Reddito di cittadinanza, il paradosso dell'aumento: chi viene sfavorito

Il Report 2019 della Caritas su Povertà ed esclusione sociale ha messo in evidenza una criticità della misura. Intanto in Italia sono 5 milioni le persone in povertà assoluta 

La card del reddito di cittadinanza (FOTO ANSA)

Il reddito di cittadinanza è una misura studiata come sussidio contro la povertà per le famiglie in difficoltà, eppure, tra le categorie sfavorite dalla misura ci sono proprio i nuclei familiari. Più ricco in termini di importo del Rei (Reddito di Inclusione), il reddito di cittadinanza ha suscitato da subito polemiche per alcune disparità

Reddito di cittadinanza: chi viene sfavorito

In effetti, tra i possessori della Rdc card ci sono degli sfavoriti: nuclei con 5 e più componenti e i nuclei con figli minori che ricevano un aumento meno che proporzionale tanto che i singoli ricevano un contributo superiore della soglia di povertà, mentre le famiglie con 4 e più ricevono un importo sempre inferiore alla soglia di povertà. Ad evidenziare questo paradosso del reddito di cittadinanza sono i dati contenuti nel report 2019 della Caritas su Povertà ed esclusione sociale pubblicato in occasione della Giornata Mondiale dei Poveri. 

L'incentivo per il Reddito di cittadinanza: la novità per beneficiari e imprese

Reddito di cittadinanza, chi sono gli esclusi 

Il Reddito di cittadinanza ha una platea di beneficiari potenziali di gran lunga superiore al Rei (e a oggi ne ha raggiunte più di 2 milioni), ma vi sono degli esclusi: sono gli 87.000 nuclei di stranieri extra Ue che sono stati tagliati fuori dal criterio della residenza 10 anni e i senza dimora, i restanti poveri assoluti che non rispettano i criteri di residenza e quelli che non rispettano quelli di reddito e patrimonio; non prevede un coordinamento unitario delle risposte territoriali che non è più in capo ai soli servizi sociali e scompagina il sistema di interventi, segmentandolo (con persone convocate dai Cpi o dai Servizi sociali); i progetti di accompagnamento con i Cpi e i servizi sociali non sono stati avviati contestualmente alla ricezione del beneficio economico, ma stanno partendo dopo alcuni mesi.

In Italia 5 milioni di persone in povertà assoluta 

In Italia risultano in uno stato di povertà assoluta 1 milione 800mila famiglie (il 7% dei nuclei familiari) per un totale di oltre 5 milioni di individui (l’8,4% della popolazione). I dati appaiono pressoché stabili se confrontati con quelli del 2017 quando infatti l’incidenza si attestava al 6,9% per le famiglie e all’8,4% per gli individui. 

 Dal 2007 ad oggi il numero dei poveri ha registrato un incremento del 181% (+121% sulle famiglie). Nelle regioni di Sud e Isole l’incidenza della povertà assoluta sugli individui raggiunge rispettivamente l’11,1% e il 12,0% a fronte di valori molto più contenuti registrati nel Centro (6,6%) e nel Nord (6,8%).

Lavoro, working poor in aumento

Nel corso del 2018 tendono ancora ad aumentare i cosiddetti 'working poor'. In particolare cresce la situazione di criticità delle famiglie il cui 'capofamiglia' è impiegato come operaio o assimilato; tra loro risulta povero in termini assoluti il 12,3% del totale. Colpisce e allarma il confronto tra la situazione delle famiglie di operai di oggi con quella antecedente al 2008: tra loro, in soli dieci anni, l’incidenza della povertà assoluta è aumentata del 624% (passando dall’1,7% del 2007 al 12,3% di oggi).

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