei mesi del 2019. Di questi, 12.426, pari al 53% del totale, si sono rivelati irregolari, per un ammontare complessivo della frode accertata pari a circa 8,6 milioni di euro, con un totale di 11.779 persone segnalate, a vario titolo, alle autorità competenti. Per il contrasto a chi percepisce indebitamente il reddito di cittadinanza, spiega il Comando generale, sono stati utilizzati tutti gli elementi raccolti nel corso degli interventi svolti nelle attività di contrasto al sommerso da lavoro o d'azienda, di controllo delle merci e delle persone, nelle attività permanenti di contrasto ai traffici illeciti, alla contraffazione e all'abusivismo commerciale organizzato. Lo scopo, aggiungono le Fiamme gialle, è "tutelare la fiducia che i cittadini onesti devono poter nutrire nella corretta destinazione delle ingenti risorse che il Paese, non senza sacrifici, destina agli aiuti economici e ai servizi sociali riservati a chi si trovi in una reale condizione economica e sociale di svantaggio".

Controlli anche dei Comuni su Isee e residenza

Ricordiamo che ad effettuare i controlli nei prossimi due mesi saranno anche i Comuni. I controlli delle amministrazioni locali si concentreranno sull'Isee dei nuclei beneficiari del reddito di cittadinanza. Nello specifico, ciascun Comune deve necessariamente eseguire i controlli su almeno il 5% delle famiglie residenti che abbiano ricevuto il sussidio. Si tratta di controlli previsti dall'accordo della conferenza stato-regioni, diramato dal dicastero guidato da Luigi Di Maio negli scorsi 14 mesi, con la nota prot. 8156/2019 che elenca i dettagli di cosa accadrà. I comuni dovranno comunicare i risultati dei controlli ordinari (residenza e soggiorno) o straordinari (Isee) all'Inps attraverso una piattaforma informatica già esistente, di nome Gepi (Piattaforma per la gestione dei Patti per l’inclusione sociale).

Per approfondire:

reddito cittadinanza card ansa-2

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