Reddito di cittadinanza, altro che addio povertà: "Stessa platea del Rei, è un flop"

Ad aprile riceveranno l'assegno 487mila famiglie. Il deputato Pd Carmelo Miceli fa notare che si tratta dello stesso numero di beneficiari del reddito di inclusione. Il M5s replica: "Dalle opposizioni solo falsità"

Il Caf della CGIL a Napoli. ANSA / CIRO FUSCO

È già tempo di bilanci per il reddito di cittadinanza. Secondo l'Inps finora sono state accolte 487.667 domande, a fronte di 680.965 istanze già lavorate (72%). Oltre 177mila le domande respinte, mentre 15.876 istanze (2%) saranno oggetto di un'ulteriore attività istruttoria. Da domattina l'ente previdenziale inizierà ad inviare un sms o un messaggio di posta elettronica agli utenti la cui istanza sia stata accolta.

Le domande residue

Delle domande residue, circa 45mila saranno definite entro questa settimana. Le ulteriori 80mila sono domande presentate insieme al modello Rdc/Com per comunicare la variazione di redditi da attività lavorativa  rispetto all'Isee e saranno lavorate entro la fine del mese di  aprile. Per le domande residue l’Inps ritiene "ragionevole una stima complessiva delle istanze accolte intorno al 75%". 

 "Il reddito di cittadinanza è un flop"

Siamo dunque lontani dal milione e 300mila beneficiari stimati dal governo. Il deputato dem Carmelo Miceli va all’attacco: "Per il momento il reddito di cittadinanza è un flop. Lo dicono i numeri ufficiali, tanto che già si parla di tesoretto con i soldi non utilizzati".

Secondo Miceli la platea dei beneficiari è simile a quella del Rei: "Ad aprile riceveranno l'assegno 487mila famiglie. In pratica lo stesso numero di famiglie già assegnatarie del reddito di inclusione, che nel 2018 erano 462mila. Le istanze pervenute per il reddito di cittadinanza, però, sono addirittura meno di quelle del Rei: siamo passati da circa 900mila richieste dello scorso anno alle 800mila arrivate finora col nuovo Reddito". 

 "Il tasso di accoglimento delle domande - prosegue Miceli - è del 75%,quindi sulle circa 800mila domande dei nuclei familiari arrivate ne verranno accolte 600mila. Il reddito di inclusione, nell'anno 2018, aveva riguardato 462mila nuclei familiari per 1,3 milioni di persone. Significa che a pieno regime il reddito del governo M5S-Lega avrà allargato la platea del reddito di inclusione di poco più di 100mila nuclei familiari (circa il 25%), ben lontano dal raddoppiare le famiglie già assegnatarie di sussidio".

Rdc vs Rei: stessa platea, ma cambia l’importo

I dati citati dal deputato Pd sono sostanzilamente corretti: va però ricordato che secondo i dati dell’Inps, le 462mila famiglie beneficiarie del Rei avevano percepito in media 296 euro al mese, mentre secondo le ultime stime l’importo medio del reddito di cittadinanza si attesta a 520 euro, con un massimo di 1380 mensili. Il reddito di cittadinanza è dunque più generoso del Rei, anche se il numero dei beneficiari sarà sì superiore, ma non di molto.

Gelmini: "Sul reddito di cittadinanza i numeri parlano chiaro"

Anche Mariastella Gelmini (Forza Italia) mostra  qualche perplessità. "Il reddito di cittadinanza doveva cancellare la povertà per 5 milioni di persone. Ora, giusto per capire... Ma se le domande approvate sono 487mila, esattamente come si arriva a 5 milioni? I numeri parlano chiaro: è un flop clamoroso" scrive la deputata su Twitter.

La replica del M5s: "Dalle opposizioni solo falsità"

"È vergognoso che da due partiti come PD e Forza Italia che hanno impoverito l’Italia negli anni, oggi arrivino solo fango e falsità su provvedimenti come il Reddito e la Pensione di Cittadinanza che puntano ad aiutare proprio chi è più in difficoltà in questo Paese. Nel solo mese di marzo sono arrivate 806mila domande per il Reddito e la Pensione di Cittadinanza, per un totale di 2,8 milioni di persone. In termini percentuali, parliamo quindi del 62% della platea dei potenziali beneficiari che avevamo individuato all’inizio". Lo scrive su Facebook la deputata del Movimento 5 Stelle in commissione Lavoro Tiziana Ciprini.

Quando partì il Rei, argomenta la deputata, "non superò il 10% della copertura e nell’ultimo mese arrivo a stento al 50% dei potenziali beneficiari. Se guardiamo al numero di persone raggiunte dal Rei dopo poco tempo dal suo lancio i dati dell’Inps ci dicono che nel primo trimestre 2018 sono stati erogati benefici economici a 110mila famiglie per un totale di 317mila persone. Siamo ben al di sotto dell’ottimo risultato raggiunto solo nel primo mese di Reddito di Cittadinanza".

"Noi stimiamo - conclude Ciprini - che ogni mese le domande per il Reddito e la Pensione di Cittadinanza possano aumentare di 100mila così da raggiungere entro la fine dell’anno 1,3 milioni di domande". 

I dati citati dalla deputata M5s si riferiscono al primo trimestre dell'anno scorso, va però ricordato che il Rei è diventato una misura di contrasto alla povertà "universale" solo a luglio del 2018. In totale nel 2018 (dati Inps) il beneficio è stato erogato a 462.170 nuclei familiari, raggiungendo 1.329.325 persone.

Reddito, il Sole 24 Ore: "C’è un tesoretto da 850 milioni"

Ad ogni modo, il fatto che finora le richieste siano state tutto sommato contenute, potrebbe permettere di risparmiare risorse preziose. Secondo il Sole 24 Ore "le stime tecniche più aggiornate" parlano di un tesoretto di "700-850 milioni di euro per il 2019".

E se il tasso di adesione non dovesse aumentare sensibilmente il risparmio potrebbe essere anche più sostanzioso. Per il quotidiano di Confindustria sia la Lega che il M5s avrebbero già messo nel mirino quel denaro, magari per finanziare una sforbiciata (seppur minima) alle tasse (nel caso della Lega) o interventi per il lavoro e la famiglia (nel caso del M5s).

Provvedimenti da sbandierare in campagna elettorale, anche se difficilmente il ministero dell’Economia darà il via libera a nuove spese. Quel tesoretto potrebbe infatti tornare utile per coprire eventuali buchi di bilancio o per ridurre il deficit. Bisogna inoltre considerare che se i beneficiari del reddito saranno meno del previsto, ciò si tradurra inevibabilmente anche in una minore spinta ai consumi. Gli effetti espansivi della misura potrebbero dunque rivelarsi inferiori alle attese. 

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